<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Metodologia &#8211; Andrea Meneguzzo</title>
	<atom:link href="https://ilposturologico.com/category/metodologia/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://ilposturologico.com</link>
	<description>Sito Ufficiale di Andrea Meneguzzo</description>
	<lastBuildDate>Tue, 01 Jul 2025 08:35:14 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.2.16</generator>

<image>
	<url>https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2020/05/cropped-Fav-posturologico-32x32.png</url>
	<title>Metodologia &#8211; Andrea Meneguzzo</title>
	<link>https://ilposturologico.com</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Oltre la macchina: perché l&#8217;esercizio terapeutico sta rivoluzionando la fisioterapia (e perché dovresti conoscerlo)</title>
		<link>https://ilposturologico.com/2025/07/01/oltre-la-macchina-perche-lesercizio-terapeutico-sta-rivoluzionando-la-fisioterapia-e-perche-dovresti-conoscerlo/</link>
				<pubDate>Tue, 01 Jul 2025 08:35:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Sofia Ongaro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Metodologia]]></category>
		<category><![CDATA[benefici fisioterapia]]></category>
		<category><![CDATA[benefici fisioterapista]]></category>
		<category><![CDATA[corso posturologia]]></category>
		<category><![CDATA[esercizio terapeutico]]></category>
		<category><![CDATA[fisioterapia]]></category>
		<category><![CDATA[fisioterapista]]></category>
		<category><![CDATA[posturologia vicenza]]></category>
		<category><![CDATA[terapista vicenza]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://ilposturologico.com/?p=1541</guid>
				<description><![CDATA[<p>Per decenni, il concetto di &#8220;fisioterapia&#8221; nella mente comune è stato spesso associato a macchinari luccicanti, onde elettromagnetiche e laser. Un&#8217;immagine statica, quasi passiva, dove il paziente riceve un trattamento. Ma c&#8217;è una rivoluzione silenziosa in atto, un ritorno all&#8217;essenza del movimento e della partecipazione attiva: l&#8217;esercizio terapeutico. Il cuore della rivoluzione: i motivi del[...]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ilposturologico.com/2025/07/01/oltre-la-macchina-perche-lesercizio-terapeutico-sta-rivoluzionando-la-fisioterapia-e-perche-dovresti-conoscerlo/">Oltre la macchina: perché l&#8217;esercizio terapeutico sta rivoluzionando la fisioterapia (e perché dovresti conoscerlo)</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://ilposturologico.com">Andrea Meneguzzo</a>.</p>
]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>Per decenni, il concetto di &#8220;fisioterapia&#8221; nella mente comune è stato spesso associato a macchinari luccicanti, onde elettromagnetiche e laser. Un&#8217;immagine statica, quasi passiva, dove il paziente riceve un trattamento. Ma c&#8217;è una rivoluzione silenziosa in atto, un ritorno all&#8217;essenza del movimento e della partecipazione attiva: l&#8217;<strong>esercizio terapeutico.</strong></p>
<h2>Il cuore della rivoluzione: i motivi del successo dell&#8217;esercizio terapeutico</h2>
<p><strong>Perché l&#8217;esercizio terapeutico sta guadagnando così tanto terreno e si sta affermando come pilastro della fisioterapia moderna?</strong> I motivi sono molteplici e radicati in una visione più olistica e funzionale del corpo umano.</p>
<h4>Un approccio centrato sul paziente, non sulla patologia</h4>
<p>Mentre le terapie strumentali sono spesso &#8220;passive&#8221; – il paziente riceve il trattamento – l&#8217;<strong>esercizio terapeutico è intrinsecamente &#8220;attivo&#8221;</strong>. Il paziente non è un mero ricevente, ma il protagonista indiscusso del proprio recupero. Questo non solo aumenta l&#8217;efficacia del trattamento, ma genera un profondo senso di empowerment e motivazione. Non si tratta più solo di curare un sintomo, ma di <strong>ripristinare la funzione, educare il corpo e migliorare la qualità della vita a lungo termine.</strong></p>
<h4>Efficacia a lungo termine e prevenzione delle recidive</h4>
<p>Le terapie strumentali possono offrire un sollievo immediato, prezioso nelle fasi acute. Tuttavia, spesso non risolvono la causa profonda del problema. L&#8217;esercizio terapeutico, al contrario, <strong>insegna al corpo a muoversi correttamente,</strong> a <strong>rinforzare muscoli deboli,</strong> ad <strong>allungare quelli rigidi</strong> e a <strong>rieducare schemi motori disfunzionali.</strong> Il risultato? Non solo cura il problema attuale, ma previene future ricadute, rendendo il paziente più resiliente e consapevole del proprio corpo.</p>
<h4>Flessibilità e personalizzazione estrema</h4>
<p>Un macchinario opera secondo protocolli più standardizzati. L&#8217;esercizio terapeutico è, per sua natura, un abito sartoriale <strong>cucito su misura</strong>. Ogni esercizio è scelto, modificato e progredito in base alle esigenze specifiche, al livello di dolore, alla forza, alle limitazioni e agli obiettivi del singolo paziente. Questo lo rende incredibilmente <strong>versatile</strong>, adattandosi a tutte le età, condizioni e problematiche, dalla riabilitazione post-chirurgica alla gestione del dolore cronico.</p>
<h4>Costo-efficacia nel lungo periodo</h4>
<p>Sebbene le sedute di esercizio terapeutico richiedano l&#8217;attenzione qualificata e la guida esperta di un professionista, nel lungo periodo possono <strong>ridurre significativamente la necessità di interventi ripetuti</strong>, costosi farmaci o persino interventi chirurgici. La prevenzione delle recidive e l&#8217;autonomia acquisita dal paziente si traducono in un risparmio sostanziale e un <strong>miglioramento duraturo della qualità della vita.</strong></p>
<h4>Focus sulla funzione e il movimento quotidiano</h4>
<p>L&#8217;obiettivo primario non è solo eliminare il dolore, ma permettere al paziente di tornare a svolgere le attività che ama e che rendono la vita piena: <strong>camminare senza fatica, sollevare pesi, giocare con i nipoti, praticare sport o semplicemente vivere la quotidianità senza limitazioni.</strong> Gli esercizi proposti sono spesso funzionali, replicando movimenti della vita reale per una riabilitazione più significativa e trasferibile.</p>
<h4>La scienza lo sostiene</h4>
<p>Non è solo una questione di filosofia, ma di evidenza. Sempre più <strong>studi scientifici supportano l&#8217;efficacia dell&#8217;esercizio terapeutico</strong> per una vasta gamma di condizioni muscolo-scheletriche, neurologiche e respiratorie. Le linee guida internazionali lo raccomandano come trattamento di prima linea per molte patologie, come il comune mal di schiena.</p>
<h2>Il ruolo complementare delle terapie strumentali: un approccio integrato</h2>
<p>È fondamentale chiarire: le terapie strumentali non sono &#8220;cattive&#8221; o inutili. Al contrario, possono avere un ruolo complementare e di supporto, specialmente nelle fasi acute, per ridurre dolore e infiammazione, preparando il terreno ideale per l&#8217;esercizio. <strong>Un approccio integrato</strong>, che unisce l&#8217;efficacia immediata delle terapie strumentali con i benefici duraturi dell’esercizio terapeutico, è oggi la strada più completa ed efficace per accompagnare il paziente verso un vero recupero funzionale.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ilposturologico.com/2025/07/01/oltre-la-macchina-perche-lesercizio-terapeutico-sta-rivoluzionando-la-fisioterapia-e-perche-dovresti-conoscerlo/">Oltre la macchina: perché l&#8217;esercizio terapeutico sta rivoluzionando la fisioterapia (e perché dovresti conoscerlo)</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://ilposturologico.com">Andrea Meneguzzo</a>.</p>
]]></content:encoded>
										</item>
		<item>
		<title>Lavorare sulla respirazione: ecco perché il Metodo Guillarme funziona</title>
		<link>https://ilposturologico.com/2024/10/07/lavorare-sulla-respirazione-ecco-perche-il-metodo-guillarme-funziona/</link>
				<pubDate>Mon, 07 Oct 2024 12:45:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Max]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Metodologia]]></category>
		<category><![CDATA[Respirazione]]></category>
		<category><![CDATA[metodo guillarme]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://ilposturologico.com/?p=1456</guid>
				<description><![CDATA[<p>Molto spesso si sottovaluta l’effetto e i benefici che la respirazione può avere sul nostro corpo. Il Metodo Guillarme aiuta a comprendere tali benefici: questo protocollo respiratorio, infatti, permette di ripristinare la sinergia naturale tra addominali, diaframma e perineo. Oggi ti porto un’altra testimonianza: Marianna, una terapista del movimento attiva nella zona di Pavia, ci[...]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ilposturologico.com/2024/10/07/lavorare-sulla-respirazione-ecco-perche-il-metodo-guillarme-funziona/">Lavorare sulla respirazione: ecco perché il Metodo Guillarme funziona</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://ilposturologico.com">Andrea Meneguzzo</a>.</p>
]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Molto spesso si sottovaluta l’effetto e i benefici che la respirazione può avere sul nostro corpo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il </span><b>Metodo Guillarme</b><span style="font-weight: 400;"> aiuta a comprendere tali benefici: questo protocollo respiratorio, infatti, permette di ripristinare la sinergia naturale tra addominali, diaframma e perineo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Oggi ti porto un’altra testimonianza: Marianna, una terapista del movimento attiva nella zona di Pavia, ci spiega come questo approccio abbia generato una varietà di sensazioni positive durante il trattamento.</span></p>
