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	<title>Posturologia &#8211; Andrea Meneguzzo</title>
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	<description>Sito Ufficiale di Andrea Meneguzzo</description>
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	<title>Posturologia &#8211; Andrea Meneguzzo</title>
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	<item>
		<title>Grounding: Tornare con i Piedi per Terra (Letteralmente!)</title>
		<link>https://ilposturologico.com/2025/06/25/grounding-tornare-con-i-piedi-per-terra-letteralmente/</link>
				<pubDate>Wed, 25 Jun 2025 08:07:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Sofia Ongaro]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Esercizi]]></category>
		<category><![CDATA[Posturologia]]></category>
		<category><![CDATA[attività fisica all'aperto]]></category>
		<category><![CDATA[benefici attività fisica all'aperto]]></category>
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				<description><![CDATA[<p>Negli ultimi tempi si sente parlare sempre più spesso di grounding, o &#8220;earthing&#8220;. Ma di cosa si tratta esattamente? E perché dovrebbe interessarci? In poche parole, il grounding è la pratica di mettere il proprio corpo a diretto contatto con la superficie terrestre. Stiamo parlando di camminare a piedi nudi sull&#8217;erba, sulla sabbia, in giardino,[...]</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p>Negli ultimi tempi si sente parlare sempre più spesso di <strong>grounding</strong>, o &#8220;<strong>earthing</strong>&#8220;. Ma di cosa si tratta esattamente? E perché dovrebbe interessarci?<br />
In poche parole, il grounding è la pratica di mettere il proprio corpo a diretto contatto con la superficie terrestre. Stiamo parlando di camminare a piedi nudi sull&#8217;erba, sulla sabbia, in giardino, o anche semplicemente stare seduti con i piedi a terra. L&#8217;idea di fondo è che la Terra, con la sua carica elettrica negativa, possa riequilibrare il nostro corpo.</p>
<h2>Perché il contatto con la Terra è importante?</h2>
<p>Il nostro stile di vita moderno ci ha allontanati dal contatto con l&#8217;ambiente naturale. Viviamo in ambienti isolati, indossiamo scarpe con suole sintetiche che ci separano dal terreno. Questo isolamento, secondo alcuni studi e teorie, potrebbe contribuire a uno squilibrio nel nostro organismo.<br />
Quando siamo a contatto diretto con la Terra, si ritiene che gli elettroni liberi dalla superficie terrestre possano fluire nel nostro corpo. <strong>Questo scambio può avere diversi benefici:</strong></p>
<ul>
<li><strong>Riduzione dell&#8217;infiammazione:</strong> Molti problemi di salute sono legati a processi infiammatori cronici. Il grounding potrebbe aiutare a modulare queste risposte infiammatorie.</li>
<li><strong>Miglioramento del sonno:</strong> Alcune ricerche preliminari suggeriscono un effetto positivo sulla qualità del sonno.</li>
<li><strong>Riduzione dello stress</strong>: Il contatto con la natura, in generale, è noto per i suoi effetti calmanti, e il grounding non fa eccezione. Può aiutare a ridurre i livelli di cortisolo, l&#8217;ormone dello stress.</li>
<li><strong>Alleviamento del dolore:</strong> Per alcuni, il grounding ha contribuito a ridurre dolori cronici.</li>
</ul>
<h2>Le mie considerazioni</h2>
<p>Da posturologo, ritengo che l&#8217;attenzione al grounding sia un interessante spunto di riflessione. Sebbene la ricerca scientifica sia ancora in fase di sviluppo e necessiti di ulteriori approfondimenti, il principio di base ha una sua logica. Il nostro corpo è un sistema complesso, influenzato da molteplici fattori, e il contatto con l&#8217;ambiente esterno è uno di questi.<br />
Non servono ricerche scientifiche particolari per capire che il piede, se utilizzato nel modo in cui è stato progettato, avrà dei benefici non solo in loco, ma avrà <strong>ricadute positive su tutto il corpo</strong>.</p>
<p><strong>In definitiva, torniamo a far fare al piede il suo lavoro: il piede.</strong></p>
<p>Non si tratta di una &#8220;cura miracolosa&#8221;, ma piuttosto di una pratica che, inserita in un contesto di uno stile di vita sano e attivo, può contribuire al benessere generale. Personalmente, incoraggio sempre i miei pazienti a ritrovare un contatto più profondo con la natura. Passare del <strong>tempo all&#8217;aperto</strong>, fare <strong>attività fisica all&#8217;aria aperta</strong> e, perché no, sperimentare il grounding camminando a piedi nudi, sono tutte azioni che possono favorire un maggiore equilibrio fisico e mentale.</p>
<p>Provate a dedicare qualche minuto al giorno a questa semplice pratica. Magari sentirete la differenza.</p>
<p>E voi, avete mai provato il grounding? Quali sono state le vostre sensazioni?</p>
