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	<title>posturologia &#8211; Andrea Meneguzzo</title>
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	<description>Sito Ufficiale di Andrea Meneguzzo</description>
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	<title>posturologia &#8211; Andrea Meneguzzo</title>
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	<item>
		<title>Realtà virtuale e postura: quali possono essere i benefici?</title>
		<link>https://ilposturologico.com/2023/09/25/realta-virtuale-postura-benefici/</link>
				<pubDate>Mon, 25 Sep 2023 08:00:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Meneguzzo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Posturologia]]></category>
		<category><![CDATA[posturologia]]></category>
		<category><![CDATA[propriocezione]]></category>
		<category><![CDATA[realtà virtuale]]></category>
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				<description><![CDATA[<p>Da sempre sono appassionato di tecnologia, anche se con competenze limitate. Qualche giorno fa ho avuto l&#8217;opportunità di fare esperienza con visori di realtà virtuale e da subito ho fatto alcune considerazioni in tema di postura. Ad oggi gran parte del lavoro e delle attività quotidiane sono legati ad un piccolo schermo, come smartphone, tablet[...]</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p>Da sempre sono appassionato di tecnologia, anche se con competenze limitate. Qualche giorno fa ho avuto l&#8217;opportunità di fare esperienza con <strong>visori di realtà virtuale</strong> e da subito ho fatto alcune considerazioni in tema di <strong>postura</strong>.</p>
<p>Ad oggi gran parte del lavoro e delle attività quotidiane sono legati ad un piccolo schermo, come smartphone, tablet o PC. Tuttavia, in un futuro molto vicino pare che non ci affideremo più esclusivamente a questi dispositivi. Questo potrebbe essere un vantaggio per gli occhi, poiché l&#8217;uso dei visori VR <strong>potrebbe evitare l&#8217;eccessiva convergenza oculare</strong>, permettendo agli stessi di restare in uno stato di convergenza naturale.</p>
<p>L&#8217;occhio umano è stato progettato e si è evoluto principalmente per tre scopi: cercare riparo dai predatori, cercare un partner con cui riprodursi e trovare cibo per nutrirsi. Il fatto di fissare oggetti da molto vicino è un aspetto dell&#8217;epoca moderna e se dovessimo vivere costantemente con gli occhi in uno stato di convergenza, sarebbe più adatto essere simili a una sorta di ciclope. Ovviamente questa non è una condizione adatta agli esseri umani.</p>
<p>Con l&#8217;uso dei visori VR, l&#8217;esigenza di convergenza viene ridotta, poiché il nostro sguardo ha la possibilità di spaziare e muoversi liberamente nell&#8217;ambiente virtuale.</p>
<p>Un altro aspetto interessante riguarda la <strong>postura visiva</strong>, ovvero come l&#8217;occhio reagirà di fronte all&#8217;esposizione prolungata ad un ambiente illuminato ma non in modo naturale. Sono particolarmente curioso di capire cosa accadrà dal punto di vista motorio quando i visori raggiungeranno una qualità di schermo pari a ottiK. L&#8217;occhio umano non sarà più in grado di distinguere se l&#8217;ambiente che vede in cui è l&#8217;ambiente in cui ci si trova realmente o se è virtuale.</p>
<p>Sicuramente il maggior beneficio verrà tratto dalla <strong>parte posturale</strong>, che non sarà più subordinata all&#8217;orientamento degli schermi, evitando quindi atteggiamenti scorretti della schiena e soprattutto del collo. Ricorda in ogni caso che, per avere un&#8217;esperienza ottimale con i visori di realtà virtuale, sarà importante fare regolari pause e prendersi cura della salute degli occhi e della postura.</p>
<p>In conclusione, possono essere fatte diverse considerazioni con riguardo a:</p>
<ul>
<li><strong>Postura:</strong> L&#8217;uso dei visori VR riduce la necessità di concentrare gli occhi su uno schermo vicino, migliorando la postura di collo e schiena. Questo può essere particolarmente vantaggioso per coloro che trascorrono molte ore al computer.</li>
<li><strong>Salute degli Occhi:</strong> L&#8217;effetto sull&#8217;occhio può variare da persona a persona. Tuttavia, è importante ricordare che l&#8217;uso prolungato dei visori VR potrebbe comportare affaticamento oculare. È consigliabile prendere pause regolari e fare esercizi per gli occhi durante le sessioni di realtà virtuale.</li>
<li><strong>Aspetto Motorio, in particolare Riabilitazione e Rieducazione:</strong> L&#8217;avanzamento della tecnologia VR, inclusa una maggiore risoluzione, può creare esperienze sempre più realistiche. Ciò potrebbe essere utilizzato in ambiti come la riabilitazione, dove i pazienti possono eseguire esercizi specifici sotto la guida di un terapista senza lasciare la propria casa. In tal modo la VR potrebbe essere un&#8217;ottima opportunità per la terapia fisica e la riabilitazione: i pazienti riceverebbero istruzioni dettagliate e feedback in tempo reale, migliorando l&#8217;efficacia del trattamento.</li>
<li><strong>Responsabilizzazione del Paziente:</strong> L&#8217;uso della tecnologia VR potrebbe aumentare la responsabilizzazione dei pazienti, poiché in tal modo si sentirebbero più coinvolti nel loro processo di recupero o di rieducazione.</li>
</ul>
<p>È evidente quindi che la realtà virtuale offra un&#8217;ampia gamma di opportunità, ma è importante considerare anche i possibili svantaggi e gli aspetti legati alla salute durante l&#8217;uso prolungato. Misurare i benefici rispetto ai rischi sarà cruciale nello sviluppo futuro di queste tecnologie.</p>
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		<title>Connessione tra sonno, respirazione, disturbi dell&#8217;attenzione e posturologia</title>
		<link>https://ilposturologico.com/2023/09/05/connessione-tra-sonno-respirazione-disturbi-dellattenzione-e-posturologia/</link>
				<pubDate>Tue, 05 Sep 2023 13:10:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Meneguzzo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Posturologia]]></category>
		<category><![CDATA[disturbi attenzione]]></category>
		<category><![CDATA[disturbi cognitivi]]></category>
		<category><![CDATA[posturologia]]></category>
		<category><![CDATA[propriocezione]]></category>
		<category><![CDATA[respirazione]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Oggi ti racconto la strana connessione che esiste tra respirazione, qualità del sonno, disturbi dell’attenzione e posturologia. Partiamo dalla fine: il cruccio principale per chi lavora in ambito posturologia è quello di ottenere un buon equilibrio posturale, ma con il più basso tono muscolare possibile. Questo, per i meno esperti, significa lavorare su come il[...]</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Oggi ti racconto la strana connessione che esiste tra <strong>respirazione, qualità del sonno, disturbi dell’attenzione </strong>e<strong> posturologia</strong>.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Partiamo dalla fine: il cruccio principale per chi lavora in ambito posturologia è quello di ottenere un buon <strong>equilibrio posturale</strong>, ma con il più basso tono muscolare possibile.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Questo, per i meno esperti, significa lavorare su come il nostro cervello percepisce il corpo nello spazio (argomento che in buona parte centra con la propriocezione) mantenendo la più bassa tensione muscolare possibile (buon rapporto tra come si fa un movimento e quanta energia viene spesa per farlo).</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Quindi, in buona sostanza, la nostra cabina di regia (il cervello) assume dati (un movimento, un suono, uno stimolo luminoso ecc.), lo processa e ne nasce una reazione.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Preciso: se questo stimolo è molto importante, pensiamo a uno spillo che ci punge o da una forte fonte luminosa che ci abbaglia, anche la reazione che andremo ad ottenere sarà importante.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span></p>
<h2>Propriocezione e disturbi cognitivi: qual è il nesso?</h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Da qui passiamo alla strana relazione che il tono e la propriocezione hanno con i <strong>disturbi cognitivi</strong>.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un bellissimo lavoro francese mostra come gli occhi di un normolettore si muovono con una certa linearità nello scorrere sulle parole nelle righe di un testo, cosa che gli occhi di un dislessico, ad esempio, non riescono a fare.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Premetto che un dislessico è un ottimo esempio di soggetto con cattiva percezione (percezione di sé nello spazio) e con un tono muscolare alterato. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">È per questo che non riesce a compiere un&#8217;azione motoria come la lettura in modo efficace ed economico ma tutt’altro, l&#8217;azione del leggere risulta molto difficoltosa e per questo dispendiosa.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sappiamo che le nostre riserve di attenzione sono limitate e più ci impegniamo, più andiamo ad esaurire questa nostra capacità &#8211; quindi, faccio male questa azione e in più non ricordo molto.</span></p>
<h2><strong>Il sonno in tutto questo cosa c&#8217;entra?</strong></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Beh, avere una buona qualità del sonno, ad esempio, ci garantisce un buon lavoro di “pulizia” per quanto riguarda le informazioni assunte nella giornata appena passata, cestinando quelle poco utili e fissando nella memoria quelle che ci servono.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per questo motivo è semplice capire perché, quasi sempre, i soggetti DSA tendono ad avere difficoltà per un certo tipo di apprendimento. </span></p>
<h2><strong>Ma quali caratteristiche deve avere un sonno ristoratore?</strong></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Un <strong>buon sonno</strong>, per essere tale, deve rispettare dei <strong>cicli</strong> o fasi che si ripetono nell’arco del tempo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Essendo un’attività di recupero, anche il tono muscolare tende a scendere ed è proprio qui che troviamo la relazione tra sonno e respiro.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Esiste una struttura muscolo membranosa che funge da passaggio per l&#8217;aria dalle vie aeree superiori ai polmoni, questo è il faringe.</span></p>
<h3><strong>Cosa succede durante il riposo notturno al faringe</strong></h3>