<h2><span style="font-weight: 400;">Metodo Guillarme: la testimonianza di Marianna Seveso</span></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Come spesso mi consiglia una cara amica, ogni tanto arriva il momento di “mettere a terra” momenti, periodi ed esperienze. Dopo circa due anni di pratica con il Metodo Guillarme, eccomi qui a ripensare, più che alle situazioni, alle persone che hanno deciso, affidandosi, di praticare il Metodo con costanza e consapevolezza.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sono le loro parole che di volta in volta mi incentivano nel continuare a proporre con forza il “soffio” come sostegno all’attività motoria, per il completamento del benessere psico-fisico.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Proprio oggi durante la prima ora di lezione, Marina mi dice: Marianna, racconta il mio caso come esempio del beneficio del “soffio”. Mi avrà letto nel pensiero.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Circa un anno fa, durante i mesi estivi le si presenta un dolore all’anca, a cui seguono visite ed accertamenti con diagnosi di sospetta coxalgia. Il 4 settembre 2023, le viene consigliato un ciclo di fisioterapia dal quale non ottiene il beneficio previsto e mi chiede di riprendere l’attività motoria in studio.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">È dal 2015 che ci conosciamo ed oltre ad eseguire esercizi che potremmo sintetizzare dentro ed intorno al pilates, ci siamo dedicate alla tematica della respirazione: la coordinazione con il movimento, le diverse sequenze respiratorie, la relazione con la gravità, il gesto respiratorio con i differenti reclutamenti muscolari, attenzione nella relazione tra diaframma addominali colonna e perineo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">A tutto ciò, mancava un costante e profondo cambiamento, era arrivato il momento di dedicarsi quotidianamente al soffio.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Quando due anni fa ho avuto la fortuna di incontrare sul mio cammino il Metodo Guillarme, grazie ad Andrea, fin da subito ho sentito il potenziale di espirare nella fisioflow e come non ero riuscita, attraverso altre tecniche respiratorie, ad ottenere con semplicità una respirazione efficiente che mettesse in perfetta sinergia la competenza addomino diaframmatica perineale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Consigliai a Marina di dedicarsi ogni giorno alla pratica del metodo abbinata ad alcuni esercizi di rilascio, mobilità, rinforzo ed allungamento assimilati in questi anni, e dopo solo un mese mi arrivò questo messaggio: “Da una settimana sono tornata a camminare come prima”.</span></p>
<h2><span style="font-weight: 400;">Gli effetti del Metodo Guillarme</span></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Ho un piccolo libretto in studio dove appunto le frasi dedicate ai benefici del soffio di chi lo sta praticando con costanza ed è sorprendente leggere la </span><b>varietà delle sensazioni</b><span style="font-weight: 400;">:</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">&#8211; Mi sento, e si vede, più dritta ed alta;</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">&#8211; Maggiore ampiezza vocale;</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">&#8211; Il respiro è più leggero e profondo;</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">&#8211; Ho risolto, senza dover fare esercizi addominali, la mia costipazione;</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">&#8211; Sento l’addome più leggero e la zona lombare più libera;</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">&#8211; Il reflusso è scomparso;</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">&#8211; Il soffio mi ha liberato dai brutti pensieri e rilassato al schiena;</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">&#8211; Il mio pavimento pelvico è decisamente migliorato;</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">&#8211; Pensavo fosse più difficile applicarsi alla respirazione, invece seguendo passo dopo passo l’appMG, coordinare il respiro è diventato facile;</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">&#8211; Soffio come prevenzione;</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">&#8211; Decisamente minor tensione cervicale;</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">&#8211; Mi sento più calma;</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">&#8211; Si rilassa il diaframma che generalmente sento bloccato;</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">&#8211; Il soffio mi ha sostenuto la schiena…lo porto sempre con me.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Potrei parlarvi di ognuno di loro, ma credo che in queste semplici frasi sia racchiusa l’intensità e la risolutezza del loro percorso. Si rimane sorpresi di come la respirazione crei così differenti benefici, ma basta soffermarsi ad osservare dove è collocato anatomicamente il diaframma respiratorio, da cosa è attraversato, chi lo utilizza come sostegno e chi risente del suo movimento, pensare ai sistemi fisiologici che si intersecano con la respirazione e il meccanismo autonomo che regola il nostro respiro… ecco che una fisiologica respirazione entra a più livelli.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">A novembre 2022 ho concluso il master all’università di Bologna con uno studio sull’efficacia del Metodo Guillarme come terapia complementare al protocollo propriocettivo per il trattamento della SDP (Sindrome da Deficit Propriocettivo). </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel progetto sono state selezionate 18 persone, le quali presentavano incompetenza addominale e/o diaframmatica associata a disturbi posturologici. Oltre alla seduta in studio è stato chiesto di eseguire la respirazione MG ogni giorno per 10 minuti per un tempo di 4 settimane. Durante questo mese abbiamo riscontrato un miglioramento del tono posturale oltre ai benefici precedentemente indicati. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’anno successivo ho avuto la fortuna di collaborare con la Dott.ssa Ferrari, ortottista, frequentate anche lei il master sulla propriocezione, con tesi sperimentale sull’efficacia del metodo MG tramite il canale visivo. Da terapista visiva ha potuto riscontrare in alcun casi un miglioramento della funzionalità e del benessere oculare, associate ad un miglior tono muscolare generale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">È da poco ripresa l’attività in studio, le persone rioccupano il loro spazio e momento motorio, dal pilates ai piccoli attrezzi per migliorare la propria percezione motoria, e il Metodo Guillarme sarà nuovamente con noi. Qualcuno racconta che durante l’estate è riuscito a soffiare con maggiore regolarità, qualcun altro sente il bisogno di rivederlo insieme, sicuramente per tutti si riprenderà il momento “soffio”: una volta al mese, un momento della lezione sarà dedicato al MG.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Da terapista del movimento non ho dubbi, in studio si parte dal “soffio”, perché poter integrare il metodo MG crea una base solida per ogni tipo di percorso rivolto al benessere della persona.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il Metodo Guillarme è una tecnica respiratoria su base scientifica; è stato da uno studio ventennale attraverso il movimento dei flussi pressori utilizzando strumentazione biomedica, che sono arrivati a sviluppare la forma della fisioflow per permettere ad ognuno di noi di ripristinare la fisiologica respirazione.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Come dice Susanna, mia figlia… Soffia fidati!</span></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ilposturologico.com/2024/10/07/lavorare-sulla-respirazione-ecco-perche-il-metodo-guillarme-funziona/">Lavorare sulla respirazione: ecco perché il Metodo Guillarme funziona</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://ilposturologico.com">Andrea Meneguzzo</a>.</p>
]]></content:encoded>
										</item>
		<item>
		<title>I benefici del Metodo Guillarme: la testimonianza di Michela</title>
		<link>https://ilposturologico.com/2024/09/27/i-benefici-del-metodo-guillarme-la-testimonianza-di-michela/</link>
				<pubDate>Fri, 27 Sep 2024 09:24:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Meneguzzo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Metodologia]]></category>
		<category><![CDATA[Respirazione]]></category>
		<category><![CDATA[metodo guillarme]]></category>
		<category><![CDATA[respirazione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://ilposturologico.com/?p=1446</guid>
				<description><![CDATA[<p>Non è un mistero che il Metodo Guillarme abbia segnato un punto di svolta nella mia vita professionale. Questo approccio ha un impatto concreto sulla vita di molte persone, quindi per me è una grande soddisfazione aiutare a farlo conoscere a un bacino di professionisti sanitari sempre più ampio. In vista della nuova edizione del[...]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ilposturologico.com/2024/09/27/i-benefici-del-metodo-guillarme-la-testimonianza-di-michela/">I benefici del Metodo Guillarme: la testimonianza di Michela</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://ilposturologico.com">Andrea Meneguzzo</a>.</p>
]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Non è un mistero che il </span><b>Metodo Guillarme</b><span style="font-weight: 400;"> abbia segnato un punto di svolta nella mia vita professionale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Questo approccio ha un </span><b>impatto concreto sulla vita di molte persone</b><span style="font-weight: 400;">, quindi per me è una grande soddisfazione aiutare a farlo conoscere a un bacino di professionisti sanitari sempre più ampio.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In vista della nuova edizione del </span><a href="https://ilposturologico.com/corso-respirazione-metodo-guillarme/"><span style="font-weight: 400;">Corso Metodo Guillarme</span></a><span style="font-weight: 400;">, voglio portarti la testimonianza di Michela, fisioterapista e chinesiologa che ha partecipato a una delle precedenti edizioni e che ha avuto modo di sperimentare i benefici del metodo.</span></p>