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		<title>Il Mistero di Marquez: La Propriocezione e le Sue Cadute</title>
		<link>https://ilposturologico.com/2023/10/24/il-mistero-di-marquez-la-propriocezione-e-le-sue-cadute/</link>
				<pubDate>Tue, 24 Oct 2023 09:37:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Meneguzzo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Posturologia]]></category>
		<category><![CDATA[percezione azione]]></category>
		<category><![CDATA[propriocezione]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Negli ultimi anni, il mondo delle corse MotoGP è stato testimone di uno dei piloti più talentuosi e carismatici, Marc Marquez. Tuttavia, mentre le sue vittorie spettacolari e le acrobazie in sella sono state il motivo di ammirazione, le frequenti cadute hanno sollevato delle domande. La mia ipotesi è che il famoso pilota soffra ancora[...]</p>
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]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Negli ultimi anni, il mondo delle corse MotoGP è stato testimone di uno dei piloti più talentuosi e carismatici, <strong>Marc Marquez</strong>. Tuttavia, mentre le sue vittorie spettacolari e le acrobazie in sella sono state il motivo di ammirazione, le frequenti cadute hanno sollevato delle domande. La mia ipotesi è che il famoso pilota soffra ancora oggi di un <strong>disturbo della propriocezione</strong>, il quale potrebbe essere alla radice di molte delle sue cadute.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel corso degli anni, Marquez ha subito <strong>numerose cadute spettacolari</strong>. Alcuni attribuiscono queste cadute al fatto che Marquez spinga costantemente i limiti, cercando di trovare il margine di aderenza massima della sua moto. Tuttavia, vedo un possibile legame tra le sue cadute e una presunta cattiva percezione, una teoria che trova supporto nei fatti precedenti.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In un articolo precedente, ho discusso il problema della <strong>diplopia</strong> che Marquez ha affrontato in passato. La diplopia, o visione doppia, può essere legata a disturbi della propriocezione, quindi un non vero problema della vista ma un disturbo sensoriale dovuto dalla combinazione trauma da caduta ed intervento chirurgico. Questo potrebbe influire sulla percezione che che Marquez ha di sé sulla moto, portando a cadute apparentemente inspiegabili.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In particolare la propriocezione è essenziale per la capacità del cervello di prevedere e adattare il movimento del corpo. Un difetto “predittivo” (penso una cosa e ne faccio un’altra) potrebbe portare a <strong>reazioni tardive o scomposte</strong>, contribuendo ulteriormente al rischio di cadute.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Anche se Marquez sta per passare alla Ducati, una moto che oggi è considerata nettamente superiore alla Honda che ha guidato in passato, il suo software propriocettivo potrebbe non cambiare. Se il problema della propriocezione è ancora presente, potremmo vedere un Marquez che, nonostante una moto più competitiva, continua a lottare con cadute inaspettate.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">È importante sottolineare che la mia è solo un&#8217;ipotesi, basata su osservazioni e dati disponibili pubblicamente. Solo il tempo dirà se Marquez riuscirà a superare queste sfide e a mantenere la sua dominanza nella MotoGP. Resta comunque un pilota straordinario con un talento innato, ma la questione della propriocezione potrebbe essere una <strong>variabile significativa</strong> nella sua carriera.</span></p>
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		<title>Realtà virtuale e postura: quali possono essere i benefici?</title>
		<link>https://ilposturologico.com/2023/09/25/realta-virtuale-postura-benefici/</link>
				<pubDate>Mon, 25 Sep 2023 08:00:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Meneguzzo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Posturologia]]></category>
		<category><![CDATA[posturologia]]></category>
		<category><![CDATA[propriocezione]]></category>
		<category><![CDATA[realtà virtuale]]></category>
		<category><![CDATA[visore vr]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Da sempre sono appassionato di tecnologia, anche se con competenze limitate. Qualche giorno fa ho avuto l&#8217;opportunità di fare esperienza con visori di realtà virtuale e da subito ho fatto alcune considerazioni in tema di postura. Ad oggi gran parte del lavoro e delle attività quotidiane sono legati ad un piccolo schermo, come smartphone, tablet[...]</p>
