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	<title>propriocezione &#8211; Andrea Meneguzzo</title>
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	<description>Sito Ufficiale di Andrea Meneguzzo</description>
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	<title>propriocezione &#8211; Andrea Meneguzzo</title>
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		<title>Il Mistero di Marquez: La Propriocezione e le Sue Cadute</title>
		<link>https://ilposturologico.com/2023/10/24/il-mistero-di-marquez-la-propriocezione-e-le-sue-cadute/</link>
				<pubDate>Tue, 24 Oct 2023 09:37:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Meneguzzo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Posturologia]]></category>
		<category><![CDATA[percezione azione]]></category>
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				<description><![CDATA[<p>Negli ultimi anni, il mondo delle corse MotoGP è stato testimone di uno dei piloti più talentuosi e carismatici, Marc Marquez. Tuttavia, mentre le sue vittorie spettacolari e le acrobazie in sella sono state il motivo di ammirazione, le frequenti cadute hanno sollevato delle domande. La mia ipotesi è che il famoso pilota soffra ancora[...]</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Negli ultimi anni, il mondo delle corse MotoGP è stato testimone di uno dei piloti più talentuosi e carismatici, <strong>Marc Marquez</strong>. Tuttavia, mentre le sue vittorie spettacolari e le acrobazie in sella sono state il motivo di ammirazione, le frequenti cadute hanno sollevato delle domande. La mia ipotesi è che il famoso pilota soffra ancora oggi di un <strong>disturbo della propriocezione</strong>, il quale potrebbe essere alla radice di molte delle sue cadute.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel corso degli anni, Marquez ha subito <strong>numerose cadute spettacolari</strong>. Alcuni attribuiscono queste cadute al fatto che Marquez spinga costantemente i limiti, cercando di trovare il margine di aderenza massima della sua moto. Tuttavia, vedo un possibile legame tra le sue cadute e una presunta cattiva percezione, una teoria che trova supporto nei fatti precedenti.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In un articolo precedente, ho discusso il problema della <strong>diplopia</strong> che Marquez ha affrontato in passato. La diplopia, o visione doppia, può essere legata a disturbi della propriocezione, quindi un non vero problema della vista ma un disturbo sensoriale dovuto dalla combinazione trauma da caduta ed intervento chirurgico. Questo potrebbe influire sulla percezione che che Marquez ha di sé sulla moto, portando a cadute apparentemente inspiegabili.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In particolare la propriocezione è essenziale per la capacità del cervello di prevedere e adattare il movimento del corpo. Un difetto “predittivo” (penso una cosa e ne faccio un’altra) potrebbe portare a <strong>reazioni tardive o scomposte</strong>, contribuendo ulteriormente al rischio di cadute.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Anche se Marquez sta per passare alla Ducati, una moto che oggi è considerata nettamente superiore alla Honda che ha guidato in passato, il suo software propriocettivo potrebbe non cambiare. Se il problema della propriocezione è ancora presente, potremmo vedere un Marquez che, nonostante una moto più competitiva, continua a lottare con cadute inaspettate.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">È importante sottolineare che la mia è solo un&#8217;ipotesi, basata su osservazioni e dati disponibili pubblicamente. Solo il tempo dirà se Marquez riuscirà a superare queste sfide e a mantenere la sua dominanza nella MotoGP. Resta comunque un pilota straordinario con un talento innato, ma la questione della propriocezione potrebbe essere una <strong>variabile significativa</strong> nella sua carriera.</span></p>
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		<title>Realtà virtuale e postura: quali possono essere i benefici?</title>
		<link>https://ilposturologico.com/2023/09/25/realta-virtuale-postura-benefici/</link>
				<pubDate>Mon, 25 Sep 2023 08:00:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Meneguzzo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Posturologia]]></category>
		<category><![CDATA[posturologia]]></category>
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		<category><![CDATA[realtà virtuale]]></category>
