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	<title>posturologo &#8211; Andrea Meneguzzo</title>
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	<description>Sito Ufficiale di Andrea Meneguzzo</description>
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	<title>posturologo &#8211; Andrea Meneguzzo</title>
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		<title>Master in Posturologia di Bologna: la tesi di Francesco Rocco Zichella</title>
		<link>https://ilposturologico.com/2020/06/06/master-in-posturologia-di-bologna-la-tesi-di-francesco-rocco-zichella/</link>
				<pubDate>Sat, 06 Jun 2020 14:20:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Meneguzzo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Corsi]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
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				<description><![CDATA[<p>Era il 2013 e a Bologna prendeva il via per la prima volta il “Master di Posturologia e Terapie Manuali” (all’epoca si chiamava così). Un corso nuovo e rivoluzionario per i contenuti proposti. Non che la Posturologia fosse qualcosa di sconosciuto, anzi, ma per la prima volta veniva presentato in forma ufficiale quello che adesso[...]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ilposturologico.com/2020/06/06/master-in-posturologia-di-bologna-la-tesi-di-francesco-rocco-zichella/">Master in Posturologia di Bologna: la tesi di Francesco Rocco Zichella</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://ilposturologico.com">Andrea Meneguzzo</a>.</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p>Era il 2013 e a Bologna prendeva il via per la prima volta il “<strong>Master di Posturologia e Terapie Manuali</strong>” (all’epoca si chiamava così). Un corso nuovo e rivoluzionario per i contenuti proposti.</p>
<p>Non che la <strong>Posturologia</strong> fosse qualcosa di sconosciuto, anzi, ma per la prima volta veniva presentato in forma ufficiale quello che adesso viene chiamato il “protocollo Marino” (messo a punto dal dott. Alfredo Marino). Le <strong>tre scuole, francese, portoghese e italiana finalmente fanno corpo</strong>, ognuna con le sue migliori peculiarità, dando vita ad un percorso comune di strategia terapeutica veramente ben strutturato.</p>
<p>In quell’anno gli iscritti erano veramente tantissimi, quasi 60, professionisti di svariati campi: medici, osteopati, laureati in scienze motorie, fisioterapisti, logopedisti, tecnici ortopedici, podologi e forse qualche altra categoria che ora mi sfugge.</p>
<p>Insomma, un grande interesse ed evidentemente grandi aspettative visto l’impegno richiesto in termine di ore e di materie da apprendere.</p>
<p>Tra questi anche <strong>Francesco Zichella</strong>, intervistato qui in questo articolo. Francesco, insegnante di educazione fisica, da subito si è dimostrato particolarmente interessato alla materia, attento e meticoloso nel mettere in pratica tutte le indicazioni impartite durante il master.</p>
<p>Faccio una considerazione: la <strong>posturologia è una materia ampia, ti costringe a conoscere molti aspetti di campi che apparentemente non ti competono</strong>. In più la presa in carico del paziente è diversa rispetto all’approccio presentato dalla medicina di lesione e questo aspetto non è sempre facile da digerire. Come in tutti campi ci sono soggetti più predisposti di altri a mettere in pratica nuove proposte. In questo senso Francesco si è dimostrato perfetto: attento, preciso, curioso, totalmente permeabile alle nuove strategie.</p>
<p>E come tutti i percorsi formativi che si rispettano anche il master si conclude con una tesi. Si può decidere di finire in sordina, senza impegnare troppe energie ma c’è anche chi vuole concludere con il botto. Se dopo qualche anno la tua tesi viene pubblicata su una rivista di settore direi che ci sei riuscito, come è capitato a Francesco Zichella. Gli ho sottoposto, per il mio blog, qualche domanda.</p>
<p><img class="aligncenter wp-image-793" src="https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-FRANCO-CFT-956x1024.jpg" alt="" width="550" height="589" srcset="https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-FRANCO-CFT-956x1024.jpg 956w, https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-FRANCO-CFT-280x300.jpg 280w, https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-FRANCO-CFT-768x822.jpg 768w" sizes="(max-width: 550px) 100vw, 550px" /></p>
<h2>Chi sei? Presentati: Descrivi te stesso e la tua attività</h2>