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]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>Da sempre sono appassionato di tecnologia, anche se con competenze limitate. Qualche giorno fa ho avuto l&#8217;opportunità di fare esperienza con <strong>visori di realtà virtuale</strong> e da subito ho fatto alcune considerazioni in tema di <strong>postura</strong>.</p>
<p>Ad oggi gran parte del lavoro e delle attività quotidiane sono legati ad un piccolo schermo, come smartphone, tablet o PC. Tuttavia, in un futuro molto vicino pare che non ci affideremo più esclusivamente a questi dispositivi. Questo potrebbe essere un vantaggio per gli occhi, poiché l&#8217;uso dei visori VR <strong>potrebbe evitare l&#8217;eccessiva convergenza oculare</strong>, permettendo agli stessi di restare in uno stato di convergenza naturale.</p>
<p>L&#8217;occhio umano è stato progettato e si è evoluto principalmente per tre scopi: cercare riparo dai predatori, cercare un partner con cui riprodursi e trovare cibo per nutrirsi. Il fatto di fissare oggetti da molto vicino è un aspetto dell&#8217;epoca moderna e se dovessimo vivere costantemente con gli occhi in uno stato di convergenza, sarebbe più adatto essere simili a una sorta di ciclope. Ovviamente questa non è una condizione adatta agli esseri umani.</p>
<p>Con l&#8217;uso dei visori VR, l&#8217;esigenza di convergenza viene ridotta, poiché il nostro sguardo ha la possibilità di spaziare e muoversi liberamente nell&#8217;ambiente virtuale.</p>
<p>Un altro aspetto interessante riguarda la <strong>postura visiva</strong>, ovvero come l&#8217;occhio reagirà di fronte all&#8217;esposizione prolungata ad un ambiente illuminato ma non in modo naturale. Sono particolarmente curioso di capire cosa accadrà dal punto di vista motorio quando i visori raggiungeranno una qualità di schermo pari a ottiK. L&#8217;occhio umano non sarà più in grado di distinguere se l&#8217;ambiente che vede in cui è l&#8217;ambiente in cui ci si trova realmente o se è virtuale.</p>
<p>Sicuramente il maggior beneficio verrà tratto dalla <strong>parte posturale</strong>, che non sarà più subordinata all&#8217;orientamento degli schermi, evitando quindi atteggiamenti scorretti della schiena e soprattutto del collo. Ricorda in ogni caso che, per avere un&#8217;esperienza ottimale con i visori di realtà virtuale, sarà importante fare regolari pause e prendersi cura della salute degli occhi e della postura.</p>
<p>In conclusione, possono essere fatte diverse considerazioni con riguardo a:</p>
<ul>
<li><strong>Postura:</strong> L&#8217;uso dei visori VR riduce la necessità di concentrare gli occhi su uno schermo vicino, migliorando la postura di collo e schiena. Questo può essere particolarmente vantaggioso per coloro che trascorrono molte ore al computer.</li>
<li><strong>Salute degli Occhi:</strong> L&#8217;effetto sull&#8217;occhio può variare da persona a persona. Tuttavia, è importante ricordare che l&#8217;uso prolungato dei visori VR potrebbe comportare affaticamento oculare. È consigliabile prendere pause regolari e fare esercizi per gli occhi durante le sessioni di realtà virtuale.</li>
<li><strong>Aspetto Motorio, in particolare Riabilitazione e Rieducazione:</strong> L&#8217;avanzamento della tecnologia VR, inclusa una maggiore risoluzione, può creare esperienze sempre più realistiche. Ciò potrebbe essere utilizzato in ambiti come la riabilitazione, dove i pazienti possono eseguire esercizi specifici sotto la guida di un terapista senza lasciare la propria casa. In tal modo la VR potrebbe essere un&#8217;ottima opportunità per la terapia fisica e la riabilitazione: i pazienti riceverebbero istruzioni dettagliate e feedback in tempo reale, migliorando l&#8217;efficacia del trattamento.</li>
<li><strong>Responsabilizzazione del Paziente:</strong> L&#8217;uso della tecnologia VR potrebbe aumentare la responsabilizzazione dei pazienti, poiché in tal modo si sentirebbero più coinvolti nel loro processo di recupero o di rieducazione.</li>
</ul>
<p>È evidente quindi che la realtà virtuale offra un&#8217;ampia gamma di opportunità, ma è importante considerare anche i possibili svantaggi e gli aspetti legati alla salute durante l&#8217;uso prolungato. Misurare i benefici rispetto ai rischi sarà cruciale nello sviluppo futuro di queste tecnologie.</p>
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										</item>
		<item>
		<title>Connessione tra sonno, respirazione, disturbi dell&#8217;attenzione e posturologia</title>
		<link>https://ilposturologico.com/2023/09/05/connessione-tra-sonno-respirazione-disturbi-dellattenzione-e-posturologia/</link>
				<pubDate>Tue, 05 Sep 2023 13:10:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Meneguzzo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Posturologia]]></category>