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				<description><![CDATA[<p>Da sempre sono appassionato di tecnologia, anche se con competenze limitate. Qualche giorno fa ho avuto l&#8217;opportunità di fare esperienza con visori di realtà virtuale e da subito ho fatto alcune considerazioni in tema di postura. Ad oggi gran parte del lavoro e delle attività quotidiane sono legati ad un piccolo schermo, come smartphone, tablet[...]</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p>Da sempre sono appassionato di tecnologia, anche se con competenze limitate. Qualche giorno fa ho avuto l&#8217;opportunità di fare esperienza con <strong>visori di realtà virtuale</strong> e da subito ho fatto alcune considerazioni in tema di <strong>postura</strong>.</p>
<p>Ad oggi gran parte del lavoro e delle attività quotidiane sono legati ad un piccolo schermo, come smartphone, tablet o PC. Tuttavia, in un futuro molto vicino pare che non ci affideremo più esclusivamente a questi dispositivi. Questo potrebbe essere un vantaggio per gli occhi, poiché l&#8217;uso dei visori VR <strong>potrebbe evitare l&#8217;eccessiva convergenza oculare</strong>, permettendo agli stessi di restare in uno stato di convergenza naturale.</p>
<p>L&#8217;occhio umano è stato progettato e si è evoluto principalmente per tre scopi: cercare riparo dai predatori, cercare un partner con cui riprodursi e trovare cibo per nutrirsi. Il fatto di fissare oggetti da molto vicino è un aspetto dell&#8217;epoca moderna e se dovessimo vivere costantemente con gli occhi in uno stato di convergenza, sarebbe più adatto essere simili a una sorta di ciclope. Ovviamente questa non è una condizione adatta agli esseri umani.</p>
<p>Con l&#8217;uso dei visori VR, l&#8217;esigenza di convergenza viene ridotta, poiché il nostro sguardo ha la possibilità di spaziare e muoversi liberamente nell&#8217;ambiente virtuale.</p>
<p>Un altro aspetto interessante riguarda la <strong>postura visiva</strong>, ovvero come l&#8217;occhio reagirà di fronte all&#8217;esposizione prolungata ad un ambiente illuminato ma non in modo naturale. Sono particolarmente curioso di capire cosa accadrà dal punto di vista motorio quando i visori raggiungeranno una qualità di schermo pari a ottiK. L&#8217;occhio umano non sarà più in grado di distinguere se l&#8217;ambiente che vede in cui è l&#8217;ambiente in cui ci si trova realmente o se è virtuale.</p>
<p>Sicuramente il maggior beneficio verrà tratto dalla <strong>parte posturale</strong>, che non sarà più subordinata all&#8217;orientamento degli schermi, evitando quindi atteggiamenti scorretti della schiena e soprattutto del collo. Ricorda in ogni caso che, per avere un&#8217;esperienza ottimale con i visori di realtà virtuale, sarà importante fare regolari pause e prendersi cura della salute degli occhi e della postura.</p>
<p>In conclusione, possono essere fatte diverse considerazioni con riguardo a:</p>
<ul>
<li><strong>Postura:</strong> L&#8217;uso dei visori VR riduce la necessità di concentrare gli occhi su uno schermo vicino, migliorando la postura di collo e schiena. Questo può essere particolarmente vantaggioso per coloro che trascorrono molte ore al computer.</li>
<li><strong>Salute degli Occhi:</strong> L&#8217;effetto sull&#8217;occhio può variare da persona a persona. Tuttavia, è importante ricordare che l&#8217;uso prolungato dei visori VR potrebbe comportare affaticamento oculare. È consigliabile prendere pause regolari e fare esercizi per gli occhi durante le sessioni di realtà virtuale.</li>
<li><strong>Aspetto Motorio, in particolare Riabilitazione e Rieducazione:</strong> L&#8217;avanzamento della tecnologia VR, inclusa una maggiore risoluzione, può creare esperienze sempre più realistiche. Ciò potrebbe essere utilizzato in ambiti come la riabilitazione, dove i pazienti possono eseguire esercizi specifici sotto la guida di un terapista senza lasciare la propria casa. In tal modo la VR potrebbe essere un&#8217;ottima opportunità per la terapia fisica e la riabilitazione: i pazienti riceverebbero istruzioni dettagliate e feedback in tempo reale, migliorando l&#8217;efficacia del trattamento.</li>
<li><strong>Responsabilizzazione del Paziente:</strong> L&#8217;uso della tecnologia VR potrebbe aumentare la responsabilizzazione dei pazienti, poiché in tal modo si sentirebbero più coinvolti nel loro processo di recupero o di rieducazione.</li>
</ul>
<p>È evidente quindi che la realtà virtuale offra un&#8217;ampia gamma di opportunità, ma è importante considerare anche i possibili svantaggi e gli aspetti legati alla salute durante l&#8217;uso prolungato. Misurare i benefici rispetto ai rischi sarà cruciale nello sviluppo futuro di queste tecnologie.</p>