<p><span style="font-weight: 400;">Durante il sonno, questa struttura tende a diminuire il suo diametro a causa dell’abbassamento del tono muscolare.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Questo evento richiede maggior impegno da parte di un’altra struttura muscolare, il diaframma, che dovendo far passare una quantità d’aria su un canale più stretto, deve lavorare con maggiore intensità.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tutto facile se il soggetto possiede almeno queste 2 caratteristiche, una <strong>buona propriocezione</strong> (una buona percezione del sé) ed una <strong>buona competenza della struttura addome</strong> (muscoli che concorrono ad un corretto e coordinato atto respiratorio).</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In mancanza di queste caratteristiche l’atto respiratorio si presenta non ottimale, inficiando la buona ossigenazione del cervello durante la notte e quindi impedendo la buona riuscita del lavoro di pulizia/stoccaggio che quest&#8217;ultimo deve effettuare durante il riposo notturno.</span></p>
<h2>Come capire se bisogna lavorare sulla propria respirazione</h2>
<p><span style="font-weight: 400;">In conclusione, metto un piccolo elenco che ci può aiutare a capire se abbiamo necessità di lavorare sulla nostra competenza respiratoria:</span></p>
<ul>
<li><span style="font-weight: 400;">difficolta d’attenzione</span></li>
<li><span style="font-weight: 400;">dormire con la bocca aperta</span></li>
<li><span style="font-weight: 400;">incubi</span></li>
<li><span style="font-weight: 400;">parlare durante il sonno</span></li>
<li><span style="font-weight: 400;">respiro corto e affannoso</span></li>
<li><span style="font-weight: 400;">piccole perdite di pipi e gas sotto sforzo (attività fisica, starnuti, colpi di tosse ecc) </span></li>
</ul>
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		<item>
		<title>Tre consigli per terapisti che vogliono apprendere nuove metodologie di lavoro</title>
		<link>https://ilposturologico.com/2022/09/16/tre-consigli-per-terapisti/</link>
				<pubDate>Fri, 16 Sep 2022 15:28:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Meneguzzo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Corsi]]></category>
		<category><![CDATA[Metodologia]]></category>
		<category><![CDATA[Posturologia]]></category>
		<category><![CDATA[formazione]]></category>
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				<description><![CDATA[<p>Come docente, mi devo continuamente interrogare se io stia trasmettendo al meglio le informazioni che voglio passare. E cerco di impegnarmi più che posso, anno dopo anno, esperienza dopo esperienza. Continuo ad accorgermi come non sia sufficiente preparare gli allievi ad un upgrade della propria professione, costruendo solo una solida base teorica e pratica: bisogna[...]</p>
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]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>Come docente, mi devo continuamente interrogare se io stia trasmettendo al meglio le informazioni che voglio passare. E cerco di impegnarmi più che posso, anno dopo anno, esperienza dopo esperienza. Continuo ad accorgermi come <strong>non sia sufficiente preparare gli allievi ad un upgrade della propria professione</strong>, costruendo solo una solida base teorica e pratica: bisogna davvero scardinare alcuni <strong>preconcetti mentali limitati e limitanti</strong>.</p>
<p>In questo articolo volevo ragionare su un aspetto che riscontro spesso nel <strong>rapporto docente-tirocinante</strong>. Questo mio pensiero arriva dopo i tirocini degli ultimi tre mesi nel mio studio, e in questo caso parliamo di <a href="https://ilposturologico.com/2020/02/14/corso-di-posturologia-larte-del-testare/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Posturologia</strong></a>. Come tutti gli anni dal 2013 a questa parte, infatti, nei mesi di luglio, agosto e settembre mi dedico al tirocinio pratico di allievi provenienti dai vari master (Italiani e Stranieri, dell’<a href="https://ilposturologico.com/2019/09/25/perche-frequentare-il-master-in-posturologia/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Università di Bologna</a> o di <a href="https://ilposturologico.com/corso-respirazione-metodo-guillarme/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">corsi privati</a> che tengo in Italia e all’estero, quasi sempre a fianco del <a href="https://ilposturologico.com/2020/11/09/il-dott-alfredo-marino-linventore-della-posturologia-applicata-alla-bocca/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Dott. Alfredo Marino</a>).</p>
<p>La domanda interessante è questa:</p>
<h2><strong>Che cosa si aspetta un tirocinante dal ciclo di formazione o dal metodo che sta imparando?</strong></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Cercherò di esprimermi senza polemica, ma quello che vedo io è che<strong> la maggior parte dei tirocinanti</strong> vorrebbero la <strong>certezza matematica</strong> che quello che stanno facendo li porti ad un <strong>risultato sicuro e garantito</strong>. La sensazione che ho è che desiderano “ottenere una <strong>bacchetta magica</strong>” che permetta di ricevere il paziente, dargli la soluzione senza dover pensare a come strutturare la terapia e infine incassare il denaro.</p>
<p>Le domande che ricevo di continuo, durante il tirocinio, mentre lavoro sui pazienti, sono: è scientifico? Risolve sicuramente il problema? Funziona con tutti? Ed entrano sempre nei casi più specifici e peculiari che siano mai successi portandoli come esempio rappresentativo del tutto.</p>
<p>Questo <strong>modo di pensare,</strong> però, diventa il <strong>primo grande limite</strong> nel momento in cui ci si affaccia ad un nuovo piano di studi e, ancor di più, se l’intenzione del tirocinante è quella di “migliorare” (e quindi bisogna essere disposti a modificare) la <a href="https://ilposturologico.com/2019/11/25/i-4-punti-cardinali-del-posturologo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">propria routine professionale</a>.</p>
<p>Pur vedendo i risultati, evidenti, di altri professionisti, molti tirocinanti (non tutti, per carità) non si sentono in grado di provare una strada “nuova” e abbandonano la possibilità di integrare nuove conoscenze con la solita scusa, cioè, QUELLA METODOLOGIA FUNZIONA PERCHÉ LO FATE VOI.</p>
<p>Ed è proprio questo il punto sulla quale voglio riflettere…</p>
<p>È vero, la <strong>posturologia funziona perché la facciamo “noi” ma non perché più bravi o dotati</strong>. La verità è che decidiamo di avere una <a href="https://ilposturologico.com/2019/05/20/chi-e-il-posturologo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>visione terapeutica</strong></a> che prevede una lettura non ristretta, ma chiara e completa del paziente. Il discorso vale non per noi ma anche per colleghi che insegnano in altri campi, come ad esempio l’osteopatia.</p>
<p>Quindi, tornando al titolo del post, me ne sono uscito con:</p>
<h2 style="text-align: left;"><strong><br />
Alcuni consigli che darei a me stesso se fossi un tirocinante in Posturologia oggi:</strong></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="aligncenter wp-image-1053" src="https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2022/09/pexels-yan-krukov-5793914-683x1024.jpg" alt="" width="450" height="675" srcset="https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2022/09/pexels-yan-krukov-5793914-683x1024.jpg 683w, https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2022/09/pexels-yan-krukov-5793914-200x300.jpg 200w, https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2022/09/pexels-yan-krukov-5793914-768x1152.jpg 768w" sizes="(max-width: 450px) 100vw, 450px" /></p>
<p>1- Il consiglio più utile per un tirocinante: prova a <strong>comprendere davvero su quali basi si fonda la tecnica</strong> che stai apprendendo e inizia a vedere ogni paziente con quelle regole.</p>
<p>2- Impara a guardare il tuo paziente <strong>come se non avesse sintomi</strong>. Esempio: vedo per la prima volta un paziente con un dolore ad una caviglia. Per prima cosa dimenticare il dolore alla caviglia e vedere il paziente secondo le nuove regole.</p>
<p>3- Non cercare “la manipolazione specifica” o “l’esercizio specifico”, bensì ricordati del <strong>principio tecnico di ogni tipo di manipolazione</strong> del metodo (che poi va adattato al paziente).</p>
<p>4 &#8211; (Bonus) Non aver paura di sbagliare! Anche se non conosci ancora la tecnica, <strong>bisogna provare all&#8217;inizio, senza paura</strong>. Ricordati che hai a disposizione dei professionisti proprio per questo, ed io personalmente, desidero con tutto il mio ardore che tu possa apprendere e diffondere al meglio questo <a href="https://ilposturologico.com/2019/11/25/i-4-punti-cardinali-del-posturologo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">protocollo posturologico</a> in cui credo. L&#8217;errore più grande che puoi fare ad un tirocinio è <strong>non provare</strong> perché hai paura di sbagliare.</p>
<p>I prossimi punti sono di approccio &#8220;mentale&#8221;, saranno pubblicati in un prossimo post&#8230;. e ringraziandovi della lettura vi saluto dalla Spagna mentre concludo un ciclo di formazione ad alcuni corsisti.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ilposturologico.com/2022/09/16/tre-consigli-per-terapisti/">Tre consigli per terapisti che vogliono apprendere nuove metodologie di lavoro</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://ilposturologico.com">Andrea Meneguzzo</a>.</p>
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										</item>
		<item>
		<title>Respirazione e posturologia: come respira il tuo paziente?</title>
		<link>https://ilposturologico.com/2021/04/11/respirazione-e-posturologia-come-respira-il-tuo-paziente/</link>
				<pubDate>Sun, 11 Apr 2021 07:05:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Meneguzzo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Metodologia]]></category>
		<category><![CDATA[Posturologia]]></category>
		<category><![CDATA[posturologia]]></category>
		<category><![CDATA[respirazione]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>All’interno della seduta poni mai attenzione su come respira il tuo paziente?  Oggi ho il piacere di spiegarti come, in ambito posturologico, questi dettagli ci diano la possibilità di orientare in un modo o nell’altro la strategia terapeutica. Infatti spesso un mal di schiena può essere figlio di un cattivo utilizzo dei muscoli respiratori. Il[...]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ilposturologico.com/2021/04/11/respirazione-e-posturologia-come-respira-il-tuo-paziente/">Respirazione e posturologia: come respira il tuo paziente?</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://ilposturologico.com">Andrea Meneguzzo</a>.</p>