		<category><![CDATA[disturbi attenzione]]></category>
		<category><![CDATA[disturbi cognitivi]]></category>
		<category><![CDATA[posturologia]]></category>
		<category><![CDATA[propriocezione]]></category>
		<category><![CDATA[respirazione]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Oggi ti racconto la strana connessione che esiste tra respirazione, qualità del sonno, disturbi dell’attenzione e posturologia. Partiamo dalla fine: il cruccio principale per chi lavora in ambito posturologia è quello di ottenere un buon equilibrio posturale, ma con il più basso tono muscolare possibile. Questo, per i meno esperti, significa lavorare su come il[...]</p>
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]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Oggi ti racconto la strana connessione che esiste tra <strong>respirazione, qualità del sonno, disturbi dell’attenzione </strong>e<strong> posturologia</strong>.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Partiamo dalla fine: il cruccio principale per chi lavora in ambito posturologia è quello di ottenere un buon <strong>equilibrio posturale</strong>, ma con il più basso tono muscolare possibile.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Questo, per i meno esperti, significa lavorare su come il nostro cervello percepisce il corpo nello spazio (argomento che in buona parte centra con la propriocezione) mantenendo la più bassa tensione muscolare possibile (buon rapporto tra come si fa un movimento e quanta energia viene spesa per farlo).</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Quindi, in buona sostanza, la nostra cabina di regia (il cervello) assume dati (un movimento, un suono, uno stimolo luminoso ecc.), lo processa e ne nasce una reazione.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Preciso: se questo stimolo è molto importante, pensiamo a uno spillo che ci punge o da una forte fonte luminosa che ci abbaglia, anche la reazione che andremo ad ottenere sarà importante.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span></p>
<h2>Propriocezione e disturbi cognitivi: qual è il nesso?</h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Da qui passiamo alla strana relazione che il tono e la propriocezione hanno con i <strong>disturbi cognitivi</strong>.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un bellissimo lavoro francese mostra come gli occhi di un normolettore si muovono con una certa linearità nello scorrere sulle parole nelle righe di un testo, cosa che gli occhi di un dislessico, ad esempio, non riescono a fare.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Premetto che un dislessico è un ottimo esempio di soggetto con cattiva percezione (percezione di sé nello spazio) e con un tono muscolare alterato. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">È per questo che non riesce a compiere un&#8217;azione motoria come la lettura in modo efficace ed economico ma tutt’altro, l&#8217;azione del leggere risulta molto difficoltosa e per questo dispendiosa.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sappiamo che le nostre riserve di attenzione sono limitate e più ci impegniamo, più andiamo ad esaurire questa nostra capacità &#8211; quindi, faccio male questa azione e in più non ricordo molto.</span></p>
<h2><strong>Il sonno in tutto questo cosa c&#8217;entra?</strong></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Beh, avere una buona qualità del sonno, ad esempio, ci garantisce un buon lavoro di “pulizia” per quanto riguarda le informazioni assunte nella giornata appena passata, cestinando quelle poco utili e fissando nella memoria quelle che ci servono.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per questo motivo è semplice capire perché, quasi sempre, i soggetti DSA tendono ad avere difficoltà per un certo tipo di apprendimento. </span></p>
<h2><strong>Ma quali caratteristiche deve avere un sonno ristoratore?</strong></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Un <strong>buon sonno</strong>, per essere tale, deve rispettare dei <strong>cicli</strong> o fasi che si ripetono nell’arco del tempo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Essendo un’attività di recupero, anche il tono muscolare tende a scendere ed è proprio qui che troviamo la relazione tra sonno e respiro.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Esiste una struttura muscolo membranosa che funge da passaggio per l&#8217;aria dalle vie aeree superiori ai polmoni, questo è il faringe.</span></p>
<h3><strong>Cosa succede durante il riposo notturno al faringe</strong></h3>