<p>Mi chiamo Francesco Rocco Zichella, sono insegnante di educazione fisica e titolare di un centro fitness con annessa piscina e palestra. Si chiama<strong> J-Fit e si trova a Montalbano Jonico</strong>, in provincia di Matera. I miei pazienti sono di tutte le fasce d’età, dai bambini fino agli adulti di 80 anni ed oltre. Il paese è di 6000 abitanti, cerchiamo di soddisfare i bisogni di tutti, ma mi sarei specializzato su una fascia precisa di pazienti se mi fossi trovato in una città più grande. Per quanto riguarda l’<strong>attività di Posturologo</strong> seguo settimanalmente i miei pazienti tra i quali diversi bambini con problemi alla schiena. Lavoro inoltre nel mondo del calcio, sono responsabile tecnico dei centri federali di Viggiano (PT), dov’è presente un nuovo progetto della Federazione. Ha la duplice finalità di formazione degli istruttori/allenatori e anche quella di non disperdere talenti nel territorio. In Italia esistono 50 centri di questo tipo, dove lavorano solo professionisti affermati.</p>
<h2>Perche’ a suo tempo ti sei iscritto al Master in Posturologia e come ne sei venuto a conoscenza?</h2>
<p>Ho conosciuto il <strong>Master in <a href="http://ilposturologico.com/2019/05/20/chi-e-il-posturologo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Posturologia</a></strong> di Bologna tramite ricerca sul web. Anche se ho 52 anni c’è sempre in me tanta voglia di migliorare e ampliare le mie conoscenze. Mi sono iscritto per <strong>poter aiutare i miei pazienti attraverso l’apprendimento di nuove tecniche e approcci terapeutici</strong>. Ogni tanto infatti, nel mio lavoro, mi capita di trovare dei casi particolari, più difficili, di fronte ai quali i risultati non sono del tutto soddisfacenti. Per come sono fatto e per come intendo il mio lavoro, non mi accontento mai e cerco sempre di capire come poter risolvere in maniera efficace il problema che hanno. Questa sincera voglia e ricerca mi ha portato a voler continuamente imparare cose nuove, a conoscere e ad approfondire alcuni aspetti del mio lavoro e quindi ancora oggi continuo a studiare.</p>
<h2>Quali sono i concetti più utili che hai appreso poi introdotto nel tuo lavoro dopo aver frequentato il Master in Posturologia?</h2>
<p>Ricordo con affetto il <strong>dottor <a href="http://www.alfredomarino.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Alfredo Marino</a></strong>, la moglie e gli assistenti; è stata un’esperienza bellissima ed ho certamente appreso moltissime cose che prima non riuscivo a capire. Tra tutte, la cosa più importante che ho capito è quella di non farsi &#8220;<strong>ingannare dagli occhi</strong>&#8220;. Prima di lavorare sulle “uscite”, ovvero le manifestazioni sintomatiche, bisogna <strong>lavorare</strong> sulle “<a href="http://ilposturologico.com/2020/02/14/corso-di-posturologia-larte-del-testare/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">entrate</a>”, ovvero su <strong>come il cervello riconosce la posizione del corpo nello spazio</strong>. In Posturologia, come insegna il dott. Marino, bisogna prima “testare”, ovvero controllare tutte le “entrate” e capire dove ci sono eventuali blocchi, e cercare quindi di eliminare la causa che crea il sintomo. Secondo me questo <strong>è stato il più grande insegnamento perché ancora oggi tanti professionisti si soffermano semplicemente sull’aspetto algico</strong>. Invece se non valuti le “entrate” sei già influenzato in modo negativo perchè vedi solo il risultato di un “errore”, ovvero un compenso. L’altra <strong>cosa fondamentale che ho imparato è che <a href="http://ilposturologico.com/2019/11/25/i-4-punti-cardinali-del-posturologo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">causa e dolore non coincidono quasi mai</a></strong>, sono sempre in due posti diversi. <strong>Dopo il Master mi sono reso conto che molti professionisti si fermano al dolore e lavorano sul dolore localizzato quando la causa è da un’altra parte</strong>. Questo è quello che mi ha insegnato la Posturologia Clinica e utilizzo questi concetti quotidianamente. Penso che in Italia <strong>noi del Master di Bologna del dott. Alfredo Marino siamo gli unici</strong> ad avere questo approccio.</p>
<p><img class="aligncenter wp-image-791" src="https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2020/06/94507568_10217764387289309_2373020858978402304_o-1024x740.jpg" alt="" width="550" height="398" srcset="https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2020/06/94507568_10217764387289309_2373020858978402304_o-1024x740.jpg 1024w, https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2020/06/94507568_10217764387289309_2373020858978402304_o-300x217.jpg 300w, https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2020/06/94507568_10217764387289309_2373020858978402304_o-768x555.jpg 768w, https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2020/06/94507568_10217764387289309_2373020858978402304_o.jpg 1032w" sizes="(max-width: 550px) 100vw, 550px" /></p>