]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">All’interno della seduta poni mai attenzione su come <strong>respira</strong> il tuo paziente?  Oggi ho il piacere di spiegarti come, in ambito <strong>posturologico</strong>, questi dettagli ci diano la possibilità di orientare in un modo o nell’altro la strategia terapeutica.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Infatti spesso un mal di schiena può essere figlio di un cattivo utilizzo dei <strong>muscoli respiratori</strong>. Il classico terapista, probabilmente, si concentrerà sulla schiena, concentrando sforzi e competenze sull’area sintomatica, con modesti risultati che crollano nel tempo.</span></p>
<h2>Respirazione e Posturologia</h2>
<p><span style="font-weight: 400;">In un protocollo <strong>posturologico</strong> nulla viene mai lasciato al caso ed i risultati sono sorprendenti per chi non conosce ancora la materia.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Con i miei pazienti adotto una tecnica francese che prende il nome dal suo inventore, <a href="https://www.methode-guillarme.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Luc Guillarme</a> (al momento in Italia sono il primo terapista certificato e in questo <a href="https://ilposturologico.com/2020/04/10/respirazione-in-quarantena-un-esercizio-del-guru-guillarme/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">post trovi già qualcosa</a>). Qui invece le date per il nuovo <a href="https://ilposturologico.com/corso-respirazione-metodo-guillarme/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">corso per terapisti Metodo Guillarme</a>. E’ una vera tecnica di <strong>rieducazione respiratoria</strong> ben strutturata e con risultati sicuri. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In questo video vedi come respira una mia paziente prima e dopo aver ricevuto qualche indicazione. Lamentava dolori alla schiena e il miglioramento è stato immediato.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/QtmUDA81_24" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Quello che hai appena visto è una</span><b> incompetenza respiratoria che è stata migliorata con semplici indicazioni. </b><span style="font-weight: 400;">Ti assicuro che anche la protagonista del video è rimasta a bocca aperta quando si è vista in video perche, come te, ha visto qualcosa di strano.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In questo video puoi vedere i 2 errori più comuni che evidenziano una </span><b>incompetenza respiratoria</b><span style="font-weight: 400;">:</span></p>
<ol>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">in fase di inspirazione, fisiologicamente, l’addome si dovrebbe espandere ed il torace si dovrebbe muovere moderatamente. </span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;"><span style="font-weight: 400;">in fase di espirazione,  grazie alla contrazione dei muscoli addominali, la pancia si dovrebbe appiattire e la cassa toracica scendere leggermente in direzione del bacino.</span></span></li>
</ol>
<p><span style="font-weight: 400;">Al contrario la paziente nel primo video inverte il corretto meccanismo di <strong>respirazione</strong>: espande il torace in fase di inspirazione (escludendo totalmente il lavoro del diaframma) e gonfia la pancia in fase di espirazione (escludendo totalmente il normale lavoro dei muscoli addominali). </span><span style="font-weight: 400;">Ma perché perdiamo questa <strong>competenza respiratoria</strong>?</span></p>
<p><img class="aligncenter wp-image-936" src="https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2021/04/photo-1581490152474-e63c1ad2fa75.jpeg" alt="" width="450" height="609" srcset="https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2021/04/photo-1581490152474-e63c1ad2fa75.jpeg 670w, https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2021/04/photo-1581490152474-e63c1ad2fa75-222x300.jpeg 222w" sizes="(max-width: 450px) 100vw, 450px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Fattori Predisponenti l&#8217;incompetenza respiratoria</h2>
<p><span style="font-weight: 400;">I fattori predisponenti sono molti ed ora ti elenco i più comuni:</span></p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">gravidanza;</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">chirurgia addominale e pelvica;</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">età;</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">attività professionale (vizi posturali);</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">attività di rinforzo muscolare (in particolare le contrazioni eccentriche);</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">l’utilizzo dei corsetti;</span></li>
</ul>
<p><span style="font-weight: 400;">Dopo aver elencato le cause ed ora ti dico quali sono i 4 sintomi  più diffusi:</span></p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">dolore perineale  (pavimento pelvico);</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">problematiche di tipo sessuale (dolore durante l’atto sessuale);</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">prolasso degli organi pelvici;</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">disturbo della minzione (incontinenza e\o urgenza)</span></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel prossimo video di questa serie troverai un esercizio per migliorare la tua respirazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="aligncenter wp-image-933" src="https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2021/04/photo-1512747110419-d2796f82efc0-1024x683.jpeg" alt="" width="600" height="400" srcset="https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2021/04/photo-1512747110419-d2796f82efc0-1024x683.jpeg 1024w, https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2021/04/photo-1512747110419-d2796f82efc0-300x200.jpeg 300w, https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2021/04/photo-1512747110419-d2796f82efc0-768x512.jpeg 768w, https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2021/04/photo-1512747110419-d2796f82efc0.jpeg 1350w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ilposturologico.com/2021/04/11/respirazione-e-posturologia-come-respira-il-tuo-paziente/">Respirazione e posturologia: come respira il tuo paziente?</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://ilposturologico.com">Andrea Meneguzzo</a>.</p>
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										</item>
		<item>
		<title>L&#8217;inventore del messaggio sensoriale attraverso la via orale: il dott. Alfredo Marino.</title>
		<link>https://ilposturologico.com/2020/11/09/il-dott-alfredo-marino-linventore-della-posturologia-applicata-alla-bocca/</link>
				<pubDate>Mon, 09 Nov 2020 16:20:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Meneguzzo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Case history]]></category>
		<category><![CDATA[Metodologia]]></category>
		<category><![CDATA[alph]]></category>
		<category><![CDATA[dott marino]]></category>
		<category><![CDATA[posturologia]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Un importante studio anglosassone ha dimostrato che, dopo 10 anni dalla fine di un trattamento ortodontico, il 70% dei pazienti deve affrontare un nuovo trattamento a causa di recidiva. Che cos&#8217;è la recidiva? In parole povere il problema per cui hai richiesto l&#8217;intervento medico si ripresenta. La clinica quotidiana ci presenta casi molto frequenti di[...]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ilposturologico.com/2020/11/09/il-dott-alfredo-marino-linventore-della-posturologia-applicata-alla-bocca/">L&#8217;inventore del messaggio sensoriale attraverso la via orale: il dott. Alfredo Marino.</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://ilposturologico.com">Andrea Meneguzzo</a>.</p>
]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>Un importante studio anglosassone ha dimostrato che, dopo 10 anni dalla fine di un trattamento ortodontico, il 70% dei pazienti deve affrontare un nuovo trattamento a causa di <strong>recidiva</strong>. Che cos&#8217;è la recidiva? In parole povere <strong>il problema per cui hai richiesto l&#8217;intervento medico si ripresenta.</strong></p>
<p>La clinica quotidiana ci presenta casi molto frequenti di pazienti che manifestano numerosi <strong>sintomi riconducibili al trattamento ortodontico subito</strong>.</p>
<p><img class="aligncenter wp-image-856" src="https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2020/11/pexels-anna-shvets-3845807-1024x683.jpg" alt="" width="600" height="400" srcset="https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2020/11/pexels-anna-shvets-3845807-1024x683.jpg 1024w, https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2020/11/pexels-anna-shvets-3845807-300x200.jpg 300w, https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2020/11/pexels-anna-shvets-3845807-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Non tutti gli <strong>ortodontisti</strong> sono uguali però: il dott. <strong>Alfredo Marino</strong> ne è un buon esempio. Vedo in prima linea il suo lavoro tutti giorni, e osservandone i risultati  capisco perché abbia <strong>deciso di non seguire le regole classiche</strong> <a href="https://ilposturologico.com/2019/11/25/i-4-punti-cardinali-del-posturologo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">quando si trova di fronte ad un paziente che manifesta un sintomo</a>. Se poniamo l’attenzione solo sul disordine manifestato dal paziente c&#8217;è un’unica soluzione: utilizzare tutte le competenze e risorse possibili per far sparire quel disordine. E la recidiva in questo ambito è quasi sempre presente.</p>
<p>Risulta molto differente, nelle metodologie e nei risultati, prendersi in carico tutta la storia di un paziente.</p>
<p>Ad esempio: se il sintomo fosse la malocclusione (denti storti)? Di sicuro un&#8217; ortodontista classico cerca di valutare la situazione nel miglior modo possibile, non solo i problemi legati ai denti. Considera anche gli ambiti di respirazione e deglutizione del proprio paziente, per poi scegliere anche la miglior strategia per risolvere quei problemi.</p>
<p>In <strong>ottica <a href="https://ilposturologico.com/2019/05/20/chi-e-il-posturologo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">posturologica</a></strong>, assistiamo ad una vera <strong>rivoluzione del concetto</strong>: quei denti storti, la cattiva deglutizione e una scarsa competenza respiratoria sono solo lo <strong>specchio di un sistema in disfunzione</strong>, quindi risulta <strong>inutile concentrarsi sulla bocca se prima non si è individuata e risolta la disfunzione</strong>, che può essere in un&#8217;altra parte del corpo molto lontana dalla bocca.</p>