<p><span style="font-weight: 400;">Durante il sonno, questa struttura tende a diminuire il suo diametro a causa dell’abbassamento del tono muscolare.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Questo evento richiede maggior impegno da parte di un’altra struttura muscolare, il diaframma, che dovendo far passare una quantità d’aria su un canale più stretto, deve lavorare con maggiore intensità.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tutto facile se il soggetto possiede almeno queste 2 caratteristiche, una <strong>buona propriocezione</strong> (una buona percezione del sé) ed una <strong>buona competenza della struttura addome</strong> (muscoli che concorrono ad un corretto e coordinato atto respiratorio).</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In mancanza di queste caratteristiche l’atto respiratorio si presenta non ottimale, inficiando la buona ossigenazione del cervello durante la notte e quindi impedendo la buona riuscita del lavoro di pulizia/stoccaggio che quest&#8217;ultimo deve effettuare durante il riposo notturno.</span></p>
<h2>Come capire se bisogna lavorare sulla propria respirazione</h2>
<p><span style="font-weight: 400;">In conclusione, metto un piccolo elenco che ci può aiutare a capire se abbiamo necessità di lavorare sulla nostra competenza respiratoria:</span></p>
<ul>
<li><span style="font-weight: 400;">difficolta d’attenzione</span></li>
<li><span style="font-weight: 400;">dormire con la bocca aperta</span></li>
<li><span style="font-weight: 400;">incubi</span></li>
<li><span style="font-weight: 400;">parlare durante il sonno</span></li>
<li><span style="font-weight: 400;">respiro corto e affannoso</span></li>
<li><span style="font-weight: 400;">piccole perdite di pipi e gas sotto sforzo (attività fisica, starnuti, colpi di tosse ecc) </span></li>
</ul>
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										</item>
		<item>
		<title>Alla scoperta del sesto senso: ecco cos&#8217;è la propriocezione</title>
		<link>https://ilposturologico.com/2022/10/18/cosa-e-la-propriocezione/</link>
				<pubDate>Tue, 18 Oct 2022 09:30:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Meneguzzo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Metodologia]]></category>
		<category><![CDATA[Posturologia]]></category>
		<category><![CDATA[propriocettori]]></category>
		<category><![CDATA[propriocezione]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Oggi tratteggiamo la descrizione di concetto che mi ha cambiato la vita professionale ed ogni mio tipo di approccio terapeutico: parliamo di Propriocezione.    Il mio rapporto con la Propriocezione Nei primi anni della mia carriera da terapista cercavo di utilizzare a favore dei miei pazienti quello che di buono avevo “provato” da atleta. Di[...]</p>
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]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Oggi tratteggiamo la descrizione di concetto che mi ha cambiato la vita professionale ed ogni mio tipo di approccio terapeutico: parliamo di <strong>Propriocezione. </strong> <i> </i><br />
</span></p>
<h2><span style="font-weight: 400;">Il mio rapporto con la Propriocezione<br />
</span></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Nei primi anni della mia carriera da terapista cercavo di utilizzare a favore dei miei pazienti quello che di buono avevo “provato” da atleta.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Di fatto, ho sempre usato la</span><b> forza meccanica</b><span style="font-weight: 400;"> (forte pressione delle dita sui tessuti) per trattare la sintomatologia del paziente; poi, venendo a conoscere la </span><b>Propriocezione</b><span style="font-weight: 400;">, ho imparato ad utilizzare una nuova </span><b>modalità di dialogo terapista/paziente.</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In passato cercavo sempre di lavorare direttamente su un tessuto per avere una risposta in modo diretto; oggi invece, posso utilizzare la mia mano per lanciare un messaggio che, grazie ai </span><b>recettori meccanici</b><span style="font-weight: 400;"> della pelle, arriva fino alla </span><b>cabina di regia </b><span style="font-weight: 400;">(una parte del cervello), la obbliga a compiere un processo e a rimandare in periferia le nuove informazioni sotto forma di tensione muscolare.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Con che modalità si può trattare un paziente, oggi, da terapista, conoscendo la </span><b>propriocezione</b><span style="font-weight: 400;">? Io personalmente sfrutto molto la sensibilità della pelle, utilizzando tocchi molto leggeri ma che ben vanno a mettersi in contatto con la</span><b> parte percettiva</b><span style="font-weight: 400;">, con quella che è la somatorappresentazione.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Capire questa cosa mi ha permesso di </span><b>vedere anche altre metodologie con occhio diverso,</b><span style="font-weight: 400;"> potendo testare e verificare che tipo di risposta ottengo all’interno del protocollo  percezione-azione.</span></p>