<h2>La tua tesi Performance e riequilibrio Posturale: racconta in breve</h2>
<p>La mia <strong>tesi al Master in Posturologia</strong> ha riguardato l’ambito sportivo. Mi considero una persona pratica e volevo quantificare quanto incideva un <strong>problema posturale sulla performance degli atleti</strong>. La tesi è stata apprezzata e successivamente è stata <strong>pubblicata sulla rivista Nazionale Allenatori</strong>. In seguito alla pubblicazione ho ricevuto anche diversi contatti di persone da tutta Italia interessate a capire un po’ di più i concetti e la loro applicazione e ne sono stato molto orgoglioso.<br />
Racconto la mia tesi brevemente: in quel periodo facevo il preparatore in una squadra di calcio che giocava in Eccellenza e ho selezionato dodici calciatori divisi in due gruppi. Un gruppo è stato messo di controllo. L’altro invece è stato <strong>“trattato” con la collaborazione di un osteopata e una dentista per l’<a href="http://www.alfredomarino.it/le-alph/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">applicazione delle Alph</a></strong> (invenzione del dott. Alfredo Marino). Il lavoro è consistito in tre sedute di osteopatia e nell’applicazione delle <strong>Alph</strong> al singolo atleta.<br />
Purtroppo non è stato possibile fare un lavoro a 360 gradi perché non sono stati controllati <strong>i piedi e le <a href="http://ilposturologico.com/2019/05/02/come-trattare-le-cicatrici-e-perche-e-importante-farlo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">cicatrici</a></strong>, come il “<strong>protocollo Marino</strong>” invece vorrebbe. L’osteopata, durante le sedute, trattava quello che io gli segnalavo in base ai test posturologici appresi durante il Master, che effettuavo sugli atleti del gruppo preso in esame. Il test al quale ho sottoposto i ragazzi prima e dopo i trattamenti era di calciare 3 tiri verso una porticina posizionata a 5 metri di distanza. Senza grossi lavori e molto velocemente, i calciatori “trattati posturologicamente” hanno effettuato delle performance migliorate del 7% rispetto a quelli del gruppo di controllo che hanno invece confermato gli stessi risultati della prima batteria di test. La cosa che veramente mi ha stupito tanto è che le prestazioni dei calci del gruppo trattato si sono uniformate. Durante i test infatti misuravo la velocità della palla calciata con una pistola laser. <strong>Dopo il trattamento, i calci in porta non erano più una volta a 90 km/h e poi a 100 km/h, ma si assestavano tutti sulla stessa velocità in un&#8217;ottica di “ottimizzazione delle risorse”, una cosa fenomenale per un’atleta</strong>. Con un lavoro completo, che prende in considerazione tutte “le entrate” si sarebbe ottenuto sicuramente un risultato ancora migliore. Con la <strong>Posturologia si può sicuramente migliorare la performance degli atleti.</strong></p>
<p><a href="http://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2020/06/Performance-e-riequilibrio-posturale-nel-Calcio-di-Franco-Zichella-1.pdf">Performance e riequilibrio posturale nel Calcio di Franco Zichella (1)</a></p>
<p><img class="aligncenter wp-image-796" src="https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2020/06/Schermata-2020-06-06-alle-16.05.17.png" alt="" width="350" height="498" srcset="https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2020/06/Schermata-2020-06-06-alle-16.05.17.png 588w, https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2020/06/Schermata-2020-06-06-alle-16.05.17-211x300.png 211w" sizes="(max-width: 350px) 100vw, 350px" /></p>
<h2>A chi consiglieresti di frequentare il Master in Posturologia?</h2>
<p>A tutti, veramente tutti. Ricordo sempre che all’inizio forse eravamo 55 persone e tutti si chiedevano in continuazione il significato di ogni lezione, nessuno riusciva a capire che cosa il dottor Marino ci volesse dire. E lui, il dott. Alfredo Marino, dopo 7 o 8 lezioni, mi diceva “non ti preoccupare, Francesco, capirai”&#8230; e in effetti aveva ragione.</p>
<p>E’ stato <strong>difficile per me e anche per qualche altro collega abbandonare l’abitudine di valutare attraverso gli occhi per abbracciare una nuova modalità di intervento, basata sullo studio delle “entrate” del sistema sensoriale</strong>. La <strong><a href="http://ilposturologico.com/2019/05/01/qual-e-la-differenza-tra-postura-e-posturologia/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Posturologia clinica</a> è questa</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ilposturologico.com/2020/06/06/master-in-posturologia-di-bologna-la-tesi-di-francesco-rocco-zichella/">Master in Posturologia di Bologna: la tesi di Francesco Rocco Zichella</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://ilposturologico.com">Andrea Meneguzzo</a>.</p>