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		<item>
		<title>Connessione tra sonno, respirazione, disturbi dell&#8217;attenzione e posturologia</title>
		<link>https://ilposturologico.com/2023/09/05/connessione-tra-sonno-respirazione-disturbi-dellattenzione-e-posturologia/</link>
				<pubDate>Tue, 05 Sep 2023 13:10:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Meneguzzo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Posturologia]]></category>
		<category><![CDATA[disturbi attenzione]]></category>
		<category><![CDATA[disturbi cognitivi]]></category>
		<category><![CDATA[posturologia]]></category>
		<category><![CDATA[propriocezione]]></category>
		<category><![CDATA[respirazione]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Oggi ti racconto la strana connessione che esiste tra respirazione, qualità del sonno, disturbi dell’attenzione e posturologia. Partiamo dalla fine: il cruccio principale per chi lavora in ambito posturologia è quello di ottenere un buon equilibrio posturale, ma con il più basso tono muscolare possibile. Questo, per i meno esperti, significa lavorare su come il[...]</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Oggi ti racconto la strana connessione che esiste tra <strong>respirazione, qualità del sonno, disturbi dell’attenzione </strong>e<strong> posturologia</strong>.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Partiamo dalla fine: il cruccio principale per chi lavora in ambito posturologia è quello di ottenere un buon <strong>equilibrio posturale</strong>, ma con il più basso tono muscolare possibile.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Questo, per i meno esperti, significa lavorare su come il nostro cervello percepisce il corpo nello spazio (argomento che in buona parte centra con la propriocezione) mantenendo la più bassa tensione muscolare possibile (buon rapporto tra come si fa un movimento e quanta energia viene spesa per farlo).</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Quindi, in buona sostanza, la nostra cabina di regia (il cervello) assume dati (un movimento, un suono, uno stimolo luminoso ecc.), lo processa e ne nasce una reazione.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Preciso: se questo stimolo è molto importante, pensiamo a uno spillo che ci punge o da una forte fonte luminosa che ci abbaglia, anche la reazione che andremo ad ottenere sarà importante.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span></p>
<h2>Propriocezione e disturbi cognitivi: qual è il nesso?</h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Da qui passiamo alla strana relazione che il tono e la propriocezione hanno con i <strong>disturbi cognitivi</strong>.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un bellissimo lavoro francese mostra come gli occhi di un normolettore si muovono con una certa linearità nello scorrere sulle parole nelle righe di un testo, cosa che gli occhi di un dislessico, ad esempio, non riescono a fare.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Premetto che un dislessico è un ottimo esempio di soggetto con cattiva percezione (percezione di sé nello spazio) e con un tono muscolare alterato. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">È per questo che non riesce a compiere un&#8217;azione motoria come la lettura in modo efficace ed economico ma tutt’altro, l&#8217;azione del leggere risulta molto difficoltosa e per questo dispendiosa.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sappiamo che le nostre riserve di attenzione sono limitate e più ci impegniamo, più andiamo ad esaurire questa nostra capacità &#8211; quindi, faccio male questa azione e in più non ricordo molto.</span></p>
<h2><strong>Il sonno in tutto questo cosa c&#8217;entra?</strong></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Beh, avere una buona qualità del sonno, ad esempio, ci garantisce un buon lavoro di “pulizia” per quanto riguarda le informazioni assunte nella giornata appena passata, cestinando quelle poco utili e fissando nella memoria quelle che ci servono.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per questo motivo è semplice capire perché, quasi sempre, i soggetti DSA tendono ad avere difficoltà per un certo tipo di apprendimento. </span></p>