<p>Lo sento dire dal <strong>dott. Alfredo Marino</strong> tutti i giorni: quello che da noi viene considerato “storto”( morfologia),  per il cervello di quel paziente è dritto. Significherebbe che<strong> si potrebbe trattare anche tale sintomo (denti storti) “manipolando” il sistema sensoriale, senza forzature meccaniche</strong> (es. bloccando i denti con un apparecchio). Non mi stanco mai di trovare conferme nel fatto che <strong>di fronte ad un sintomo è il trattamento percettivo che permette di trovare una soluzione definitiva</strong>.</p>
<p>E’ grazie a questo <strong>approccio, unico del dott. <a href="http://www.alfredomarino.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Alfredo Marino</a>, che si può “sistemare una bocca”</strong> (ottenendo anche un bel sorriso) con la certezza di non creare danni futuri e non incorrendo in recidive.</p>
<figure id="attachment_859" aria-describedby="caption-attachment-859" style="width: 300px" class="wp-caption aligncenter"><img class="wp-image-859" src="https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2020/11/IMG_2544.jpg" alt="" width="300" height="407" srcset="https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2020/11/IMG_2544.jpg 714w, https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2020/11/IMG_2544-221x300.jpg 221w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-859" class="wp-caption-text">Il dott. Alfredo Marino svolge l’attività di Ortodontista dal 1983 e si interessa dal 1989 dell’interazione tra l’apparato stomatognatico e controllo posturale.</figcaption></figure>
<h2>La strategia del Dott. Alfredo Marino applicata ad un giovane paziente</h2>
<p>Senza volermi addentrare nei tecnicismi molto complessi di questa tipologia di trattamento, mi limito a segnare le tappe che sono state affrontate per la cura di questo giovane paziente:</p>
<p>1- in primis <strong>valutazione ortodontica</strong>;</p>
<p>2- <strong>valutazione</strong> SDP (<strong>sindrome da deficit percettivo</strong>) e SDO (sindrome da dispercezione orale) attraverso: la raccolta dei dati (scheda anamnestica &#8211; dove vengono indicati dal paziente i suoi sintomi) e una serie di <strong>valutazioni specifiche del tono muscolare, della localizzazione spaziale e della percezione multisensoriale</strong>;</p>
<p>3- <strong>diagnosi</strong>. Visto il numero di segni muscolari (dolori fisici), difficoltà di orientarsi nello spazio, alcune difficolta cognitive e gli evidenti segni orali e corretto pensare ad una SDP (sindrome da deficit propriocettivo) con associata una SDO ( sindrome da dispercezione orale) che si verifica quando la bocca interferisce con effetto perturbatore sul territorio percettivo.</p>
<p>4- a questo punto è stata impostata la <strong>strategia terapeutica</strong>, che ha previsto un trattamento fisioterapico per il ripristino di un corretto funzionamento dei riflessi posturali, per poi passare al trattamento elettivo attraverso <strong>l’applicazione di specifiche stimolazioni orali (<a href="http://www.alfredomarino.it/le-alph/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ALPH</a>, invenzione del dott. Marino</strong>).</p>
<p><img class="aligncenter wp-image-858" src="https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2020/11/filippino-kevin-2020-2-1.001-1024x768.jpeg" alt="" width="600" height="450" srcset="https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2020/11/filippino-kevin-2020-2-1.001.jpeg 1024w, https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2020/11/filippino-kevin-2020-2-1.001-300x225.jpeg 300w, https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2020/11/filippino-kevin-2020-2-1.001-768x576.jpeg 768w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></p>
<p>Da qui in poi il paziente è stato sottoposto a <strong>controlli mensili</strong> (per i primi 6 mesi) per confermare il corretto riequilibrio sensoriale e la scomparsa di tutti i segni e sintomi indicati in anamnesi e successivamente a controlli con cadenza semestrale, per accompagnarlo a fine cura.</p>
<p>In conclusione, a parte casi particolari e rari,<strong> la causa della malocclusione deriva da un disequilibrio muscolare orale</strong>; ed è <strong>correggendo la propriocezione che si ottiene il risultato di “sistemare una bocca”, senza rischio di recidiva</strong> e senza ulteriori danni futuri. Dimenticavo un piccolo particolare: in questo caso <strong>non è stato applicato nessun apparecchio ortodontico.</strong></p>
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		<title>Master in Posturologia di Bologna: la tesi di Francesco Rocco Zichella</title>
		<link>https://ilposturologico.com/2020/06/06/master-in-posturologia-di-bologna-la-tesi-di-francesco-rocco-zichella/</link>
				<pubDate>Sat, 06 Jun 2020 14:20:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Meneguzzo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Corsi]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Posturologia]]></category>
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				<description><![CDATA[<p>Era il 2013 e a Bologna prendeva il via per la prima volta il “Master di Posturologia e Terapie Manuali” (all’epoca si chiamava così). Un corso nuovo e rivoluzionario per i contenuti proposti. Non che la Posturologia fosse qualcosa di sconosciuto, anzi, ma per la prima volta veniva presentato in forma ufficiale quello che adesso[...]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ilposturologico.com/2020/06/06/master-in-posturologia-di-bologna-la-tesi-di-francesco-rocco-zichella/">Master in Posturologia di Bologna: la tesi di Francesco Rocco Zichella</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://ilposturologico.com">Andrea Meneguzzo</a>.</p>
]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>Era il 2013 e a Bologna prendeva il via per la prima volta il “<strong>Master di Posturologia e Terapie Manuali</strong>” (all’epoca si chiamava così). Un corso nuovo e rivoluzionario per i contenuti proposti.</p>
<p>Non che la <strong>Posturologia</strong> fosse qualcosa di sconosciuto, anzi, ma per la prima volta veniva presentato in forma ufficiale quello che adesso viene chiamato il “protocollo Marino” (messo a punto dal dott. Alfredo Marino). Le <strong>tre scuole, francese, portoghese e italiana finalmente fanno corpo</strong>, ognuna con le sue migliori peculiarità, dando vita ad un percorso comune di strategia terapeutica veramente ben strutturato.</p>
<p>In quell’anno gli iscritti erano veramente tantissimi, quasi 60, professionisti di svariati campi: medici, osteopati, laureati in scienze motorie, fisioterapisti, logopedisti, tecnici ortopedici, podologi e forse qualche altra categoria che ora mi sfugge.</p>
<p>Insomma, un grande interesse ed evidentemente grandi aspettative visto l’impegno richiesto in termine di ore e di materie da apprendere.</p>
<p>Tra questi anche <strong>Francesco Zichella</strong>, intervistato qui in questo articolo. Francesco, insegnante di educazione fisica, da subito si è dimostrato particolarmente interessato alla materia, attento e meticoloso nel mettere in pratica tutte le indicazioni impartite durante il master.</p>
<p>Faccio una considerazione: la <strong>posturologia è una materia ampia, ti costringe a conoscere molti aspetti di campi che apparentemente non ti competono</strong>. In più la presa in carico del paziente è diversa rispetto all’approccio presentato dalla medicina di lesione e questo aspetto non è sempre facile da digerire. Come in tutti campi ci sono soggetti più predisposti di altri a mettere in pratica nuove proposte. In questo senso Francesco si è dimostrato perfetto: attento, preciso, curioso, totalmente permeabile alle nuove strategie.</p>
<p>E come tutti i percorsi formativi che si rispettano anche il master si conclude con una tesi. Si può decidere di finire in sordina, senza impegnare troppe energie ma c’è anche chi vuole concludere con il botto. Se dopo qualche anno la tua tesi viene pubblicata su una rivista di settore direi che ci sei riuscito, come è capitato a Francesco Zichella. Gli ho sottoposto, per il mio blog, qualche domanda.</p>
<p><img class="aligncenter wp-image-793" src="https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-FRANCO-CFT-956x1024.jpg" alt="" width="550" height="589" srcset="https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-FRANCO-CFT-956x1024.jpg 956w, https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-FRANCO-CFT-280x300.jpg 280w, https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2020/05/foto-FRANCO-CFT-768x822.jpg 768w" sizes="(max-width: 550px) 100vw, 550px" /></p>
<h2>Chi sei? Presentati: Descrivi te stesso e la tua attività</h2>
<p>Mi chiamo Francesco Rocco Zichella, sono insegnante di educazione fisica e titolare di un centro fitness con annessa piscina e palestra. Si chiama<strong> J-Fit e si trova a Montalbano Jonico</strong>, in provincia di Matera. I miei pazienti sono di tutte le fasce d’età, dai bambini fino agli adulti di 80 anni ed oltre. Il paese è di 6000 abitanti, cerchiamo di soddisfare i bisogni di tutti, ma mi sarei specializzato su una fascia precisa di pazienti se mi fossi trovato in una città più grande. Per quanto riguarda l’<strong>attività di Posturologo</strong> seguo settimanalmente i miei pazienti tra i quali diversi bambini con problemi alla schiena. Lavoro inoltre nel mondo del calcio, sono responsabile tecnico dei centri federali di Viggiano (PT), dov’è presente un nuovo progetto della Federazione. Ha la duplice finalità di formazione degli istruttori/allenatori e anche quella di non disperdere talenti nel territorio. In Italia esistono 50 centri di questo tipo, dove lavorano solo professionisti affermati.</p>
<h2>Perche’ a suo tempo ti sei iscritto al Master in Posturologia e come ne sei venuto a conoscenza?</h2>
<p>Ho conosciuto il <strong>Master in <a href="http://ilposturologico.com/2019/05/20/chi-e-il-posturologo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Posturologia</a></strong> di Bologna tramite ricerca sul web. Anche se ho 52 anni c’è sempre in me tanta voglia di migliorare e ampliare le mie conoscenze. Mi sono iscritto per <strong>poter aiutare i miei pazienti attraverso l’apprendimento di nuove tecniche e approcci terapeutici</strong>. Ogni tanto infatti, nel mio lavoro, mi capita di trovare dei casi particolari, più difficili, di fronte ai quali i risultati non sono del tutto soddisfacenti. Per come sono fatto e per come intendo il mio lavoro, non mi accontento mai e cerco sempre di capire come poter risolvere in maniera efficace il problema che hanno. Questa sincera voglia e ricerca mi ha portato a voler continuamente imparare cose nuove, a conoscere e ad approfondire alcuni aspetti del mio lavoro e quindi ancora oggi continuo a studiare.</p>