<h2><span style="font-weight: 400;">Cos&#8217;è la Propriocezione</span></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Ogni sistema sensoriale   si è evoluto per “captare” un’informazione specifica di energia. Ogni organo di senso contiene delle cellule specializzate, chiamate </span><b>recettori</b><span style="font-weight: 400;">, che hanno la funzione di convertire l’energia fisica in energia nervosa. Nell’uomo esistono recettori per ognuno dei 5 sensi: per il </span><b>gusto</b><span style="font-weight: 400;">, per l’</span><b>olfatto</b><span style="font-weight: 400;">, per il </span><b>tatto</b><span style="font-weight: 400;">, per l’</span><b>udito</b><span style="font-weight: 400;"> e per la </span><b>vista</b><span style="font-weight: 400;">. </span></p>
<p><b>Ogni “canale sensoriale”, quindi, ha un recettore specifico che risponde a stimoli esterni che sono convertiti in energia nervosa.</b></p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">il canale visivo ha come recettore specifico la retina che converte il segnale luminoso in segnale nervoso</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">l’udito ha come recettore specifico la coclea che traduce il suono</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">l’olfatto tratta i segnali chimici passanti per le fosse nasali</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">il gusto, grazie alle papille gustative, processa segnali chimici</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">infine sono i meccanocettori e i termocettori che permettono al tatto di trasformare la pressione, la tensione e la temperatura in segnali nervosi.</span></li>
</ul>
<p><span style="font-weight: 400;">Quindi, la sensazione si riferisce al rilevamento e al trasporto di informazioni sensoriali al cervello, trattando l’esperienza sensoriale propria indotta dallo stimolo.</span></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1130" src="https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2022/10/propriocettori.jpg" alt="" width="1000" height="667" srcset="https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2022/10/propriocettori.jpg 1000w, https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2022/10/propriocettori-300x200.jpg 300w, https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2022/10/propriocettori-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Stiamo parlando di entrate sensoriali specifiche che trattano una “singola” sensazione.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ma </span><b>esiste in natura un senso che non è specifico come i più noti 5 e che non tratta un solo tipo di stimolo</b><span style="font-weight: 400;">. Parliamo di </span><b>una vera e propria mappa recettoriale</b><span style="font-weight: 400;"> messa a disposizione del cervello, con la possibilità di svolgere più compiti contemporaneamente: la </span><b>propriocezione</b><span style="font-weight: 400;">. L’unico vero senso diffuso che abbiamo a disposizione!</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“La propriocezione, il senso che dà senso agli altri sensi. “(cit. J.P.Roll)</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-weight: 400;">  </span></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ilposturologico.com/2022/10/18/cosa-e-la-propriocezione/">Alla scoperta del sesto senso: ecco cos&#8217;è la propriocezione</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://ilposturologico.com">Andrea Meneguzzo</a>.</p>
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										</item>
		<item>
		<title>Cervicalgia e Propriocezione: una strategia Posturologica su un caso reale</title>
		<link>https://ilposturologico.com/2022/10/03/cervicalgia-propriocezione/</link>
				<pubDate>Mon, 03 Oct 2022 09:06:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Meneguzzo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Case history]]></category>
		<category><![CDATA[Metodologia]]></category>
		<category><![CDATA[Posturologia]]></category>
		<category><![CDATA[Respirazione]]></category>
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				<description><![CDATA[<p>&#160; L&#8217;altro giorno in studio, al termine di un lunedì davvero sfidante, vedo come ultima paziente Linda, una cara amica di un mio paziente (prima sessione). Una delle peculiarità del mio lavoro è quella di osservare e valutare il paziente in primis sotto un punto di vista globale e solo successivamente, in modo più specifico,[...]</p>