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										</item>
		<item>
		<title>I 4 punti cardinali del Posturologo</title>
		<link>https://ilposturologico.com/2019/11/25/i-4-punti-cardinali-del-posturologo/</link>
				<comments>https://ilposturologico.com/2019/11/25/i-4-punti-cardinali-del-posturologo/#comments</comments>
				<pubDate>Mon, 25 Nov 2019 17:32:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Meneguzzo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Metodologia]]></category>
		<category><![CDATA[posturologia]]></category>
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				<description><![CDATA[<p>Abbiamo già spiegato come postura e posturologia siano due argomenti diversi. In questo articolo continuiamo a parlare di metodologia spiegando che per orientarsi in questa materia abbiamo bisogno di una bussola speciale: ecco quindi che vi riassumo e vi spiego quali sono i punti cardinali della bussola del posturologo, ovvero principi e regole che vanno[...]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ilposturologico.com/2019/11/25/i-4-punti-cardinali-del-posturologo/">I 4 punti cardinali del Posturologo</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://ilposturologico.com">Andrea Meneguzzo</a>.</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p>Abbiamo già spiegato come <a href="http://ilposturologico.com/2019/05/01/qual-e-la-differenza-tra-postura-e-posturologia/">postura e posturologia</a> siano due argomenti diversi. In questo articolo continuiamo a parlare di <a href="http://ilposturologico.com/2019/05/20/chi-e-il-posturologo/">metodologia</a> spiegando che per orientarsi in questa materia abbiamo bisogno di una bussola speciale: ecco quindi che vi riassumo e vi spiego quali sono i punti cardinali della bussola del posturologo, ovvero principi e regole che vanno applicati e rispettati rigorosamente ogni volta che ci si approccia ad un nuovo paziente.</p>
<h2>1- Non farti ingannare dal sintomo, ricerca la causa</h2>
<h2><img class="aligncenter size-full wp-image-663" src="https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2019/11/photo-1539992190939-08f22d7ebaad.jpeg" alt="" width="676" height="901" srcset="https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2019/11/photo-1539992190939-08f22d7ebaad.jpeg 676w, https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2019/11/photo-1539992190939-08f22d7ebaad-225x300.jpeg 225w" sizes="(max-width: 676px) 100vw, 676px" /></h2>
<p>1- Il <strong>sintomo</strong> del paziente non è altro che un segno di un <strong>sistema poco coordinato</strong>: è il campanello d’allarme che ci dice che qualcosa non sta andando, ma non ci dice ancora cos’e in particolare che non sta funzionando come dovrebbe.<br />
Pensiamo ad esempio ai dolori muscoloscheletrici, al classico dolore al ginocchio o alla schiena. <em>Questi sintomi raramente sono l’origine del problema ma solo la zona in cui una <strong>disfunzione propriocettiva</strong> si sta manifestando</em>.<br />
Quindi, se per un terapista tradizionale saranno proprio queste le zone da manipolare, per il posturologo invece non saranno loro l’oggetto del trattamento; <strong>per il posturologo va ricercata una causa che a volte risiede in tutt’altra zona del corpo</strong>.</p>
<h2>2- L’analisi settoriale non è sufficiente, bisogna analizzare globalmente</h2>
<p><img class="aligncenter wp-image-657" src="https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2019/11/photo-1501644898242-cfea317d7faf.jpeg" alt="" width="600" height="900" srcset="https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2019/11/photo-1501644898242-cfea317d7faf.jpeg 634w, https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2019/11/photo-1501644898242-cfea317d7faf-200x300.jpeg 200w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></p>
<p>Esistono dei segni e sintomi tipici che un soggetto manifesta e che possono già essere indicativi della disfunzione a monte. Quello che in altre materie può sembrare irrilevante, in <strong>posturologia</strong> non lo è.<br />
Ancora una volta ci troviamo di fronte ad un <strong>nuovo approccio medico</strong>. Il <strong>focus non è più di tipo settoriale ma diventa generale</strong>, quindi il panorama da valutare cambia, ed è molto più vasto.<br />