<h2>Quali sono i concetti più utili che hai appreso poi introdotto nel tuo lavoro dopo aver frequentato il Master in Posturologia?</h2>
<p>Ricordo con affetto il <strong>dottor <a href="http://www.alfredomarino.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Alfredo Marino</a></strong>, la moglie e gli assistenti; è stata un’esperienza bellissima ed ho certamente appreso moltissime cose che prima non riuscivo a capire. Tra tutte, la cosa più importante che ho capito è quella di non farsi &#8220;<strong>ingannare dagli occhi</strong>&#8220;. Prima di lavorare sulle “uscite”, ovvero le manifestazioni sintomatiche, bisogna <strong>lavorare</strong> sulle “<a href="http://ilposturologico.com/2020/02/14/corso-di-posturologia-larte-del-testare/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">entrate</a>”, ovvero su <strong>come il cervello riconosce la posizione del corpo nello spazio</strong>. In Posturologia, come insegna il dott. Marino, bisogna prima “testare”, ovvero controllare tutte le “entrate” e capire dove ci sono eventuali blocchi, e cercare quindi di eliminare la causa che crea il sintomo. Secondo me questo <strong>è stato il più grande insegnamento perché ancora oggi tanti professionisti si soffermano semplicemente sull’aspetto algico</strong>. Invece se non valuti le “entrate” sei già influenzato in modo negativo perchè vedi solo il risultato di un “errore”, ovvero un compenso. L’altra <strong>cosa fondamentale che ho imparato è che <a href="http://ilposturologico.com/2019/11/25/i-4-punti-cardinali-del-posturologo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">causa e dolore non coincidono quasi mai</a></strong>, sono sempre in due posti diversi. <strong>Dopo il Master mi sono reso conto che molti professionisti si fermano al dolore e lavorano sul dolore localizzato quando la causa è da un’altra parte</strong>. Questo è quello che mi ha insegnato la Posturologia Clinica e utilizzo questi concetti quotidianamente. Penso che in Italia <strong>noi del Master di Bologna del dott. Alfredo Marino siamo gli unici</strong> ad avere questo approccio.</p>
<p><img class="aligncenter wp-image-791" src="https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2020/06/94507568_10217764387289309_2373020858978402304_o-1024x740.jpg" alt="" width="550" height="398" srcset="https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2020/06/94507568_10217764387289309_2373020858978402304_o-1024x740.jpg 1024w, https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2020/06/94507568_10217764387289309_2373020858978402304_o-300x217.jpg 300w, https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2020/06/94507568_10217764387289309_2373020858978402304_o-768x555.jpg 768w, https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2020/06/94507568_10217764387289309_2373020858978402304_o.jpg 1032w" sizes="(max-width: 550px) 100vw, 550px" /></p>
<h2>La tua tesi Performance e riequilibrio Posturale: racconta in breve</h2>
<p>La mia <strong>tesi al Master in Posturologia</strong> ha riguardato l’ambito sportivo. Mi considero una persona pratica e volevo quantificare quanto incideva un <strong>problema posturale sulla performance degli atleti</strong>. La tesi è stata apprezzata e successivamente è stata <strong>pubblicata sulla rivista Nazionale Allenatori</strong>. In seguito alla pubblicazione ho ricevuto anche diversi contatti di persone da tutta Italia interessate a capire un po’ di più i concetti e la loro applicazione e ne sono stato molto orgoglioso.<br />
Racconto la mia tesi brevemente: in quel periodo facevo il preparatore in una squadra di calcio che giocava in Eccellenza e ho selezionato dodici calciatori divisi in due gruppi. Un gruppo è stato messo di controllo. L’altro invece è stato <strong>“trattato” con la collaborazione di un osteopata e una dentista per l’<a href="http://www.alfredomarino.it/le-alph/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">applicazione delle Alph</a></strong> (invenzione del dott. Alfredo Marino). Il lavoro è consistito in tre sedute di osteopatia e nell’applicazione delle <strong>Alph</strong> al singolo atleta.<br />
Purtroppo non è stato possibile fare un lavoro a 360 gradi perché non sono stati controllati <strong>i piedi e le <a href="http://ilposturologico.com/2019/05/02/come-trattare-le-cicatrici-e-perche-e-importante-farlo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">cicatrici</a></strong>, come il “<strong>protocollo Marino</strong>” invece vorrebbe. L’osteopata, durante le sedute, trattava quello che io gli segnalavo in base ai test posturologici appresi durante il Master, che effettuavo sugli atleti del gruppo preso in esame. Il test al quale ho sottoposto i ragazzi prima e dopo i trattamenti era di calciare 3 tiri verso una porticina posizionata a 5 metri di distanza. Senza grossi lavori e molto velocemente, i calciatori “trattati posturologicamente” hanno effettuato delle performance migliorate del 7% rispetto a quelli del gruppo di controllo che hanno invece confermato gli stessi risultati della prima batteria di test. La cosa che veramente mi ha stupito tanto è che le prestazioni dei calci del gruppo trattato si sono uniformate. Durante i test infatti misuravo la velocità della palla calciata con una pistola laser. <strong>Dopo il trattamento, i calci in porta non erano più una volta a 90 km/h e poi a 100 km/h, ma si assestavano tutti sulla stessa velocità in un&#8217;ottica di “ottimizzazione delle risorse”, una cosa fenomenale per un’atleta</strong>. Con un lavoro completo, che prende in considerazione tutte “le entrate” si sarebbe ottenuto sicuramente un risultato ancora migliore. Con la <strong>Posturologia si può sicuramente migliorare la performance degli atleti.</strong></p>
<p><a href="http://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2020/06/Performance-e-riequilibrio-posturale-nel-Calcio-di-Franco-Zichella-1.pdf">Performance e riequilibrio posturale nel Calcio di Franco Zichella (1)</a></p>
<p><img class="aligncenter wp-image-796" src="https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2020/06/Schermata-2020-06-06-alle-16.05.17.png" alt="" width="350" height="498" srcset="https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2020/06/Schermata-2020-06-06-alle-16.05.17.png 588w, https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2020/06/Schermata-2020-06-06-alle-16.05.17-211x300.png 211w" sizes="(max-width: 350px) 100vw, 350px" /></p>
<h2>A chi consiglieresti di frequentare il Master in Posturologia?</h2>
<p>A tutti, veramente tutti. Ricordo sempre che all’inizio forse eravamo 55 persone e tutti si chiedevano in continuazione il significato di ogni lezione, nessuno riusciva a capire che cosa il dottor Marino ci volesse dire. E lui, il dott. Alfredo Marino, dopo 7 o 8 lezioni, mi diceva “non ti preoccupare, Francesco, capirai”&#8230; e in effetti aveva ragione.</p>
<p>E’ stato <strong>difficile per me e anche per qualche altro collega abbandonare l’abitudine di valutare attraverso gli occhi per abbracciare una nuova modalità di intervento, basata sullo studio delle “entrate” del sistema sensoriale</strong>. La <strong><a href="http://ilposturologico.com/2019/05/01/qual-e-la-differenza-tra-postura-e-posturologia/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Posturologia clinica</a> è questa</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ilposturologico.com/2020/06/06/master-in-posturologia-di-bologna-la-tesi-di-francesco-rocco-zichella/">Master in Posturologia di Bologna: la tesi di Francesco Rocco Zichella</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://ilposturologico.com">Andrea Meneguzzo</a>.</p>
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		<title>Corso di Posturologia: l&#8217;arte del testare</title>
		<link>https://ilposturologico.com/2020/02/14/corso-di-posturologia-larte-del-testare/</link>
				<pubDate>Fri, 14 Feb 2020 08:51:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Meneguzzo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Metodologia]]></category>
		<category><![CDATA[corso posturologia]]></category>
		<category><![CDATA[dottor marino]]></category>
		<category><![CDATA[posturologia]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Come sono arrivato al livello attuale di analisi e capacità di trattamento manuale sui pazienti? Lo spiego in questo articolo dove racconto anche il mio percorso in posturologia. Per tanti anni mi sono impegnato affrontando lo studio di varie tecniche ma, soprattutto, sono andato a vedere come lavorano i grandi esperti dei vari metodi imbattendomi,[...]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ilposturologico.com/2020/02/14/corso-di-posturologia-larte-del-testare/">Corso di Posturologia: l&#8217;arte del testare</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://ilposturologico.com">Andrea Meneguzzo</a>.</p>
]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>Come sono arrivato al livello attuale di <strong>analisi e capacità di trattamento manuale</strong> sui pazienti? Lo spiego in questo articolo dove racconto anche il mio percorso in <a href="http://ilposturologico.com/2019/05/20/chi-e-il-posturologo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>posturologia</strong></a>.</p>
<p>Per tanti anni mi sono impegnato affrontando lo <strong>studio di varie tecniche</strong> ma, soprattutto, sono andato a vedere come lavorano i grandi esperti dei vari metodi imbattendomi, a volte, proprio nel ‘fondatore’/’inventore’ del metodo stesso.</p>
<p>Lo studio e la ricerca di un nuovo metodo mi è sempre piaciuto, ancora di più quando ho avuto a che fare direttamente con il <strong>fondatore di una tecnica</strong>. In quella occasione ho avuto la possibilità di capire come una <strong>mente geniale “ripensa” un modo di lavorare</strong>, quali ragionamenti hanno portato a fare determinate scelte o perché è stato necessario attuare alcune modifiche.</p>
<p>E così, senza voler inventare nulla di nuovo, ma con la sola volontà di trovare un trattamento da poter “sentire” veramente mio, mi sono trovato davanti un primo grande limite: non avevo a disposizione una <strong>batteria di test “oggettivi” da somministrare al paziente</strong> per capire se ciò che gli stavo proponendo aveva o no un senso logico. Infatti, solitamente, se il trattamento andava a buon fine me lo diceva il paziente oppure il buonsenso, ma ritenevo che ciò non fosse più sufficiente.</p>
<p><strong>Affidandomi al paziente ero troppo legato al feedback</strong> che mi veniva dato e alla sensazione che passava sotto le mie mani durante il trattamento. Certo, con gli anni si matura esperienza e il “come ti orienti” acquista sempre più senso, ma sempre senza ottenere una <strong>risposta oggettiva</strong>.</p>