<h2><strong>Ma quali caratteristiche deve avere un sonno ristoratore?</strong></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Un <strong>buon sonno</strong>, per essere tale, deve rispettare dei <strong>cicli</strong> o fasi che si ripetono nell’arco del tempo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Essendo un’attività di recupero, anche il tono muscolare tende a scendere ed è proprio qui che troviamo la relazione tra sonno e respiro.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Esiste una struttura muscolo membranosa che funge da passaggio per l&#8217;aria dalle vie aeree superiori ai polmoni, questo è il faringe.</span></p>
<h3><strong>Cosa succede durante il riposo notturno al faringe</strong></h3>
<p><span style="font-weight: 400;">Durante il sonno, questa struttura tende a diminuire il suo diametro a causa dell’abbassamento del tono muscolare.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Questo evento richiede maggior impegno da parte di un’altra struttura muscolare, il diaframma, che dovendo far passare una quantità d’aria su un canale più stretto, deve lavorare con maggiore intensità.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tutto facile se il soggetto possiede almeno queste 2 caratteristiche, una <strong>buona propriocezione</strong> (una buona percezione del sé) ed una <strong>buona competenza della struttura addome</strong> (muscoli che concorrono ad un corretto e coordinato atto respiratorio).</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In mancanza di queste caratteristiche l’atto respiratorio si presenta non ottimale, inficiando la buona ossigenazione del cervello durante la notte e quindi impedendo la buona riuscita del lavoro di pulizia/stoccaggio che quest&#8217;ultimo deve effettuare durante il riposo notturno.</span></p>
<h2>Come capire se bisogna lavorare sulla propria respirazione</h2>
<p><span style="font-weight: 400;">In conclusione, metto un piccolo elenco che ci può aiutare a capire se abbiamo necessità di lavorare sulla nostra competenza respiratoria:</span></p>
<ul>
<li><span style="font-weight: 400;">difficolta d’attenzione</span></li>
<li><span style="font-weight: 400;">dormire con la bocca aperta</span></li>
<li><span style="font-weight: 400;">incubi</span></li>
<li><span style="font-weight: 400;">parlare durante il sonno</span></li>
<li><span style="font-weight: 400;">respiro corto e affannoso</span></li>
<li><span style="font-weight: 400;">piccole perdite di pipi e gas sotto sforzo (attività fisica, starnuti, colpi di tosse ecc) </span></li>
</ul>
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										</item>
		<item>
		<title>Alla scoperta del sesto senso: ecco cos&#8217;è la propriocezione</title>
		<link>https://ilposturologico.com/2022/10/18/cosa-e-la-propriocezione/</link>
				<pubDate>Tue, 18 Oct 2022 09:30:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Meneguzzo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Metodologia]]></category>
		<category><![CDATA[Posturologia]]></category>
		<category><![CDATA[propriocettori]]></category>
		<category><![CDATA[propriocezione]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Oggi tratteggiamo la descrizione di concetto che mi ha cambiato la vita professionale ed ogni mio tipo di approccio terapeutico: parliamo di Propriocezione.    Il mio rapporto con la Propriocezione Nei primi anni della mia carriera da terapista cercavo di utilizzare a favore dei miei pazienti quello che di buono avevo “provato” da atleta. Di[...]</p>
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]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Oggi tratteggiamo la descrizione di concetto che mi ha cambiato la vita professionale ed ogni mio tipo di approccio terapeutico: parliamo di <strong>Propriocezione. </strong> <i> </i><br />
</span></p>
<h2><span style="font-weight: 400;">Il mio rapporto con la Propriocezione<br />
</span></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Nei primi anni della mia carriera da terapista cercavo di utilizzare a favore dei miei pazienti quello che di buono avevo “provato” da atleta.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Di fatto, ho sempre usato la</span><b> forza meccanica</b><span style="font-weight: 400;"> (forte pressione delle dita sui tessuti) per trattare la sintomatologia del paziente; poi, venendo a conoscere la </span><b>Propriocezione</b><span style="font-weight: 400;">, ho imparato ad utilizzare una nuova </span><b>modalità di dialogo terapista/paziente.