<h3><span style="font-weight: 400;">La testimonianza di Michela</span></h3>
<p><span style="font-weight: 400;">Ciao, mi chiamo Michela Meggiato e sono una Fisioterapista e una Chinesiologa che lavora nelle province di Verona e Vicenza.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La mia formazione e il mio percorso partono proprio da questa specialità, la chinesiologia: ho iniziato a lavorare con il movimento e a capire quanto le persone stiano bene quando fanno attività fisica.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Noi esseri umani siamo animali in movimento, muoverci ci fa stare bene, anche se ormai passiamo molto tempo seduti, immobili. E l’immobilità genera problemi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’idea di trovare un approccio di movimento adattabile alle varie persone, ciascuno con le proprie problematiche, mi ha portata a frequentare il master in posturologia: attività percettivo sensoriale, motoria e cognitiva presso l’Università di Bologna.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Grazie alla mia tesi, il ruolo della respirazione nella ripresa motoria nelle donne post-parto, mi sono avvicinata a un mondo nuovo, quello del pavimento pelvico. Con queste donne sane ho applicato per la prima volta la </span><b>Methode Guillarme</b><span style="font-weight: 400;">, un protocollo di respirazione guidata, per aiutare a prendere coscienza del proprio corpo e del proprio respiro, per rimettersi in movimento dopo un evento importante, e a volte impattante, come il parto.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Questo mondo mi ha avvolta e mi sono resa conto che c’era molto di più.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ho deciso di approcciarmi anche alla formazione sanitaria, e ad oggi sono una Fisioterapista e Chinesiologa che si occupa di riabilitare e rieducare le persone con disfunzioni dell’area pelvica e addominale, come ad esempio donne che soffrono di incontinenza, prolasso, uomini che sviluppano incontinenza a seguito di interventi alla prostata, persone con dolore pelvico cronico, persone con difficoltà nei rapporti sessuali, persone con problematiche della zona retto-anale.</span></p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-1430" src="https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2024/09/369907546_801563315090645_5258203990287849559_n-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" srcset="https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2024/09/369907546_801563315090645_5258203990287849559_n-225x300.jpg 225w, https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2024/09/369907546_801563315090645_5258203990287849559_n.jpg 600w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /></p>
<h3><span style="font-weight: 400;">L’esperienza di Michela con il Metodo Guillarme</span></h3>
<p><span style="font-weight: 400;">Nella mia quotidianità lavorativa, ma anche personale, </span><b>la Methode Guillarme rappresenta un validissimo strumento di lavoro e aiuto</b><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ho frequentato il corso per imparare a utilizzare il metodo con Andrea Meneguzzo, uno dei docenti del Master di Bologna, con la partecipazione del responsabile scientifico, Elie Guillarme. Fin da subito si è rivelato uno strumento semplice ed efficace, gestibile da moltissimi pazienti come base di lavoro per l’eliminazione dei propri sintomi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La Methode Guillarme prevede l’utilizzo di una cannuccia e di un’applicazione sul proprio telefono. Questo approccio può essere </span><b>facilmente integrato</b><span style="font-weight: 400;"> all’interno del progetto terapeutico fisioterapico individualizzato.</span></p>
<h3><span style="font-weight: 400;">Metodo Guillarme: un esempio</span></h3>
<p><span style="font-weight: 400;">Facciamo un </span><b>esempio pratico</b><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il signor P., uomo sano di 60 anni, impiegato e giocatore di tennis, ha eseguito un intervento di prostatectomia radicale robot assistita con nerve sparing nel settembre del 2023 per un adenocarcinoma prostatico. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ha scoperto del tumore per caso, facendo analisi del sangue di routine. Il PSA era più alto del solito e quindi ha iniziato delle indagini urologiche che lo hanno portato a dover fare un intervento entro pochi mesi dalla scoperta. L’intervento è andato bene e anche il decorso e gli esami post-operatori sono buoni. Il paziente viene dimesso con l’indicazione di eseguire il controllo di routine dopo 3 mesi. Informato del fatto che a seguito dell’intervento potrà sviluppare incontinenza urinaria e perdita dell’erezione temporaneamente, il signor P. si informa se può fare qualche esercizio specifico per accelerare il recupero.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tolto il catetere e persi i punti, infatti, si rende conto che le perdite di urina sono peggiori del previsto e che ogni volta che cambia posizione, che starnutisce, che tossisce o alza pesi perde pipì e deve utilizzare delle mutande assorbenti. A causa dell’immobilità, del cambio di dieta, dell’anestesia e dei farmaci comincia anche a sviluppare stitichezza e a non riuscire a scaricarsi bene. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La gestione quotidiana è difficile, il signor P. deve cambiarsi molto spesso anche i vestiti e le lenzuola, oltre al fatto che ha paura ad uscire, ad andare in ufficio e a frequentare gli amici per l’imbarazzo di trovarsi bagnato. Di giocare a tennis non se ne parla e neanche i rapporti sessuali con la moglie vanno bene, perché il signor P. ha perso completamente l’erezione.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La sua qualità di vita è compromessa e il signor P. comincia ad essere depresso e sfiduciato di riuscire a ritornare come prima dell’intervento. Siamo quindi di fronte a una problematica funzionale, nonostante dal punto di vista organico tutto sia andato per il meglio. Ecco, quindi, che il Signor P. si rivolge a me, su consiglio del suo urologo, per eseguire una valutazione fisioterapica del pavimento pelvico e ristabilire la funzione perduta, quella della continenza.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Dalla valutazione emerge che il paziente ha una buona attività muscolare e che la sua contrazione pelvica è efficace, ma che non controlla bene l’aumento di pressione intra-addominale. Il paziente spinge verso il pavimento pelvico quando tossisce, starnutisce e solleva pesi. Diaframma toracico e pavimento pelvico non stanno comunicando bene, anche a causa delle spinte che il paziente fa quando deve scaricare le feci da quando è stitico.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Al Signor P. vengono insegnati i giusti comportamenti da adottare quando deve mingere, idratarsi e scaricare le feci, gli viene spiegato come trattare le cicatrici, viene fatto un lavoro di presa di coscienza sulla muscolatura pelvica e addominale, ma il vero punto di svolta è dato dal lavoro fatto con la Methode Guillarme.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Al paziente viene consegnata la pipetta e gli viene insegnato a respirare. Grazie al feedback visivo e uditivo dell’applicazione impara come muovere il torace, il bacino e il pavimento pelvico e a replicare i movimenti nelle varie situazioni della vita quotidiana, prima consapevolmente e poi in automatismo. Con il supporto dell’urologo si ristabilisce anche la funzione sessuale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Con il passare dei mesi, le sedute di fisioterapia diventano sempre più sporadiche, il signor P. è autonomo nei suoi esercizi e in 6 mesi ha ripreso perfettamente la continenza, una buona funzionalità intestinale e sta riprendendo l’erezione. Ha ripreso il lavoro efficacemente e anche il tennis. Non ha più imbarazzo a uscire con gli amici e ha eliminato le mutande assorbenti, la sua qualità di vita è tornata quella di prima.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Spiegare come direzionare l’aumento di pressione addominale nelle attività della vita quotidiana non è facile, grazie alla Methode Guillarme</span><b> si semplifica questo apprendimento</b><span style="font-weight: 400;">. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sia per il paziente che per il terapista rappresenta un </span><b>validissimo aiuto</b><span style="font-weight: 400;">, riportando il paziente facilmente alla propria qualità di vita.</span></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ilposturologico.com/2024/09/27/i-benefici-del-metodo-guillarme-la-testimonianza-di-michela/">I benefici del Metodo Guillarme: la testimonianza di Michela</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://ilposturologico.com">Andrea Meneguzzo</a>.</p>
]]></content:encoded>
										</item>
		<item>
		<title>Migliorare la Sensibilità delle Cicatrici da Taglio Cesareo: Il Mio Approccio</title>
		<link>https://ilposturologico.com/2023/10/17/migliorare-la-sensibilita-delle-cicatrici-da-taglio-cesareo-il-mio-approccio/</link>
				<pubDate>Tue, 17 Oct 2023 10:31:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Meneguzzo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Metodologia]]></category>
		<category><![CDATA[Respirazione]]></category>
		<category><![CDATA[cicatrici]]></category>
		<category><![CDATA[metodo guillarme]]></category>
		<category><![CDATA[taglio cesareo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://ilposturologico.com/?p=1354</guid>