<p>Ricordo alcuni trattamenti, soprattutto su <a href="http://ilposturologico.com/2019/07/18/perche-i-campioni-faticano-a-recuperare-pienamente-dopo-un-grave-infortunio/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">soggetti sportivi</a>, dove più che un trattamento sembrava un vero e proprio accanimento su un muscolo. Risultato? Dopo una settimana si doveva riprendere tutto da capo e capire se quel muscolo fosse o meno la vera sede da trattare o solo un sovraccarico dovuto da chissà cos’altro. Con un po’ di fortuna siamo sempre riusciti a portare a casa qualche risultato, ma altre volte era veramente frustrante.</p>
<p><img class="aligncenter wp-image-709" src="https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2020/02/checklist-1643781_1920-773x1024.png" alt="" width="550" height="728" srcset="https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2020/02/checklist-1643781_1920-773x1024.png 773w, https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2020/02/checklist-1643781_1920-227x300.png 227w, https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2020/02/checklist-1643781_1920-768x1017.png 768w, https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2020/02/checklist-1643781_1920.png 1450w" sizes="(max-width: 550px) 100vw, 550px" /></p>
<h2>Il mio incontro con il dott. Alfredo Marino, capofila della Posturologia in Italia</h2>
<p>E’ stato nel 2006, grazie all’incontro col <strong>dottor <a href="http://www.alfredomarino.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Alfredo Marino</a></strong>, capofila della <strong>Posturologia</strong> in Italia, che il mio lavoro ha preso una direzione tutta nuova.</p>
<p>Anch’io, all’inizio, legavo la parola <strong>posturologia</strong> alla parola <strong>postura </strong>(abbiamo parlato già in <a href="http://ilposturologico.com/2019/05/01/qual-e-la-differenza-tra-postura-e-posturologia/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">questo articolo della differenza</a> tra le due cose).</p>
<p>Nei nostri primi incontri non capivo perché questo dottore, come detto <strong>esperto in posturologia</strong>, si <strong>disinteressasse totalmente di vedere se una spalla era più alta dell’altra o se un piede fosse più in torsione rispetto all’altro</strong>. Siamo sempre stati abituati a “curare”, “sistemare”, “trovare un aggiustamento” a queste differenze. Non venivano minimamente presi in considerazione in sede di valutazione nemmeno certi “atteggiamenti di schiena” che avrebbero fatto inorridire il più smaliziato degli ortopedici.</p>
<p>Al contrario, il <strong>metodo di analisi del dott. Marino</strong> consiste nella <strong>richiesta di piccoli movimenti</strong>, sempre gli stessi, la v<strong>alutazione del tono muscolare</strong> del paziente (il tono, questo sconosciuto per la stragrande maggioranza dei terapisti!) e l’<strong>esecuzione di alcuni test percettivi</strong> (e qui la questione diventa complicata). Queste azioni erano la base di partenza per poter strutturare un buon <a href="http://ilposturologico.com/2019/11/25/i-4-punti-cardinali-del-posturologo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>protocollo di lavoro</strong></a> (sono diventate oggi anche le mie).</p>
<p>Sono serviti tanti anni di lavoro, 2 master di specializzazione, e la voglia di mettersi in gioco. Voltare pagina e <strong>cambiare radicalmente</strong> non è cosa semplice, anche perché i trattamenti con il vecchio sistema tradizionale non andavano del tutto così male. Inoltre i classici trattamenti manuali erano e sono tutt’oggi quelli che i pazienti richiedono e riconoscono come “corretti”.</p>
<p>Nonostante ciò, avevo avuto la fortuna di vedere un <strong>professionista</strong> che aveva portato il proprio<strong> lavoro ad un livello superiore</strong> e, dopo l’incontro con Alfredo Marino, la molla è scattata.</p>
<p><img class="aligncenter wp-image-707" src="https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2020/02/physiotherapy-4099066_1920-768x1024.jpg" alt="" width="550" height="733" srcset="https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2020/02/physiotherapy-4099066_1920-768x1024.jpg 768w, https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2020/02/physiotherapy-4099066_1920-225x300.jpg 225w, https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2020/02/physiotherapy-4099066_1920.jpg 1440w" sizes="(max-width: 550px) 100vw, 550px" /></p>
<h2>In un corso di posturologia devi imparare a testare, ma pochi sono in grado di farlo</h2>
<p>Ecco che anch’io, oggi, non mi preoccupo più di quale sarà la tecnica con la quale approcciare il paziente ma <strong>testo costantemente</strong> la <strong>risposta</strong> che quel paziente mi dà ad ogni stimolo.</p>
<p>Che io proponga un trattamento manuale generale, una manipolazione specifica o una serie di esercizi, la cosa che verifico prima di ogni altra è la risposta che quello stimolo ha generato sul paziente. E lo faccio attraverso i <strong>test del protocollo PERCEZIONE-AZIONE</strong>. Gli stessi che insegniamo al <strong><a href="http://ilposturologico.com/2019/09/25/perche-frequentare-il-master-in-posturologia/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Master in Posturologia</a></strong> di Bologna e al nostro <a href="http://ilposturologico.com/2019/10/02/le-influenze-sensori-motorie-nel-sistema-posturale-il-corso-a-vicenza-parte-ad-ottobre/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Corso di Posturologia</strong></a> a Vicenza.</p>
<p>I test sono un’arma fondamentale, difficile da capire soprattutto in ambito di formazione; gli allievi, soprattutto all’inizio del percorso, vogliono sapere con quale “manualità” si risolve un dato problema. Serve tempo durante il Master in Posturologia per far capire loro che questa è la cosa forse meno interessante.</p>
<p>In terapia manuale esistono molte tecniche efficaci che danno ottimi risultati sotto il profilo sintomatico, ma l’obbiettivo, ripeto ancora una volta, non è quello di portare il paziente in una zona di comfort con assenza di sintomo. L’obiettivo reale è di ricreare un territorio percettivo FISIOLOGICO….. e l’unico mezzo per capire se la missione è compiuta sono i<strong> test</strong>.</p>
<p>Si cambia punto di vista, si cominciano ad avere delle <strong>regole</strong> ben precise.</p>
<p>Nella seconda parte di questo articolo vi parlerò di alcuni esempi concreti.</p>
<p><img class="aligncenter wp-image-710" src="https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2020/02/board-2450236_1920-1024x741.jpg" alt="" width="550" height="398" srcset="https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2020/02/board-2450236_1920-1024x741.jpg 1024w, https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2020/02/board-2450236_1920-300x217.jpg 300w, https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2020/02/board-2450236_1920-768x556.jpg 768w" sizes="(max-width: 550px) 100vw, 550px" /></p>
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		<title>I 4 punti cardinali del Posturologo</title>
		<link>https://ilposturologico.com/2019/11/25/i-4-punti-cardinali-del-posturologo/</link>
				<comments>https://ilposturologico.com/2019/11/25/i-4-punti-cardinali-del-posturologo/#comments</comments>
				<pubDate>Mon, 25 Nov 2019 17:32:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Meneguzzo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Metodologia]]></category>
		<category><![CDATA[posturologia]]></category>
		<category><![CDATA[posturologo]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Abbiamo già spiegato come postura e posturologia siano due argomenti diversi. In questo articolo continuiamo a parlare di metodologia spiegando che per orientarsi in questa materia abbiamo bisogno di una bussola speciale: ecco quindi che vi riassumo e vi spiego quali sono i punti cardinali della bussola del posturologo, ovvero principi e regole che vanno[...]</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p>Abbiamo già spiegato come <a href="http://ilposturologico.com/2019/05/01/qual-e-la-differenza-tra-postura-e-posturologia/">postura e posturologia</a> siano due argomenti diversi. In questo articolo continuiamo a parlare di <a href="http://ilposturologico.com/2019/05/20/chi-e-il-posturologo/">metodologia</a> spiegando che per orientarsi in questa materia abbiamo bisogno di una bussola speciale: ecco quindi che vi riassumo e vi spiego quali sono i punti cardinali della bussola del posturologo, ovvero principi e regole che vanno applicati e rispettati rigorosamente ogni volta che ci si approccia ad un nuovo paziente.</p>
<h2>1- Non farti ingannare dal sintomo, ricerca la causa</h2>
<h2><img class="aligncenter size-full wp-image-663" src="https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2019/11/photo-1539992190939-08f22d7ebaad.jpeg" alt="" width="676" height="901" srcset="https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2019/11/photo-1539992190939-08f22d7ebaad.jpeg 676w, https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2019/11/photo-1539992190939-08f22d7ebaad-225x300.jpeg 225w" sizes="(max-width: 676px) 100vw, 676px" /></h2>
<p>1- Il <strong>sintomo</strong> del paziente non è altro che un segno di un <strong>sistema poco coordinato</strong>: è il campanello d’allarme che ci dice che qualcosa non sta andando, ma non ci dice ancora cos’e in particolare che non sta funzionando come dovrebbe.<br />
Pensiamo ad esempio ai dolori muscoloscheletrici, al classico dolore al ginocchio o alla schiena. <em>Questi sintomi raramente sono l’origine del problema ma solo la zona in cui una <strong>disfunzione propriocettiva</strong> si sta manifestando</em>.<br />
Quindi, se per un terapista tradizionale saranno proprio queste le zone da manipolare, per il posturologo invece non saranno loro l’oggetto del trattamento; <strong>per il posturologo va ricercata una causa che a volte risiede in tutt’altra zona del corpo</strong>.</p>
<h2>2- L’analisi settoriale non è sufficiente, bisogna analizzare globalmente</h2>
<p><img class="aligncenter wp-image-657" src="https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2019/11/photo-1501644898242-cfea317d7faf.jpeg" alt="" width="600" height="900" srcset="https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2019/11/photo-1501644898242-cfea317d7faf.jpeg 634w, https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2019/11/photo-1501644898242-cfea317d7faf-200x300.jpeg 200w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></p>
<p>Esistono dei segni e sintomi tipici che un soggetto manifesta e che possono già essere indicativi della disfunzione a monte. Quello che in altre materie può sembrare irrilevante, in <strong>posturologia</strong> non lo è.<br />