</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In passato cercavo sempre di lavorare direttamente su un tessuto per avere una risposta in modo diretto; oggi invece, posso utilizzare la mia mano per lanciare un messaggio che, grazie ai </span><b>recettori meccanici</b><span style="font-weight: 400;"> della pelle, arriva fino alla </span><b>cabina di regia </b><span style="font-weight: 400;">(una parte del cervello), la obbliga a compiere un processo e a rimandare in periferia le nuove informazioni sotto forma di tensione muscolare.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Con che modalità si può trattare un paziente, oggi, da terapista, conoscendo la </span><b>propriocezione</b><span style="font-weight: 400;">? Io personalmente sfrutto molto la sensibilità della pelle, utilizzando tocchi molto leggeri ma che ben vanno a mettersi in contatto con la</span><b> parte percettiva</b><span style="font-weight: 400;">, con quella che è la somatorappresentazione.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Capire questa cosa mi ha permesso di </span><b>vedere anche altre metodologie con occhio diverso,</b><span style="font-weight: 400;"> potendo testare e verificare che tipo di risposta ottengo all’interno del protocollo  percezione-azione.</span></p>
<h2><span style="font-weight: 400;">Cos&#8217;è la Propriocezione</span></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Ogni sistema sensoriale   si è evoluto per “captare” un’informazione specifica di energia. Ogni organo di senso contiene delle cellule specializzate, chiamate </span><b>recettori</b><span style="font-weight: 400;">, che hanno la funzione di convertire l’energia fisica in energia nervosa. Nell’uomo esistono recettori per ognuno dei 5 sensi: per il </span><b>gusto</b><span style="font-weight: 400;">, per l’</span><b>olfatto</b><span style="font-weight: 400;">, per il </span><b>tatto</b><span style="font-weight: 400;">, per l’</span><b>udito</b><span style="font-weight: 400;"> e per la </span><b>vista</b><span style="font-weight: 400;">. </span></p>
<p><b>Ogni “canale sensoriale”, quindi, ha un recettore specifico che risponde a stimoli esterni che sono convertiti in energia nervosa.</b></p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">il canale visivo ha come recettore specifico la retina che converte il segnale luminoso in segnale nervoso</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">l’udito ha come recettore specifico la coclea che traduce il suono</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">l’olfatto tratta i segnali chimici passanti per le fosse nasali</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">il gusto, grazie alle papille gustative, processa segnali chimici</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">infine sono i meccanocettori e i termocettori che permettono al tatto di trasformare la pressione, la tensione e la temperatura in segnali nervosi.</span></li>
</ul>
<p><span style="font-weight: 400;">Quindi, la sensazione si riferisce al rilevamento e al trasporto di informazioni sensoriali al cervello, trattando l’esperienza sensoriale propria indotta dallo stimolo.</span></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1130" src="https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2022/10/propriocettori.jpg" alt="" width="1000" height="667" srcset="https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2022/10/propriocettori.jpg 1000w, https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2022/10/propriocettori-300x200.jpg 300w, https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2022/10/propriocettori-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Stiamo parlando di entrate sensoriali specifiche che trattano una “singola” sensazione.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma </span><b>esiste in natura un senso che non è specifico come i più noti 5 e che non tratta un solo tipo di stimolo</b><span style="font-weight: 400;">. Parliamo di </span><b>una vera e propria mappa recettoriale</b><span style="font-weight: 400;"> messa a disposizione del cervello, con la possibilità di svolgere più compiti contemporaneamente: la </span><b>propriocezione</b><span style="font-weight: 400;">. L’unico vero senso diffuso che abbiamo a disposizione!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“La propriocezione, il senso che dà senso agli altri sensi. “(cit. J.P.Roll)</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-weight: 400;">  </span></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ilposturologico.com/2022/10/18/cosa-e-la-propriocezione/">Alla scoperta del sesto senso: ecco cos&#8217;è la propriocezione</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://ilposturologico.com">Andrea Meneguzzo</a>.</p>
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