				<description><![CDATA[<p>Il trattamento delle cicatrici da taglio cesareo è un processo che richiede attenzione speciale e un approccio mirato. Quando affronto queste cicatrici, tengo sempre presente l&#8217;aspetto sensoriale, considerando la cicatrice come una sorta di &#8220;toppa&#8221; sulla pelle, priva delle caratteristiche normali. È importante spiegare ai pazienti con cicatrici il concetto di &#8220;normosensibilità&#8220;, che si riferisce[...]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ilposturologico.com/2023/10/17/migliorare-la-sensibilita-delle-cicatrici-da-taglio-cesareo-il-mio-approccio/">Migliorare la Sensibilità delle Cicatrici da Taglio Cesareo: Il Mio Approccio</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://ilposturologico.com">Andrea Meneguzzo</a>.</p>
]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Il <strong>trattamento delle cicatrici da taglio cesareo</strong> è un processo che richiede attenzione speciale e un <strong>approccio mirato</strong>. Quando affronto queste cicatrici, tengo sempre presente l&#8217;<strong>aspetto sensoriale</strong>, considerando la cicatrice come una sorta di &#8220;toppa&#8221; sulla pelle, priva delle caratteristiche normali. È importante spiegare ai pazienti con cicatrici il concetto di &#8220;<strong>normosensibilità</strong>&#8220;, che si riferisce alla sensazione normale che avvertiamo sulla pelle quando qualcuno ci tocca. Dopo un intervento chirurgico, questa sensazione può variare, mostrando segni di iposensibilità o ipersensibilità.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il mio obiettivo terapeutico principale è quello di stimolare la cicatrice in modo appropriato per ripristinarne la sensibilità locale e, di conseguenza, migliorare la percezione delle sensazioni somatiche. Nel corso degli anni ho esplorato diverse modalità di trattamento ma, ad oggi, preferisco utilizzare la <strong>vibrazione meccanica</strong> come trattamento elettivo del tessuto cicatriziale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Questo processo contribuisce a ripristinare la normale sensibilità della pelle aiutando le pazienti a recuperare la percezione del loro corpo e riducendo l&#8217;ipo o ipersensibilità che si verifica dopo il taglio cesareo. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In abbinata alla vibrazione meccanica segue un programma di <strong>educazione respiratoria</strong> utilizzando il <strong>Metodo Guillarme</strong>. È noto che gli interventi chirurgici addominali compromettono il normale meccanismo di respirazione. Il Metodo Guillarme offre un&#8217;ottima soluzione, aiutando i pazienti a riacquistare un respiro sano e corretto, che è fondamentale per il recupero e il benessere post-operatorio.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Vorrei evidenziare l&#8217;importanza di includere il trattamento manuale, soprattutto nei primi mesi dopo l&#8217;intervento chirurgico, per migliorare l&#8217;elasticità dei tessuti cicatriziali.</span></p>
<h2>La Vascolarizzazione e l&#8217;Ossigenazione Locale</h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Un trattamento manuale adeguato della cicatrice è essenziale per migliorare la vascolarizzazione e l&#8217;ossigenazione dei tessuti circostanti. Dopo un taglio cesareo, la cicatrice può diventare rigida e poco elastica. Questo può portare a problemi come dolore persistente, disfunzione muscolare e una sensazione di &#8220;tiraggio&#8221; nella zona cicatriziale. Inoltre, una scarsa elasticità può influire negativamente sull&#8217;aspetto estetico della cicatrice stessa.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il trattamento manuale mira a rompere le aderenze cicatriziali e a stimolare il flusso sanguigno locale. Questo processo aumenta l&#8217;apporto di ossigeno ai tessuti, accelerando la guarigione e promuovendo la formazione di nuove cellule. Inoltre, il massaggio sulla cicatrice può contribuire a ridurre il rischio di complicazioni come l&#8217;ipertrofia cicatriziale o la formazione di cheloidi, contribuendo così a migliorare l&#8217;aspetto estetico.</span></p>
<h2>Un Approccio Personalizzato</h2>
<p><span style="font-weight: 400;">È fondamentale che i terapisti si occupino del trattamento delle cicatrici da taglio cesareo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"> Ogni paziente è unico e le esigenze variano. Un terapista esperto valuterà attentamente il paziente e la sua cicatrice, tenendo conto di fattori come la posizione della cicatrice, la tensione dei tessuti circostanti e la storia medica del paziente.</span></p>
<h2>Un Messaggio per i Potenziali Terapisti</h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Per i terapisti che desiderano specializzarsi nel trattamento delle cicatrici da taglio cesareo (ma vale per tutte le cicatrici che entrano in conflitto con il territorio percettivo &#8211; può sembrare paradossale ma spesso sono proprio le cicatrici fatte per interventi estetici ad essere particolarmente tossiche), è importante sottolineare che questa è un&#8217;<strong>area di competenza altamente richiesta</strong>. Molte donne che hanno subito un taglio cesareo cercano trattamenti che possano migliorare il comfort e l&#8217;aspetto delle loro cicatrici.  Un approccio terapeutico ben studiato e mirato può fare una differenza significativa nella vita di queste donne.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un consiglio importante per i terapisti è quello di <strong>continuare ad aggiornarsi</strong> per apprendere le tecniche più recenti nel trattamento delle cicatrici. L&#8217;esperienza e la formazione costante sono fondamentali per fornire il miglior trattamento possibile ai pazienti.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In conclusione, il trattamento delle cicatrici da taglio cesareo richiede un approccio multidimensionale. Il ripristino della sensibilità e la correzione della percezione del corpo sono fondamentali per il benessere dei pazienti. La vibrazione meccanica, in combinazione con l&#8217;educazione respiratoria secondo il Metodo Guillarme, rappresenta un approccio efficace e completo per il trattamento di queste cicatrici. A tutto ciò, soprattutto nei primi mesi successivi all’intervento, va aggiunto il trattamento manuale delle cicatrici da taglio cesareo, aspetto spesso trascurato ma di vitale importanza per la salute e il benessere delle pazienti. I terapisti che si specializzano in questo campo svolgono un ruolo fondamentale per migliorare la vita delle donne che hanno affrontato un taglio cesareo, contribuendo a ripristinare l&#8217;elasticità tessutale, la funzionalità e l&#8217;aspetto delle cicatrici.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">È importante ricordare che ogni paziente è unico ed il trattamento dovrebbe essere personalizzato per soddisfare le sue esigenze specifiche.</span></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ilposturologico.com/2023/10/17/migliorare-la-sensibilita-delle-cicatrici-da-taglio-cesareo-il-mio-approccio/">Migliorare la Sensibilità delle Cicatrici da Taglio Cesareo: Il Mio Approccio</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://ilposturologico.com">Andrea Meneguzzo</a>.</p>
]]></content:encoded>
										</item>
		<item>
		<title>Alla scoperta del sesto senso: ecco cos&#8217;è la propriocezione</title>
		<link>https://ilposturologico.com/2022/10/18/cosa-e-la-propriocezione/</link>
				<pubDate>Tue, 18 Oct 2022 09:30:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Meneguzzo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Metodologia]]></category>
		<category><![CDATA[Posturologia]]></category>
		<category><![CDATA[propriocettori]]></category>
		<category><![CDATA[propriocezione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://ilposturologico.com/?p=1127</guid>
				<description><![CDATA[<p>Oggi tratteggiamo la descrizione di concetto che mi ha cambiato la vita professionale ed ogni mio tipo di approccio terapeutico: parliamo di Propriocezione.    Il mio rapporto con la Propriocezione Nei primi anni della mia carriera da terapista cercavo di utilizzare a favore dei miei pazienti quello che di buono avevo “provato” da atleta. Di[...]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ilposturologico.com/2022/10/18/cosa-e-la-propriocezione/">Alla scoperta del sesto senso: ecco cos&#8217;è la propriocezione</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://ilposturologico.com">Andrea Meneguzzo</a>.</p>
]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Oggi tratteggiamo la descrizione di concetto che mi ha cambiato la vita professionale ed ogni mio tipo di approccio terapeutico: parliamo di <strong>Propriocezione. </strong> <i> </i><br />
</span></p>
<h2><span style="font-weight: 400;">Il mio rapporto con la Propriocezione<br />
</span></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Nei primi anni della mia carriera da terapista cercavo di utilizzare a favore dei miei pazienti quello che di buono avevo “provato” da atleta.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Di fatto, ho sempre usato la</span><b> forza meccanica</b><span style="font-weight: 400;"> (forte pressione delle dita sui tessuti) per trattare la sintomatologia del paziente; poi, venendo a conoscere la </span><b>Propriocezione</b><span style="font-weight: 400;">, ho imparato ad utilizzare una nuova </span><b>modalità di dialogo terapista/paziente.</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In passato cercavo sempre di lavorare direttamente su un tessuto per avere una risposta in modo diretto; oggi invece, posso utilizzare la mia mano per lanciare un messaggio che, grazie ai </span><b>recettori meccanici</b><span style="font-weight: 400;"> della pelle, arriva fino alla </span><b>cabina di regia </b><span style="font-weight: 400;">(una parte del cervello), la obbliga a compiere un processo e a rimandare in periferia le nuove informazioni sotto forma di tensione muscolare.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Con che modalità si può trattare un paziente, oggi, da terapista, conoscendo la </span><b>propriocezione</b><span style="font-weight: 400;">? Io personalmente sfrutto molto la sensibilità della pelle, utilizzando tocchi molto leggeri ma che ben vanno a mettersi in contatto con la</span><b> parte percettiva</b><span style="font-weight: 400;">, con quella che è la somatorappresentazione.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Capire questa cosa mi ha permesso di </span><b>vedere anche altre metodologie con occhio diverso,</b><span style="font-weight: 400;"> potendo testare e verificare che tipo di risposta ottengo all’interno del protocollo  percezione-azione.</span></p>