Ancora una volta ci troviamo di fronte ad un <strong>nuovo approccio medico</strong>. Il <strong>focus non è più di tipo settoriale ma diventa generale</strong>, quindi il panorama da valutare cambia, ed è molto più vasto.<br />
Porto un esempio quasi paradossale: tutti i giorni valutiamo <strong>bambini</strong> che frequentemente soffrono di <strong>incubi notturni</strong>. Modificando il loro territorio percettivo anche questo segno &#8211; poco interessante per quasi tutte le aree mediche &#8211; dovrebbe migliorare.</p>
<p>E’ sempre bene verificare che diverse aree evolvano in positivo dopo un trattamento percettivo. Sarà opportuno controllare non solo il miglioramento del sintomo principale che il paziente lamentava; il <strong>cambiamento in positivo deve avvenire anche per altri segni valutati in pre-trattamento, come l’attenzione, la coordinazione motoria, la qualità del sonno</strong>, ecc.</p>
<h2>3- La scomparsa del sintomo non basta, il soggetto va controllato su diversi piani</h2>
<p><img class="aligncenter wp-image-656" src="https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2019/11/photo-1516192518150-0d8fee5425e3.jpeg" alt="" width="600" height="800" srcset="https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2019/11/photo-1516192518150-0d8fee5425e3.jpeg 676w, https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2019/11/photo-1516192518150-0d8fee5425e3-225x300.jpeg 225w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></p>
<p>Non ci si può più accontentare di far scomparire un sintomo. <strong>Tutti i parametri del nostro soggetto devono rientrare in quadro di funzionamento efficiente e fisiologico</strong>. Se così non fosse, <em>stiamo solo creando un compenso che nasconde il sintomo</em>, stiamo togliendo un campanello d’allarme (che il corpo ci stava dando) senza aver risolto il problema. Come abbiamo detto nel punto precedente, più parti dello stesso soggetto dovrebbero migliorare. <strong>Lavorando sul solo sintomo si rischia di vederlo ricomparire</strong> (recidiva) <strong>oppure di vederlo manifestarsi in altra sede e addirittura con altre forme</strong>.<br />
Penso a quei casi di blocco mandibolare che col tempo, cercando di “sbloccare&#8221; solo la mandibola, si sono trasformati in sindromi vertiginose. In realtà entrambi questi sintomi, mandibola bloccata e vertigini, hanno molto a che fare con le <strong>disfunzioni propriocettive</strong>.</p>
<h2>4- In ambito posturologico la tuttologia è vietata, ad ogni specialista il suo mestiere</h2>
<p><img class="aligncenter wp-image-652" src="https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2019/11/photo-1494059980473-813e73ee784b-1024x684.jpeg" alt="" width="600" height="401" srcset="https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2019/11/photo-1494059980473-813e73ee784b-1024x684.jpeg 1024w, https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2019/11/photo-1494059980473-813e73ee784b-300x200.jpeg 300w, https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2019/11/photo-1494059980473-813e73ee784b-768x513.jpeg 768w, https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2019/11/photo-1494059980473-813e73ee784b.jpeg 1349w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></p>
<p>Scordati di fare il tuttologo: se ritieni che la strategia non debba passare dalle tue mani impara a passare la palla. Stai facendo un favore al paziente, ma prima di tutto a te stesso.</p>
<p>Da qui nasce l’esigenza, nell’ambito della <strong>formazione</strong>, di creare un&#8217;ottima capacità di valutazione da parte dei corsisti.</p>
<p>Questo lavoro rende accessibile la meraviglia di costruire un grande puzzle a più mani, dove tutti i tasselli devono andare al loro posto. Dall&#8217;<strong>ortottista, al <a href="https://www.paginebianche.it/montecchio-maggiore/studio-podologico-morsoletto.77541">podologo</a>, al kinesiologo, al fisioterapista, all’oculista, al <a href="http://www.alfredomarino.it/">dentista</a></strong>, ogni professionista &#8220;¢posturologo&#8221; gioca un ruolo importante a seconda del disturbo del paziente.</p>
<p>Nel mio caso, può capitare che chi si rivolge a me sia convinto che servano trattamenti manuali, per esempio per un mal di schiena. Accade spesso però che dopo alcuni test riesco a capire che quel mal di schiena sia frutto di una disfunzione, ad esempio plantare, che sregola il sistema percettivo generale, e che la schiena non sia altro che il sintomo di quella disfunzione.</p>
<p>E’ proprio grazie ad una batteria di test specifica che è possibile capire, seppur a grandi linee, quale strategia terapeutica potrebbe avere effetto sul paziente.<br />
Inviare questo paziente da un bravo podologo con vere competenze posturologiche sara la miglior soluzione da proporre a quel paziente.</p>
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		<title>Chi è il posturologo?</title>
		<link>https://ilposturologico.com/2019/05/20/chi-e-il-posturologo/</link>
				<pubDate>Mon, 20 May 2019 09:16:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Meneguzzo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Metodologia]]></category>
		<category><![CDATA[il posturologo]]></category>
		<category><![CDATA[posturologia]]></category>
		<category><![CDATA[riflessi posturali]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Mille volte mi è capitato di chiarire questa cosa e noto con dispiacere tanti altri blog che parlano di posturologia in maniera errata, quindi, rivediamo questa domanda un’altra volta. Il posturologo non è quello specialista che si occupa della postura. La postura, buona o cattiva che sia, ha molto a che fare con movimento, educazione,[...]</p>
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]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>Mille volte mi è capitato di chiarire questa cosa e noto con dispiacere tanti altri blog che parlano di <strong>posturologia</strong> in maniera errata, quindi, rivediamo questa domanda un’altra volta. Il <strong>posturologo non è quello specialista che si occupa della postura</strong>. La postura, buona o cattiva che sia, ha molto a che fare con movimento, educazione, allenamento ecc… che sono tutte aree di competenza fisioterapica e motoria.</p>
<h2>Che cosa fa il posturologo?</h2>
<p>Il <strong>posturologo</strong> invece corregge delle disfunzioni percettive\sensoriali, perché sono proprio queste disfunzioni che mettono in crisi il sistema corpo, alterando ad esempio la postura e non solo. Questo nome, <strong>posturologo</strong>, è destinato a cambiare in un futuro non troppo lontano perché, come risulta evidente, la figura di cui stiamo parlando è più orientata all’analisi e alla successiva manipolazione di informazioni di tipo <strong>sensoriale</strong> e non di tipo meccaniche (come ad esempio la postura).</p>
<h2>La postura è solo un sintomo, non il problema</h2>
<p>Ancora una volta quindi, per fare chiarezza, la postura è semplicemente un sintomo riferibile ad una disfunzione. Insieme alla postura sono molti altri i sintomi che il <strong>posturologo</strong> deve prendere in considerazione.</p>
<p>“LA SINDROME DA DEFICIT POSTURALE ( nda così chiamata in principio da H.M. da Cunha, uno dei padri fondatori di questa materia) È UNA DISESTESIA PARTICOLARE CHE TOCCA LA SENSIBILITÀ PROPRIOCETTIVA GENERALE…. ESSA CAUSA UN QUADRO CLINICO CHE ASSOCIA OBBLIGATORIAMENTE 3 CARATTERISTICHE: MUSCOLARE, VERTIGINOSA, COGNITIVA&#8221; (&#8220;<a href="https://www.amazon.it/Occhio-Recettore-retino-trigeminale-Manuale-pratico/dp/8898768796" target="_blank" rel="noopener noreferrer">OCCHIO E BOCCA</a> recettore retino &#8211; trigemine”, dott. Patrick Quercia dott. Alfredo Marino, Cierre Grafica 2017)</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-566" src="https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2019/05/51glGcsGfLL._SX346_BO1204203200_-209x300.jpg" alt="" width="209" height="300" srcset="https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2019/05/51glGcsGfLL._SX346_BO1204203200_-209x300.jpg 209w, https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2019/05/51glGcsGfLL._SX346_BO1204203200_.jpg 348w" sizes="(max-width: 209px) 100vw, 209px" /></p>
<p><strong>1 &#8211; Caratteristica muscolare</strong>: muscoli che lavorano in maniera scorretta, portando sovraccarichi e dolore; il soggetto presenta un quadro radiografico normale o con qualche piccolo spostamento vertebrale tale da non giustificare la sintomatologia, ma i dolori sono costanti e in diverse regioni. Spesso questi soggetti non rispondono alle cure somministrate, siano esse farmacologiche o fisioterapiche.</p>
<p><em>Esempio: Raffaele, 40 anni,da piu di 12 mesi soffre di lombosciatalgia che lo condiziona nella vita di tutti i giorni. Malgrado il dolore sia orami invalidante, per gli esami strumentali nulla giustifica la sintomatologia. Dopo un primo ciclo fisioterapico, che gli ha portato benefici solo temporanei, il medico procede con trattamento farmacologico e con una serie di tentativi di “riprogrammazione” posturale attraverso i classici mezzi di correzione meccanica: plantari posturali, bite ed esercizi specifici per il rinforzo della muscolatura…</em></p>
<p><strong>2 &#8211; Caratteristica vertiginosa (o spaziale): </strong>una scorretta interpretazione delle informazioni che arrivano dallo spazio circostante; il soggetto ha la sensazione che il suo corpo non sia in armonia con lo spazio che lo circonda. La sensazione di disequilibrio non è giustificata in quanto il sistema vestibolare, responsabile dell’equilibrio, è perfettamente sano e funzionante.</p>
<p><em>Esempio: Elisa, 55 anni, cammina per strada e inavvertitamente si appoggia alle persone che le camminano a fianco. </em><em>Allo stesso modo, nel muoversi in casa, spesso inciampa o sbatte contro gli spigoli dei mobili. </em><em>Se all’apparenza possono sembrare solo fatti riconducibili ad una persona distratta, in posturologia sono i chiari segni di una disfunzione percettiva che va individuata e corretta.</em></p>
<p><strong>3 &#8211; Caratteristica cognitiva:</strong> ripercussioni a livello cognitivo. La manifestazione è legata ad alcuni Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA), come dislessia, disturbi della coordinazione motoria (spesso confusa con goffaggine) e disturbi dell’attenzione.</p>
<p><em>Esempio: Carlo, 10 anni, è stato accompagnato dai genitori per capire se e come si possa lavorare sul suo atteggiamento posturale poco armonico e per un consulto ortodontico. Entrambi aspetti interessanti, sopratutto per i genitori. Aspetto ancora più interessante, però, è che legge diverse volte un testo dal sussidiario senza comprenderne il significato.</em></p>
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<h2>Come lavora un posturologo?</h2>