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]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>L&#8217;altro giorno in studio, al termine di un lunedì davvero sfidante, vedo come ultima paziente Linda, una cara amica di un mio paziente (prima sessione).</p>
<p>Una delle peculiarità del mio lavoro è quella di osservare e valutare il paziente in primis <strong>sotto un punto di vista globale</strong> e solo successivamente, in modo più specifico, in base al tipo di sintomi presentato.</p>
<p>Linda si presenta con un grande <strong>disturbo al tratto cervicale</strong>, e lei, in balia dei dolori, ha in mente &#8220;solo quello&#8221;. Gli specialisti che l&#8217;hanno seguita, tra cui un collega che la tratta una volta a settimana, confermano la sua <strong>cervicalgia</strong> e rivolgono i loro sforzi a quella parte del corpo utilizzando un protocollo riabilitativo.</p>
<p>Io mi fido di questi terapisti e, sul tratto cervicale, mi rendo conto che non posso far cose tanto diverse da quelle che fanno loro; quindi mi oriento su una cosa che <strong>solo chi conosce il protocollo Percezione-Azione può fare</strong>. Ed è &#8220;vedere&#8221; Linda <strong>dimenticandosi del suo sintomo</strong>, valutandone tutte le funzioni che i test ci danno la possibilità di fare.</p>
<p>Questo mi è possibile grazie alla conoscenza approfondita della <strong>Propriocezione</strong>, unico senso distribuito in modo diffuso nel nostro corpo.</p>
<p>Il lavoro che vedremo in questo articolo è uno dei più belli e chiari sul come si possa usare (da solo o all&#8217;interno di una strategia) uno <strong>stimolo propriocettivo</strong>, una <strong>vibrazione meccanica.</strong></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il disuso forzato degli arti determina un’interruzione violenta e non voluta del normale funzionamento delle attività sensomotorie, interruzione che causa una </span><b>riorganizzazione del cervello</b><span style="font-weight: 400;"> che il più delle volte è </span><b>disadattiva</b><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<p><span id="more-1099"></span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Sono stati effettuati degli studi, coadiuvati dall’utilizzo dello strumento della Risonanza magnetica funzionale (fMRI), per capire se attraverso <strong>movimenti illusori che replichino in qualche modo i movimenti naturali</strong> non più possibili durante l’immobilizzazione, si riesce ad evitare la suddetta riorganizzazione cerebrale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">E come sono possibili tali movimenti illusori? </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Attraverso </span><b>trattamenti proprio-tattili</b><span style="font-weight: 400;"> che determinano la percezione di sensazioni cinestesiche simili a quelle provate in condizioni normali.</span></p>
<h2><strong>Lo studio condotto sul trattamento propriocettivo</strong></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">In particolare, lo studio è stato compiuto su 16 volontari sani che per 5 giorni sono stati dotati di protesi che impedivano loro l’uso della mano e delle dita, ma che allo stesso tempo consentivano loro di provare sensazioni cinestesiche e tattili.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Di loro, 8 hanno ricevuto due volte al giorno un trattamento proprio-tattile che determinava una sensazione simile a quella che si prova durante i <strong>movimenti reali generati da </strong></span><b>minivibratori</b><span style="font-weight: 400;"> posizionati sulle dita e sui polsi; i restanti 8 non hanno ricevuto nessun trattamento.</span></p>
<h2><strong>La vibrazione meccanica determina l&#8217;efficacia della riabilitazione     </strong></h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Attraverso successiva valutazione con fMRI si è riscontrato che <strong>nei pazienti che avevano ricevuto il trattamento citato la rete sensomotoria era preservata</strong>, mentre nei soggetti che non avevano ricevuto il trattamento la rete sensomotoria risultava sensibilmente alterata.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tale risultato suggerisce che un </span><b>trattamento propriocettivo</b><span style="font-weight: 400;"> durante la fase di immobilizzazione degli arti possa avere un effetto fortemente rilevante <strong>ai fini di una efficace riabilitazione</strong>.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ancora una volta un bellissimo esempio su come un “inganno sensoriale” viene interpretato come reale dal nostro cervello, tutto a vantaggio di un più efficace piano terapeutico e riabilitativo.<br />
</span></p>
<h2><span style="font-weight: 400;"><br />