<h2><span style="font-weight: 400;">Cos&#8217;è la Propriocezione</span></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Ogni sistema sensoriale   si è evoluto per “captare” un’informazione specifica di energia. Ogni organo di senso contiene delle cellule specializzate, chiamate </span><b>recettori</b><span style="font-weight: 400;">, che hanno la funzione di convertire l’energia fisica in energia nervosa. Nell’uomo esistono recettori per ognuno dei 5 sensi: per il </span><b>gusto</b><span style="font-weight: 400;">, per l’</span><b>olfatto</b><span style="font-weight: 400;">, per il </span><b>tatto</b><span style="font-weight: 400;">, per l’</span><b>udito</b><span style="font-weight: 400;"> e per la </span><b>vista</b><span style="font-weight: 400;">. </span></p>
<p><b>Ogni “canale sensoriale”, quindi, ha un recettore specifico che risponde a stimoli esterni che sono convertiti in energia nervosa.</b></p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">il canale visivo ha come recettore specifico la retina che converte il segnale luminoso in segnale nervoso</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">l’udito ha come recettore specifico la coclea che traduce il suono</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">l’olfatto tratta i segnali chimici passanti per le fosse nasali</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">il gusto, grazie alle papille gustative, processa segnali chimici</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">infine sono i meccanocettori e i termocettori che permettono al tatto di trasformare la pressione, la tensione e la temperatura in segnali nervosi.</span></li>
</ul>
<p><span style="font-weight: 400;">Quindi, la sensazione si riferisce al rilevamento e al trasporto di informazioni sensoriali al cervello, trattando l’esperienza sensoriale propria indotta dallo stimolo.</span></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1130" src="https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2022/10/propriocettori.jpg" alt="" width="1000" height="667" srcset="https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2022/10/propriocettori.jpg 1000w, https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2022/10/propriocettori-300x200.jpg 300w, https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2022/10/propriocettori-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Stiamo parlando di entrate sensoriali specifiche che trattano una “singola” sensazione.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma </span><b>esiste in natura un senso che non è specifico come i più noti 5 e che non tratta un solo tipo di stimolo</b><span style="font-weight: 400;">. Parliamo di </span><b>una vera e propria mappa recettoriale</b><span style="font-weight: 400;"> messa a disposizione del cervello, con la possibilità di svolgere più compiti contemporaneamente: la </span><b>propriocezione</b><span style="font-weight: 400;">. L’unico vero senso diffuso che abbiamo a disposizione!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“La propriocezione, il senso che dà senso agli altri sensi. “(cit. J.P.Roll)</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-weight: 400;">  </span></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ilposturologico.com/2022/10/18/cosa-e-la-propriocezione/">Alla scoperta del sesto senso: ecco cos&#8217;è la propriocezione</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://ilposturologico.com">Andrea Meneguzzo</a>.</p>
]]></content:encoded>
										</item>
		<item>
		<title>Infortuni da Padel, il nuovo calcetto</title>
		<link>https://ilposturologico.com/2022/10/13/infortuni-padel/</link>
				<pubDate>Thu, 13 Oct 2022 08:37:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Meneguzzo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Esercizi]]></category>
		<category><![CDATA[Metodologia]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo sportivo]]></category>
		<category><![CDATA[fisioterapia padel]]></category>
		<category><![CDATA[padel allenamento]]></category>
		<category><![CDATA[padel esercizi]]></category>
		<category><![CDATA[padel infortuni]]></category>
		<category><![CDATA[padel infortunio]]></category>
		<category><![CDATA[padel riscaldamento]]></category>
		<category><![CDATA[terapisti padel]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://ilposturologico.com/?p=1119</guid>
				<description><![CDATA[<p>Quello che sta succedendo in questo momento storico mi ricorda gli inizi del mio lavoro, quando quotidianamente arrivavano in studio una o più chiamate da parte dei frequentatori dei campi di calcetto. In quegli anni ho visto infortuni pazzeschi, il più delle volte generati dalla modalità comune di affrontare l’ora con gli amici: mancanza totale[...]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ilposturologico.com/2022/10/13/infortuni-padel/">Infortuni da Padel, il nuovo calcetto</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://ilposturologico.com">Andrea Meneguzzo</a>.</p>
]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Quello che sta succedendo in questo momento storico mi ricorda gli inizi del mio lavoro, quando quotidianamente arrivavano in studio una o più chiamate da parte dei frequentatori dei campi di calcetto.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In quegli anni ho visto infortuni pazzeschi, il più delle volte generati dalla modalità comune di affrontare l’ora con gli amici: mancanza totale di<strong> riscaldamento/defaticamento e preparazione fisica</strong> durante l’anno, poca o addirittura nulla attenzione all&#8217;attrezzatura usata… “Ho visto scarpe che voi umani”&#8230;</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sono stati anni d’oro per incamerare esperienza e per mettere in pratica alcuni tipi di trattamenti che prima avevo visto solo sui libri, questo perché avevo la possibilità di accedere a tantissimo ‘materiale umano’ con ogni tipo di traumatismo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il <strong>Padel</strong> ora sta riproponendo lo stesso fenomeno: sport facile, divertente, super-accessibile. </span><span id="more-1119"></span></p>
<p><img class="alignnone wp-image-1121 size-full" src="https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2022/10/padel-allenamento.jpg" alt="" width="1000" height="667" srcset="https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2022/10/padel-allenamento.jpg 1000w, https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2022/10/padel-allenamento-300x200.jpg 300w, https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2022/10/padel-allenamento-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<h2>Padel: grande facilità di infortunio</h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Chi si avvicina al <strong>Padel</strong>, il più delle volte, lo fa con leggerezza, senza troppi “sbatti”, come avveniva per il cugino calcetto ma non è cambiata neppure la modalità di affrontare la partita: nessun <strong>riscaldamento</strong>, poca attenzione alla <strong>preparazione fisica</strong> durante l’anno e poca, se non nulla, di <strong>defaticamento</strong> dopo l’allenamento o la partita.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nell’essere un gioco si nasconde un pericolo molto insidioso: la facilità di accesso ti mette nelle condizioni di dare, da subito, il 101% con tutti i rischi che questo può comportare.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In questi mesi ho visto <strong>infortuni</strong>, alcuni assurdi, e la platea è davvero eterogenea: puoi passare dal tennista ex professionista arrivando alla coppia che per la prima volta si affaccia al mondo dello sport.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La considerazione è questa: per chi si occupa di terapia e di movimento potrebbe essere molto interessante posizionarsi in questa nicchia di mercato strutturando un centro per prevenire e curare gli infortuni di questa divertente disciplina.</span></p>
<h2>Padel e <a href="https://ilposturologico.com/2020/12/22/che-cose-la-teoria-propriocettiva/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">propriocezione</a></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Sport e movimento solo un tandem inseparabile e chi conosce bene le regole sul funzionamento e la regolazione della <strong>propriocezione</strong> può diventare di importanza strategica per la moltitudine di amatori che si stanno  affacciando al mondo del <strong>padel</strong>, ma anche un supporto importante per quelle squadre di professionisti che stanno nascendo alla velocità della luce. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per i colleghi terapisti, soprattutto se giovani e non ancora troppo specializzati in qualche tipo di trattamento, possono sicuramente trovare, come lo è stato per me il calcetto tanti anni fa, un perfetto habitat dove fare tanta esperienza ed aiutare tanti appassionati a recuperare dagli infortuni per rientrare nel modo più adeguato possibile al loro amato gioco.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Questa è la considerazione di oggi: <strong>il Padel </strong>è il nuovo calcetto ma, grazie alle conoscenze in ambito <strong>terapia e preparazione</strong> può diventare un mercato veramente interessante per noi specialisti di propriocezione.</span></p>
