E’ possibile trattare un paziente dislessico con la fisioterapia?

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Fino a pochi anni fa era considerato illogico effettuare un trattamento manuale su un paziente dislessico o con disturbi dell’attenzione. Illogico perché “quelli lì” si considerano soggetti da affidare a logopedisti o a maestri pazienti, persone che devono essere accompagnate.

Secondo la mia esperienza, fortunatamente, non è così. Medicina e Neuroscienze si sono date da fare e ad oggi è possibile lavorare ed ottenere risultati significativi anche su disturbi cognitivi, attraverso protocolli medici e collaborazione tra diverse figure professionali.

Certo, mi rendo conto che sia poco intuitivo il concetto, ma sulla base delle mie esperienze di terapista manuale (e di Docente al Master in Posturologia) posso affermare che anche quei soggetti, apparentemente al di fuori della nostra sfera di competenza, con il giusto approccio terapeutico possono essere trattati ottenendo risultati molto positivi.

Percezione – Azione: una nuova metodologia di trattamento

Per anni mi sono “limitato” ad ascoltare chi si rivolgeva a me cercando, con i mezzi che avevo a disposizione, di risolvere il problema che mi veniva presentato. Aumentando le mie competenze in ambito posturologico ho iniziato a vedere il paziente in modo completamente diverso. Prestavo ovviamente attenzione a quello che mi veniva riferito ma ho iniziato a non mettere necessariamente il sintomo in primo piano; ho cominciato anche ad occuparmi, in primo luogo, di percezione.

Spero di non banalizzare questo concetto, ma vorrei farvi capire che l’approccio più corretto non è tanto (e solo) “come il paziente si sente” ma “come il cervello di quel paziente sente il corpo dello stesso nello spazio”. È proprio partendo da questo concetto che si sviluppa il lavoro ‘percezione e azione’.

Come sempre le Neuroscienze ci corrono in aiuto confermando questa teoria: movimento e apprendimento fanno parte della stessa famiglia. Sono migliaia i casi di bambini che, grazie a questo protocollo, riescono ad ottenere un beneficio consistente non solo a livello fisico ma anche a livello cognitivo.

Il trattamento, nella stragrande maggioranza dei casi, prevede, dopo un’accurata diagnosi da parte del medico, una vera riprogrammazione percettiva: Alph (piccole stimolazioni orali), occhiali con prismi posturali e solette propriocettive garantiscono che il lavoro venga consolidato nel tempo.

Il binomio fisioterapia ed attività motoria riduce drasticamente i tempi di risposta al trattamento con un conseguente sensibile miglioramento dello stato generale del nostro paziente, miglioramento che in questo modo può durare nel tempo.