Porto un esempio quasi paradossale: tutti i giorni valutiamo <strong>bambini</strong> che frequentemente soffrono di <strong>incubi notturni</strong>. Modificando il loro territorio percettivo anche questo segno &#8211; poco interessante per quasi tutte le aree mediche &#8211; dovrebbe migliorare.</p>
<p>E’ sempre bene verificare che diverse aree evolvano in positivo dopo un trattamento percettivo. Sarà opportuno controllare non solo il miglioramento del sintomo principale che il paziente lamentava; il <strong>cambiamento in positivo deve avvenire anche per altri segni valutati in pre-trattamento, come l’attenzione, la coordinazione motoria, la qualità del sonno</strong>, ecc.</p>
<h2>3- La scomparsa del sintomo non basta, il soggetto va controllato su diversi piani</h2>
<p><img class="aligncenter wp-image-656" src="https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2019/11/photo-1516192518150-0d8fee5425e3.jpeg" alt="" width="600" height="800" srcset="https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2019/11/photo-1516192518150-0d8fee5425e3.jpeg 676w, https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2019/11/photo-1516192518150-0d8fee5425e3-225x300.jpeg 225w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></p>
<p>Non ci si può più accontentare di far scomparire un sintomo. <strong>Tutti i parametri del nostro soggetto devono rientrare in quadro di funzionamento efficiente e fisiologico</strong>. Se così non fosse, <em>stiamo solo creando un compenso che nasconde il sintomo</em>, stiamo togliendo un campanello d’allarme (che il corpo ci stava dando) senza aver risolto il problema. Come abbiamo detto nel punto precedente, più parti dello stesso soggetto dovrebbero migliorare. <strong>Lavorando sul solo sintomo si rischia di vederlo ricomparire</strong> (recidiva) <strong>oppure di vederlo manifestarsi in altra sede e addirittura con altre forme</strong>.<br />
Penso a quei casi di blocco mandibolare che col tempo, cercando di “sbloccare&#8221; solo la mandibola, si sono trasformati in sindromi vertiginose. In realtà entrambi questi sintomi, mandibola bloccata e vertigini, hanno molto a che fare con le <strong>disfunzioni propriocettive</strong>.</p>
<h2>4- In ambito posturologico la tuttologia è vietata, ad ogni specialista il suo mestiere</h2>
<p><img class="aligncenter wp-image-652" src="https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2019/11/photo-1494059980473-813e73ee784b-1024x684.jpeg" alt="" width="600" height="401" srcset="https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2019/11/photo-1494059980473-813e73ee784b-1024x684.jpeg 1024w, https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2019/11/photo-1494059980473-813e73ee784b-300x200.jpeg 300w, https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2019/11/photo-1494059980473-813e73ee784b-768x513.jpeg 768w, https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2019/11/photo-1494059980473-813e73ee784b.jpeg 1349w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></p>
<p>Scordati di fare il tuttologo: se ritieni che la strategia non debba passare dalle tue mani impara a passare la palla. Stai facendo un favore al paziente, ma prima di tutto a te stesso.</p>
<p>Da qui nasce l’esigenza, nell’ambito della <strong>formazione</strong>, di creare un&#8217;ottima capacità di valutazione da parte dei corsisti.</p>
<p>Questo lavoro rende accessibile la meraviglia di costruire un grande puzzle a più mani, dove tutti i tasselli devono andare al loro posto. Dall&#8217;<strong>ortottista, al <a href="https://www.paginebianche.it/montecchio-maggiore/studio-podologico-morsoletto.77541">podologo</a>, al kinesiologo, al fisioterapista, all’oculista, al <a href="http://www.alfredomarino.it/">dentista</a></strong>, ogni professionista &#8220;¢posturologo&#8221; gioca un ruolo importante a seconda del disturbo del paziente.</p>
<p>Nel mio caso, può capitare che chi si rivolge a me sia convinto che servano trattamenti manuali, per esempio per un mal di schiena. Accade spesso però che dopo alcuni test riesco a capire che quel mal di schiena sia frutto di una disfunzione, ad esempio plantare, che sregola il sistema percettivo generale, e che la schiena non sia altro che il sintomo di quella disfunzione.</p>
<p>E’ proprio grazie ad una batteria di test specifica che è possibile capire, seppur a grandi linee, quale strategia terapeutica potrebbe avere effetto sul paziente.<br />
Inviare questo paziente da un bravo podologo con vere competenze posturologiche sara la miglior soluzione da proporre a quel paziente.</p>
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