<p><img class="alignnone wp-image-1120 size-full" src="https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2022/10/padel-fisioterapia.jpg" alt="" width="996" height="1398" srcset="https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2022/10/padel-fisioterapia.jpg 996w, https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2022/10/padel-fisioterapia-214x300.jpg 214w, https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2022/10/padel-fisioterapia-768x1078.jpg 768w, https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2022/10/padel-fisioterapia-730x1024.jpg 730w" sizes="(max-width: 996px) 100vw, 996px" /></p>
<h2>Il padel e le sue competenze propriocettive</h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Vediamo insieme quali sono le caratteristiche principali che interessano a noi quando parliamo di <strong>Padel</strong>: <strong>ambiente piccolo, molti cambi di direzione, molti cambi di ritmo, grande competenza a livello di coordinazione, buona sensibilità oculo-manuale, spazio-temporale e visione periferica operativa</strong>. È richiesta una buona capacità di lavorare con il corpo in disequilibrio (spesso su un piede, su una gamba, ostorti). E poi ricordarsi che in questo sport, la <strong>dominanza crociata</strong> (rapporto braccio con gamba opposta) è di vitale importanza e può diventare fatale non conoscere questo aspetto.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">In definitiva il giocatore di Padel è un perfetto esempio di atleta/problem solving. </span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"><strong>Sia l’iperallenato che l’ipoallenato corrono diversi rischi</strong> nell’approcciarsi al <strong>Padel</strong>, con una grande facilità di <strong>infortunio</strong> se la partita viene approcciata in maniera superficiale. Se normalmente siamo abituati a pensare al riscaldamento di spalla, schiena e ginocchia, <strong>nel Padel chi governa il campo del cambio di direzione e il timing sulla palla sono la caviglia ed il piede</strong>. </span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">Ecco un brevissimo quanto utile <strong>esempio di riscaldamento da fare prima di giocare a Padel</strong>: </span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;">&#8211; partire con una semplice circonduzione del piede</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">&#8211; saltelli con le punte in convergenza/divergenza</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">&#8211; qualche piccola andatura e saltello per risensibilizzare la risposta elastica del piede</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span></p>
<p><iframe title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/E74KYea7wuo" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ilposturologico.com/2022/10/13/infortuni-padel/">Infortuni da Padel, il nuovo calcetto</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://ilposturologico.com">Andrea Meneguzzo</a>.</p>
]]></content:encoded>
										</item>
		<item>
		<title>Cervicalgia e Propriocezione: una strategia Posturologica su un caso reale</title>
		<link>https://ilposturologico.com/2022/10/03/cervicalgia-propriocezione/</link>
				<pubDate>Mon, 03 Oct 2022 09:06:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Meneguzzo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Case history]]></category>
		<category><![CDATA[Metodologia]]></category>
		<category><![CDATA[Posturologia]]></category>
		<category><![CDATA[Respirazione]]></category>
		<category><![CDATA[cervicalgia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://ilposturologico.com/?p=1099</guid>
				<description><![CDATA[<p>&#160; L&#8217;altro giorno in studio, al termine di un lunedì davvero sfidante, vedo come ultima paziente Linda, una cara amica di un mio paziente (prima sessione). Una delle peculiarità del mio lavoro è quella di osservare e valutare il paziente in primis sotto un punto di vista globale e solo successivamente, in modo più specifico,[...]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ilposturologico.com/2022/10/03/cervicalgia-propriocezione/">Cervicalgia e Propriocezione: una strategia Posturologica su un caso reale</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://ilposturologico.com">Andrea Meneguzzo</a>.</p>
]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>L&#8217;altro giorno in studio, al termine di un lunedì davvero sfidante, vedo come ultima paziente Linda, una cara amica di un mio paziente (prima sessione).</p>
<p>Una delle peculiarità del mio lavoro è quella di osservare e valutare il paziente in primis <strong>sotto un punto di vista globale</strong> e solo successivamente, in modo più specifico, in base al tipo di sintomi presentato.</p>
<p>Linda si presenta con un grande <strong>disturbo al tratto cervicale</strong>, e lei, in balia dei dolori, ha in mente &#8220;solo quello&#8221;. Gli specialisti che l&#8217;hanno seguita, tra cui un collega che la tratta una volta a settimana, confermano la sua <strong>cervicalgia</strong> e rivolgono i loro sforzi a quella parte del corpo utilizzando un protocollo riabilitativo.</p>
<p>Io mi fido di questi terapisti e, sul tratto cervicale, mi rendo conto che non posso far cose tanto diverse da quelle che fanno loro; quindi mi oriento su una cosa che <strong>solo chi conosce il protocollo Percezione-Azione può fare</strong>. Ed è &#8220;vedere&#8221; Linda <strong>dimenticandosi del suo sintomo</strong>, valutandone tutte le funzioni che i test ci danno la possibilità di fare.</p>
<p>Questo mi è possibile grazie alla conoscenza approfondita della <strong>Propriocezione</strong>, unico senso distribuito in modo diffuso nel nostro corpo.</p>
<p>Il lavoro che vedremo in questo articolo è uno dei più belli e chiari sul come si possa usare (da solo o all&#8217;interno di una strategia) uno <strong>stimolo propriocettivo</strong>, una <strong>vibrazione meccanica.</strong></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il disuso forzato degli arti determina un’interruzione violenta e non voluta del normale funzionamento delle attività sensomotorie, interruzione che causa una </span><b>riorganizzazione del cervello</b><span style="font-weight: 400;"> che il più delle volte è </span><b>disadattiva</b><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<p><span id="more-1099"></span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sono stati effettuati degli studi, coadiuvati dall’utilizzo dello strumento della Risonanza magnetica funzionale (fMRI), per capire se attraverso <strong>movimenti illusori che replichino in qualche modo i movimenti naturali</strong> non più possibili durante l’immobilizzazione, si riesce ad evitare la suddetta riorganizzazione cerebrale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E come sono possibili tali movimenti illusori? </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Attraverso </span><b>trattamenti proprio-tattili</b><span style="font-weight: 400;"> che determinano la percezione di sensazioni cinestesiche simili a quelle provate in condizioni normali.</span></p>
<h2><strong>Lo studio condotto sul trattamento propriocettivo</strong></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">In particolare, lo studio è stato compiuto su 16 volontari sani che per 5 giorni sono stati dotati di protesi che impedivano loro l’uso della mano e delle dita, ma che allo stesso tempo consentivano loro di provare sensazioni cinestesiche e tattili.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Di loro, 8 hanno ricevuto due volte al giorno un trattamento proprio-tattile che determinava una sensazione simile a quella che si prova durante i <strong>movimenti reali generati da </strong></span><b>minivibratori</b><span style="font-weight: 400;"> posizionati sulle dita e sui polsi; i restanti 8 non hanno ricevuto nessun trattamento.</span></p>
<h2><strong>La vibrazione meccanica determina l&#8217;efficacia della riabilitazione     </strong></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Attraverso successiva valutazione con fMRI si è riscontrato che <strong>nei pazienti che avevano ricevuto il trattamento citato la rete sensomotoria era preservata</strong>, mentre nei soggetti che non avevano ricevuto il trattamento la rete sensomotoria risultava sensibilmente alterata.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tale risultato suggerisce che un </span><b>trattamento propriocettivo</b><span style="font-weight: 400;"> durante la fase di immobilizzazione degli arti possa avere un effetto fortemente rilevante <strong>ai fini di una efficace riabilitazione</strong>.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ancora una volta un bellissimo esempio su come un “inganno sensoriale” viene interpretato come reale dal nostro cervello, tutto a vantaggio di un più efficace piano terapeutico e riabilitativo.<br />
</span></p>
<h2><span style="font-weight: 400;"><br />
<strong>Questa cervicalgia da un punto di vista Posturologico</strong></span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Torniamo a Linda e alla sua &#8220;<strong>cervicalgia&#8221;</strong>: alla fine della valutazione abbiamo impostato un lavoro molto semplice.</p>
<ol>
<li>Lavoriamo con degli esercizi per il rilassamento del sistema visivo. Durante la seduta ho avuto modo di testare quanto la sua entrata visiva vada ad influire non solo sulla tensione dei muscoli cervicali, ma di tutta la schiena.</li>