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<p>Ecco dunque chi è <strong>il posturologo, lo specialista che prende in analisi tutte queste aree specifiche del paragrafo precedente, senza soffermarsi sul semplice sintomo</strong> che spesso non è altro che un campanello d’allarme.</p>
<p>Per lo <strong>specialista in posturologia</strong> è prassi utilizzare dei <strong>test</strong> che permettono di inquadrare con che tipologia di soggetto si sta lavorando. test che valutano più aree del soggetto e <strong>non si soffermano solo su l’aspetto algico (dolore)</strong>. La fisiologia ci ha regalato dei mezzi straordinari che danno immediatamente il senso del funzionamento del corpo: <strong>i riflessi posturali</strong>.</p>
<p>Bastano alcuni secondi e pochi movimenti per capire se <strong>il cervello sta riconoscendo correttamente i movimenti del corpo</strong> nello spazio. Questo non significa non poter fare un movimento, tutt’altro; ma possiamo capire se quel movimento sta interessando in modo corretto tutte le aree del cervello. Basta solo <strong>testare un semplice movimento degli occhi o una rotazione della testa</strong> per avere, immediatamente, una prima idea di che soggetto abbiamo davanti.</p>
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<p><img class="aligncenter wp-image-559" src="https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2019/05/bekir-donmez-335320-unsplash-200x300.jpg" alt="" width="450" height="675" srcset="https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2019/05/bekir-donmez-335320-unsplash-200x300.jpg 200w, https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2019/05/bekir-donmez-335320-unsplash-768x1152.jpg 768w, https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2019/05/bekir-donmez-335320-unsplash-683x1024.jpg 683w" sizes="(max-width: 450px) 100vw, 450px" /></p>
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<h2>Il Medico Posturologo e i Professionisti in Posturologia</h2>
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<p>Il <strong>medico specializzato in posturologia</strong> è il professionista a cui spetta il compito di <strong>fare diagnosi e impostare la corretta strategia terapeutica</strong>: strategia terapeutica che può passare attraverso altri specialisti. Questa è forse una delle poche aree mediche in cui esiste un protocollo multidisciplinare comune, che prevede la collaborazione tra varie figure professionali che &#8220;parlano la stessa lingua&#8221; e sanno <strong>trattare il sistema sensoriale\percettivo</strong>.</p>
<p>Esempio di Professionisti in Posturologia:</p>
<p><strong>Il Fisioterapista specializzato in posturologia</strong>: deve ricreare un corretto funzionamento dei <strong>riflessi posturali</strong>, meccanismi involontari che aiutano il cervello a riconoscere nuovamente la corretta posizione del corpo nello spazio.<br />
<strong>Il Dottore in Scienze Motorie specializzato in posturologia</strong>: il dottore in scienze motorie si preoccupa di ripristinare e consolidare gli schemi motori di base (riflessi arcaici) ed il controllo motorio.</p>
<p>Poi ci sono gli specialisti che “manipolano” le informazioni di alcuni recettori attraverso strumenti di stimolazione: <a href="http://www.alfredomarino.it/le-alph/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>alph</strong></a>, (microstimolazioni che vanno applicate sui denti), <strong>lenti prismatiche</strong> e <strong>solette propriocettive</strong> sono ormai di normale utilizzo all’interno di una <strong>strategia posturologica</strong>. Occhi, muscoli e piedi sono gli organi di senso &#8211; eso/endorecettori &#8211; preposti ad assumere e a trasmettere al cervello le informazioni ricevute attraverso queste stimolazioni.</p>
<p>Il campo dei partecipanti a questa strategia terapeutica si sta espandendo sempre di più. Sono sempre più le figure che si stanno avvicinando a questa materia: <strong>gli specialisti in logopedia, i tecnici ortopedici, gli optometristi, gli osteopati, gli infermieri, ecc.</strong></p>
<p>Se sei un professionista e vuoi ricevere informazioni per i nostri corsi in Posturologia, contattami tramite la sezione apposita.</p>
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		<title>Qual è la Differenza tra Postura e Posturologia?</title>
		<link>https://ilposturologico.com/2019/05/01/qual-e-la-differenza-tra-postura-e-posturologia/</link>
				<pubDate>Wed, 01 May 2019 12:40:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Meneguzzo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Metodologia]]></category>
		<category><![CDATA[buona postura]]></category>
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				<description><![CDATA[<p>Nella mia quotidianità, nel bel mezzo di trattamenti oppure durante le lezioni a gruppi di allievi, alcune domande mi vengono poste molto più frequentemente di altre. Tutti i quesiti sono utili e si cerca di rispondere in maniera efficace, ma ancora prima delle domande, ci sono da analizzare le affermazioni date per scontate, spesso fuorvianti.[...]</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p>Nella mia quotidianità, nel bel mezzo di trattamenti oppure durante le lezioni a gruppi di allievi, alcune domande mi vengono poste molto più frequentemente di altre. Tutti i quesiti sono utili e si cerca di rispondere in maniera efficace, ma ancora prima delle domande, ci sono da analizzare le affermazioni date per scontate, spesso fuorvianti. Oggi parliamo di una di queste sulle quali è importante fare chiarezza.</p>
<p>Spesso mi capita di sentire pazienti che pronunciano frasi (o meglio dire, vere e proprie pericolose sentenze) come &#8220;ho <strong>problemi di postura</strong>&#8220;. Altrettante persone che entrano nel mio studio dichiarano di patire problemi “<strong>posturologici</strong>”.</p>
<h2><img class="aligncenter wp-image-516" src="https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2019/04/kira-auf-der-heide-330900-unsplash-1-683x1024.jpg" alt="" width="400" height="600" srcset="https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2019/04/kira-auf-der-heide-330900-unsplash-1-683x1024.jpg 683w, https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2019/04/kira-auf-der-heide-330900-unsplash-1-200x300.jpg 200w, https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2019/04/kira-auf-der-heide-330900-unsplash-1-768x1152.jpg 768w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /><br />
Postura e Posturologia non sono sinonimi</h2>
<p>Togliamo di fatto il primo dubbio: quello che sembra essere sostanzialmente la stessa cosa, in realtà non lo è. <strong>Postura e posturologia sono termini che non si equivalgono</strong>.</p>
<p>Lo stare seduti in modo scorretto, classico nei ragazzi sui banchi di scuola, o la famigerata “spalla più bassa“ fanno parte di un <strong>aspetto posturale</strong> che poco ha a che fare, però, con la <strong>posturologia</strong>.</p>
<p>Infatti, la <strong>postura</strong> si occupa di come i segmenti corporei sono organizzati nello spazio, da qui la <strong>concezione di avere una buona o cattiva postura</strong> secondo alcuni canoni visivi generali. Infatti, andando ad agire sulla postura non tendiamo a ricreare una corretta strategia che parte dall&#8217;elaborazione di buoni dati ma andiamo solo a creare dei condizionamenti muscolari (contratture). Esse sorgono per mantenere delle posizioni apparentemente corrette ma che poco hanno a che fare con una buona economia di sistema.</p>
<p>La <strong>posturologia</strong>, al contrario, quasi si disinteressa della forma ma piuttosto si concentra su come il cervello elabora le informazioni in arrivo dai vari recettori (occhio, piede, equilibrio, ecc).</p>
<h2>La posturologia consente al nostro corpo di essere efficiente</h2>
<p>Il processo di elaborazione e interpretazione delle informazioni può permettere al nostro “sistema corpo” di essere molto efficiente, cioè abile nell’ eseguire compiti, motori o cognitivi, come camminare o risolvere un calcolo matematico, con il minor spreco energetico possibile.</p>
<p>Ma quando questa lettura ed <strong>interpretazione delle informazioni</strong> non avviene correttamente, ad esempio, quando un occhio o un piede comunica informazioni sbagliate al cervello, che cosa accade? Dal semplice trauma al più complesso effetto post chirurgico, sono molti i motivi per cui la nostra &#8220;centralina&#8221; perde efficienza.</p>
<p>Una banale distorsione di caviglia o l&#8217;estrazione di un dente possono impedire al nostro cervello di acquisire al meglio le informazioni utili per organizzare con efficenza, e nel modo più economico possibile (dispendio energetico), il nostro sistema corpo.</p>
<p>Ebbene, perdiamo quegli equilibri magnifici che ci regolano, e che rendono meno facili anche le azioni più semplici. Diventiamo solo efficaci, in grado di svolgere i nostri compiti ma con un <strong>dispendio energetico elevatissimo</strong>, a volte quasi insostenibile e che quindi non è privo di errori.</p>
<h2>Problemi causati da cattiva posturologia</h2>
<p>È a questo punto che i sintomi si presentano: un’articolazione dolente, un muscolo contratto, un dolore cronico, infortuni ripetuti, possono derivare da semplici informazioni trasmesse male al cervello. Si presentano instabilità e vertigini ma anche, soprattutto nei più giovani, disturbi della sfera cognitiva, che in termini di vita reale possono voler dire difficoltà nell’apprendimento scolastico. In ottica <strong>posturologica,</strong> sono ormai migliaia i casi di <strong>bambini dislessici,</strong> quindi con difficolta che può passare da grado lieve a molto severo nella lettura e nella comprensione di testi e numeri trattati con <strong>strategia terapeutica per cura della SDP</strong> (Sindrome da deficit Posturale). Ne parlerò sicuramente in uno dei prossimi articoli.<br />
<img class="wp-image-515 aligncenter" src="https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2019/04/owen-beard-722582-unsplash-1-240x300.jpg" alt="" width="480" height="600" srcset="https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2019/04/owen-beard-722582-unsplash-1-240x300.jpg 240w, https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2019/04/owen-beard-722582-unsplash-1-768x960.jpg 768w, https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2019/04/owen-beard-722582-unsplash-1-819x1024.jpg 819w" sizes="(max-width: 480px) 100vw, 480px" /></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ilposturologico.com/2019/05/01/qual-e-la-differenza-tra-postura-e-posturologia/">Qual è la Differenza tra Postura e Posturologia?</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://ilposturologico.com">Andrea Meneguzzo</a>.</p>
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