<li>Successivamente, le ho insegnato alcuni esercizi per i piedi utilizzando una semplice pallina da tennis.</li>
<li>Introdotto l&#8217;utilizzo della vibrazione meccanica (sfruttando gli stessi principi contenuti nello studio) per riqualificare la sensibilità di una vecchia cicatrice per un intervento al basso ventre, cosa che ha modificato da subito la tensione dei muscoli cervicali.</li>
<li>Le ho consigliato quindici minuti di attività motoria aspecifica, e qui le ho suggerito di chiedere aiuto ad un trainer che a Vicenza lavora molto bene (ricordandoci di essere multidisciplinari).</li>
<li>Le ho consigliato di contattare uno specialista che ci dia una mano a risolvere il problema di stitichezza che ha da oltre 20 anni.  Per darle una mano da questo punto di vista, abbiamo iniziato anche a lavorare sulla <a href="https://ilposturologico.com/corso-respirazione-metodo-guillarme/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">respirazione</a> (Metodo Guillarme), dal quale otterrà immediatamente grande benefici e che potrebbe ridarle nel lungo periodo delle funzioni da anni dimenticate.</li>
</ol>
<p>Durante tutta la durata della seduta <strong>non le ho MAI toccato il collo</strong>. Ricordo che <strong>un&#8217;illusione sensoriale è una verità assoluta per il cervello,</strong> quindi conto di liberare quel distretto usando uno stimolo che mi normalizzi la tensione dei muscoli.</p>
<p>Tra tre settimane la rivedo e se lei è stata brava a far tutto sono sicuro che della sua <strong>cervicalgia</strong> ce ne siamo dimenticati tutti e due (sintomo) e iniziamo a prenderci davvero cura di Linda.</p>
<hr />
<h4>Lo studio citato:</h4>
<p>R. Roll, A. Kavounoudias, F. Albert, R. Legré, A. Gay, B. Fabre, J.P. Roll,<br />
<a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/22584228/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Illusory movements prevent cortical disruption caused by immobilization</em></a><br />
NeuroImage,<br />
Volume 62, Issue 1,<br />
2012,<br />
Pages 510-519,<br />
ISSN 1053-8119</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ilposturologico.com/2022/10/03/cervicalgia-propriocezione/">Cervicalgia e Propriocezione: una strategia Posturologica su un caso reale</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://ilposturologico.com">Andrea Meneguzzo</a>.</p>
]]></content:encoded>
										</item>
		<item>
		<title>Tre consigli per terapisti che vogliono apprendere nuove metodologie di lavoro</title>
		<link>https://ilposturologico.com/2022/09/16/tre-consigli-per-terapisti/</link>
				<pubDate>Fri, 16 Sep 2022 15:28:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Meneguzzo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Corsi]]></category>
		<category><![CDATA[Metodologia]]></category>
		<category><![CDATA[Posturologia]]></category>
		<category><![CDATA[formazione]]></category>
		<category><![CDATA[posturologia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://ilposturologico.com/?p=1052</guid>
				<description><![CDATA[<p>Come docente, mi devo continuamente interrogare se io stia trasmettendo al meglio le informazioni che voglio passare. E cerco di impegnarmi più che posso, anno dopo anno, esperienza dopo esperienza. Continuo ad accorgermi come non sia sufficiente preparare gli allievi ad un upgrade della propria professione, costruendo solo una solida base teorica e pratica: bisogna[...]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ilposturologico.com/2022/09/16/tre-consigli-per-terapisti/">Tre consigli per terapisti che vogliono apprendere nuove metodologie di lavoro</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://ilposturologico.com">Andrea Meneguzzo</a>.</p>
]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>Come docente, mi devo continuamente interrogare se io stia trasmettendo al meglio le informazioni che voglio passare. E cerco di impegnarmi più che posso, anno dopo anno, esperienza dopo esperienza. Continuo ad accorgermi come <strong>non sia sufficiente preparare gli allievi ad un upgrade della propria professione</strong>, costruendo solo una solida base teorica e pratica: bisogna davvero scardinare alcuni <strong>preconcetti mentali limitati e limitanti</strong>.</p>
<p>In questo articolo volevo ragionare su un aspetto che riscontro spesso nel <strong>rapporto docente-tirocinante</strong>. Questo mio pensiero arriva dopo i tirocini degli ultimi tre mesi nel mio studio, e in questo caso parliamo di <a href="https://ilposturologico.com/2020/02/14/corso-di-posturologia-larte-del-testare/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Posturologia</strong></a>. Come tutti gli anni dal 2013 a questa parte, infatti, nei mesi di luglio, agosto e settembre mi dedico al tirocinio pratico di allievi provenienti dai vari master (Italiani e Stranieri, dell’<a href="https://ilposturologico.com/2019/09/25/perche-frequentare-il-master-in-posturologia/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Università di Bologna</a> o di <a href="https://ilposturologico.com/corso-respirazione-metodo-guillarme/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">corsi privati</a> che tengo in Italia e all’estero, quasi sempre a fianco del <a href="https://ilposturologico.com/2020/11/09/il-dott-alfredo-marino-linventore-della-posturologia-applicata-alla-bocca/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Dott. Alfredo Marino</a>).</p>
<p>La domanda interessante è questa:</p>
<h2><strong>Che cosa si aspetta un tirocinante dal ciclo di formazione o dal metodo che sta imparando?</strong></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Cercherò di esprimermi senza polemica, ma quello che vedo io è che<strong> la maggior parte dei tirocinanti</strong> vorrebbero la <strong>certezza matematica</strong> che quello che stanno facendo li porti ad un <strong>risultato sicuro e garantito</strong>. La sensazione che ho è che desiderano “ottenere una <strong>bacchetta magica</strong>” che permetta di ricevere il paziente, dargli la soluzione senza dover pensare a come strutturare la terapia e infine incassare il denaro.</p>
<p>Le domande che ricevo di continuo, durante il tirocinio, mentre lavoro sui pazienti, sono: è scientifico? Risolve sicuramente il problema? Funziona con tutti? Ed entrano sempre nei casi più specifici e peculiari che siano mai successi portandoli come esempio rappresentativo del tutto.</p>
<p>Questo <strong>modo di pensare,</strong> però, diventa il <strong>primo grande limite</strong> nel momento in cui ci si affaccia ad un nuovo piano di studi e, ancor di più, se l’intenzione del tirocinante è quella di “migliorare” (e quindi bisogna essere disposti a modificare) la <a href="https://ilposturologico.com/2019/11/25/i-4-punti-cardinali-del-posturologo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">propria routine professionale</a>.</p>
<p>Pur vedendo i risultati, evidenti, di altri professionisti, molti tirocinanti (non tutti, per carità) non si sentono in grado di provare una strada “nuova” e abbandonano la possibilità di integrare nuove conoscenze con la solita scusa, cioè, QUELLA METODOLOGIA FUNZIONA PERCHÉ LO FATE VOI.</p>
<p>Ed è proprio questo il punto sulla quale voglio riflettere…</p>
<p>È vero, la <strong>posturologia funziona perché la facciamo “noi” ma non perché più bravi o dotati</strong>. La verità è che decidiamo di avere una <a href="https://ilposturologico.com/2019/05/20/chi-e-il-posturologo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>visione terapeutica</strong></a> che prevede una lettura non ristretta, ma chiara e completa del paziente. Il discorso vale non per noi ma anche per colleghi che insegnano in altri campi, come ad esempio l’osteopatia.</p>
<p>Quindi, tornando al titolo del post, me ne sono uscito con:</p>
<h2 style="text-align: left;"><strong><br />
Alcuni consigli che darei a me stesso se fossi un tirocinante in Posturologia oggi:</strong></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="aligncenter wp-image-1053" src="https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2022/09/pexels-yan-krukov-5793914-683x1024.jpg" alt="" width="450" height="675" srcset="https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2022/09/pexels-yan-krukov-5793914-683x1024.jpg 683w, https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2022/09/pexels-yan-krukov-5793914-200x300.jpg 200w, https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2022/09/pexels-yan-krukov-5793914-768x1152.jpg 768w" sizes="(max-width: 450px) 100vw, 450px" /></p>
<p>1- Il consiglio più utile per un tirocinante: prova a <strong>comprendere davvero su quali basi si fonda la tecnica</strong> che stai apprendendo e inizia a vedere ogni paziente con quelle regole.</p>
<p>2- Impara a guardare il tuo paziente <strong>come se non avesse sintomi</strong>. Esempio: vedo per la prima volta un paziente con un dolore ad una caviglia. Per prima cosa dimenticare il dolore alla caviglia e vedere il paziente secondo le nuove regole.</p>
<p>3- Non cercare “la manipolazione specifica” o “l’esercizio specifico”, bensì ricordati del <strong>principio tecnico di ogni tipo di manipolazione</strong> del metodo (che poi va adattato al paziente).</p>
<p>4 &#8211; (Bonus) Non aver paura di sbagliare! Anche se non conosci ancora la tecnica, <strong>bisogna provare all&#8217;inizio, senza paura</strong>. Ricordati che hai a disposizione dei professionisti proprio per questo, ed io personalmente, desidero con tutto il mio ardore che tu possa apprendere e diffondere al meglio questo <a href="https://ilposturologico.com/2019/11/25/i-4-punti-cardinali-del-posturologo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">protocollo posturologico</a> in cui credo. L&#8217;errore più grande che puoi fare ad un tirocinio è <strong>non provare</strong> perché hai paura di sbagliare.</p>
<p>I prossimi punti sono di approccio &#8220;mentale&#8221;, saranno pubblicati in un prossimo post&#8230;. e ringraziandovi della lettura vi saluto dalla Spagna mentre concludo un ciclo di formazione ad alcuni corsisti.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ilposturologico.com/2022/09/16/tre-consigli-per-terapisti/">Tre consigli per terapisti che vogliono apprendere nuove metodologie di lavoro</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://ilposturologico.com">Andrea Meneguzzo</a>.</p>
]]></content:encoded>
										</item>
		<item>
		<title>Grazie ad una persona speciale: Luc Guillarme</title>
		<link>https://ilposturologico.com/2021/12/24/luc-guillarme-respirazione/</link>
				<pubDate>Fri, 24 Dec 2021 08:23:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Meneguzzo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Corsi]]></category>
		<category><![CDATA[Metodologia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://ilposturologico.com/?p=988</guid>
				<description><![CDATA[<p>Non riesco a trovare le parole giuste perché, quando qualcuno ci lascia, non ci sono mai le parole giuste. Lunedì 20 Dicembre Luc Guillarme ci ha lasciato. Era un amico che ha dedicato la sua intera vita per migliorare la vita altrui. E’ stato un inventore attento e capace, migliorando nel corso degli anni il[...]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ilposturologico.com/2021/12/24/luc-guillarme-respirazione/">Grazie ad una persona speciale: Luc Guillarme</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://ilposturologico.com">Andrea Meneguzzo</a>.</p>
]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>Non riesco a trovare le parole giuste perché, quando qualcuno ci lascia, non ci sono mai le parole giuste. Lunedì 20 Dicembre Luc Guillarme ci ha lasciato.</p>
<p>Era un amico che ha dedicato la sua intera vita per migliorare la vita altrui. E’ stato un inventore attento e capace, migliorando nel corso degli anni il suo metodo rendendolo un mezzo straordinario per i terapisti che utilizzano la respirazione come &#8220;strumento terapeutico&#8221;. Luc è stato un incredibile formatore, mai superficiale e sempre generoso nel dare. Poter lavorare con lui è stata per me una grande fortuna.</p>
<p>Ci siamo impegnati tanto per portare il metodo in Italia e il 2 giugno ci sarebbe stata una formazione totalmente dedicata ai terapisti italiani. Il 2 giugno resterà una data memorabile, perchè il metodo Guillarme verrà insegnato dal figlio Elie (che da anni si sta occupando di promozione del metodo, affiancando il padre) e sarà un occasione per ricordare un grande visionario ed un grande uomo.</p>
<figure id="attachment_989" aria-describedby="caption-attachment-989" style="width: 315px" class="wp-caption aligncenter"><img class="wp-image-989 size-full" src="https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2021/12/Schermata-2021-12-24-alle-09.17.14.png" alt="" width="315" height="315" srcset="https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2021/12/Schermata-2021-12-24-alle-09.17.14.png 315w, https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2021/12/Schermata-2021-12-24-alle-09.17.14-150x150.png 150w, https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2021/12/Schermata-2021-12-24-alle-09.17.14-300x300.png 300w" sizes="(max-width: 315px) 100vw, 315px" /><figcaption id="caption-attachment-989" class="wp-caption-text">Luc Guillarme, inventore del metodo di respirazione Guillarme, ci ha lasciato il 20 Dicembre 2021</figcaption></figure>
<p>“ …mio padre continuerà ad esistere attraverso il metodo Guillarme grazie ai terapisti e ai pazienti che lo praticano&#8221;.</p>
<p>Elie Guillarme</p>
<p><a href="https://ilposturologico.com/2021/04/11/respirazione-e-posturologia-come-respira-il-tuo-paziente/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Respirazione e Posturologia</a><br />
<a href="https://ilposturologico.com/2020/04/10/respirazione-in-quarantena-un-esercizio-del-guru-guillarme/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Respirazione in quarantena: un esercizio Metodo Guillarme</a><br />
<a href="https://ilposturologico.com/corso-respirazione-metodo-guillarme/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Corso di Respirazione Metodo Guillarme</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ilposturologico.com/2021/12/24/luc-guillarme-respirazione/">Grazie ad una persona speciale: Luc Guillarme</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://ilposturologico.com">Andrea Meneguzzo</a>.</p>
]]></content:encoded>
										</item>
		<item>
		<title>La prima cosa da fare se hai uno studio di Fisioterapia</title>
		<link>https://ilposturologico.com/2021/09/28/la-prima-cosa-da-fare-se-hai-uno-studio-di-fisioterapia/</link>
				<pubDate>Tue, 28 Sep 2021 15:48:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Meneguzzo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Case history]]></category>
		<category><![CDATA[Metodologia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://ilposturologico.com/?p=950</guid>
				<description><![CDATA[<p>Negli ultimi 6 mesi ho affiancato un grande centro di fisioterapia, che gode già di parecchio credito e successo, come consulente esterno. Il cliente desiderava &#8220;rovesciare totalmente la propria azienda&#8221;, analizzare i propri punti di forza, colmare le mancanze e ripartire, con nuove strategie, più forte di prima. Una delle difficoltà più grandi che incontrano[...]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ilposturologico.com/2021/09/28/la-prima-cosa-da-fare-se-hai-uno-studio-di-fisioterapia/">La prima cosa da fare se hai uno studio di Fisioterapia</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://ilposturologico.com">Andrea Meneguzzo</a>.</p>
]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Negli ultimi 6 mesi ho affiancato un grande centro di <strong>fisioterapia</strong>, che gode già di parecchio credito e successo, come <strong>consulente</strong> esterno. Il cliente desiderava &#8220;rovesciare totalmente la propria azienda&#8221;, analizzare i propri punti di forza, colmare le mancanze e ripartire, con nuove strategie, più forte di prima.</span></p>
<p>Una delle difficoltà più grandi che incontrano i titolari di uno studio come questo, durante le ore di consulenza, è quella di saper descrivere <b>la propria identità aziendale (o professionale).</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Chiarire a se stessi CHI E COSA vogliamo essere nel mercato della fisioterapia pone le basi per capire CHI, COSA E COME  vogliamo essere per i nostri pazienti. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tutto questo ci obbliga ad una profonda autoanalisi ma l’impatto che questa azione genera sarà straordinario: la tua azienda ha la possibilità di farsi trovare esattamente dai pazienti che hanno bisogno di quel preciso tipo di identità e in essa riconoscono il posto giusto dove curarsi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il primo passo rende necessaria una ricerca su quali siano i &#8220;prodotti&#8221; o &#8220;servizi&#8221; che offriamo che realmente ci rappresentano e che riteniamo fondamentali.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ti sei mai chiesto quanti siano i prodotti che un centro offre ma nel quale non crede veramente? Questo perché gli studi fisioterapici si orientano spesso in base al mercato e al servizio che viene proposto dai concorrenti: compro questo o quello perché anche quel centro lo offre e allora lo devo offrire anch&#8217;io.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Questa è una scelta che, in base alle mie esperienze e recenti consulenze che mi hanno portato a capire molti concetti di marketing, non porta a grandi risultati.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il motivo per cui scegliamo un trattamento deve essere dato da fattori come:</span></p>
<ol>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">conosco bene il prodotto che sto proponendo? </span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">mi piace trattare quel prodotto? ( es. un elettromedicale, mi piace, lo conosco, funziona per l’utilizzo che ne faccio?)</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">che benefici ne trae il mio paziente?</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">ha senso rispetto alla mission aziendale?</span></li>
</ol>
<p><span style="font-weight: 400;">Porsi una serie di domande come queste ci porta a creare un&#8217;identità professionale che ci rappresenta. F</span><span style="font-weight: 400;">atto questo possiamo descrivere a quale paziente questo servizio è dedicato e il beneficio che ne trae.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In questa maniera stiamo rapidamente creando una nicchia di mercato alla quale rivolgere la nostra offerta, fatta di <strong>competenza</strong> (conosciamo il prodotto che stiamo proponendo), <strong>passione</strong> (ci piace utilizzare quel prodotto), <strong>personalizzazione</strong> ( lo proponiamo proprio per quel tipo di paziente).</span></p>
<h2><span style="font-weight: 400;"><br />
Fermarsi per ripartire</span></h2>
<p>Partire dalle basi e fare chiarezza è fondamentale prima di aggiungere servizi, ringiovanire l&#8217;immagine aziendale, aprire un blog o canale Youtube, o peggio ancora ristrutturare fisicamente i luoghi di lavoro aziendali.</p>
<p>Prima di fare quel nuovo sito o affidare ad un &#8220;grafico&#8221; i vostri canali social, riflettete a lungo su chi siete, chi servite e dove volete arrivare.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ilposturologico.com/2021/09/28/la-prima-cosa-da-fare-se-hai-uno-studio-di-fisioterapia/">La prima cosa da fare se hai uno studio di Fisioterapia</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://ilposturologico.com">Andrea Meneguzzo</a>.</p>
]]></content:encoded>
										</item>
	</channel>
</rss>