<strong>Questa cervicalgia da un punto di vista Posturologico</strong></span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Torniamo a Linda e alla sua &#8220;<strong>cervicalgia&#8221;</strong>: alla fine della valutazione abbiamo impostato un lavoro molto semplice.</p>
<ol>
<li>Lavoriamo con degli esercizi per il rilassamento del sistema visivo. Durante la seduta ho avuto modo di testare quanto la sua entrata visiva vada ad influire non solo sulla tensione dei muscoli cervicali, ma di tutta la schiena.</li>
<li>Successivamente, le ho insegnato alcuni esercizi per i piedi utilizzando una semplice pallina da tennis.</li>
<li>Introdotto l&#8217;utilizzo della vibrazione meccanica (sfruttando gli stessi principi contenuti nello studio) per riqualificare la sensibilità di una vecchia cicatrice per un intervento al basso ventre, cosa che ha modificato da subito la tensione dei muscoli cervicali.</li>
<li>Le ho consigliato quindici minuti di attività motoria aspecifica, e qui le ho suggerito di chiedere aiuto ad un trainer che a Vicenza lavora molto bene (ricordandoci di essere multidisciplinari).</li>
<li>Le ho consigliato di contattare uno specialista che ci dia una mano a risolvere il problema di stitichezza che ha da oltre 20 anni.  Per darle una mano da questo punto di vista, abbiamo iniziato anche a lavorare sulla <a href="https://ilposturologico.com/corso-respirazione-metodo-guillarme/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">respirazione</a> (Metodo Guillarme), dal quale otterrà immediatamente grande benefici e che potrebbe ridarle nel lungo periodo delle funzioni da anni dimenticate.</li>
</ol>
<p>Durante tutta la durata della seduta <strong>non le ho MAI toccato il collo</strong>. Ricordo che <strong>un&#8217;illusione sensoriale è una verità assoluta per il cervello,</strong> quindi conto di liberare quel distretto usando uno stimolo che mi normalizzi la tensione dei muscoli.</p>
<p>Tra tre settimane la rivedo e se lei è stata brava a far tutto sono sicuro che della sua <strong>cervicalgia</strong> ce ne siamo dimenticati tutti e due (sintomo) e iniziamo a prenderci davvero cura di Linda.</p>
<hr />
<h4>Lo studio citato:</h4>
<p>R. Roll, A. Kavounoudias, F. Albert, R. Legré, A. Gay, B. Fabre, J.P. Roll,<br />
<a href="https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/22584228/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Illusory movements prevent cortical disruption caused by immobilization</em></a><br />
NeuroImage,<br />
Volume 62, Issue 1,<br />
2012,<br />
Pages 510-519,<br />
ISSN 1053-8119</p>
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		<title>Davide Santon si ritira a 33 anni, colpa degli infortuni?</title>
		<link>https://ilposturologico.com/2022/09/29/davide-santon-si-ritira-a-33-anni-colpa-degli-infortuni/</link>
				<pubDate>Thu, 29 Sep 2022 11:22:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[adminam]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo sportivo]]></category>
		<category><![CDATA[Posturologia]]></category>
		<category><![CDATA[federer]]></category>
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				<description><![CDATA[<p>Ho appena finito di leggere un articolo su Davide Santon, giocatore di calcio che all&#8217;età di 33 anni annuncia il suo ritiro dal mondo del pallone per problemi fisici legati principalmente alle ginocchia. Si respira amarezza e tristezza leggendo questo articolo, accusato di essere rimasto solo per soldi, lui al contrario ritiene di aver dato[...]</p>
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]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>Ho appena finito di leggere un articolo su Davide Santon, giocatore di calcio che all&#8217;età di 33 anni annuncia il suo ritiro dal mondo del pallone per problemi fisici legati principalmente alle ginocchia.</p>
<p>Si respira amarezza e tristezza leggendo questo articolo, accusato di essere rimasto solo per soldi, lui al contrario ritiene di aver dato tutto al calcio, di aver addirittura sacrificato il suo corpo per il calcio.</p>
<p>Mi sento di fare un ragionamento al riguardo.</p>
<p>Ma un atleta deve distruggersi per poter dire di aver dato tutto per il suo sport?<br />
E nel caso di specie, Santon può dire di aver dato davvero tutto?</p>
<h2>I limiti fisici dello sportivo</h2>
<p>Non più tardi di qualche giorno fa un super campione dello sport come Roger Federer ha dato l’addio al tennis con un’ultima spettacolare partita a Londra in un doppio con l’amico e rivale di sempre, Rafa Nadal. Certo, l’usura con il tempo si paga ma è stato proprio Federer a dichiarare “Conosco il mio corpo, capacità e limiti, e il messaggio del mio corpo per me ultimamente è stato chiaro, ho 41 anni&#8221;.</p>
<p>Quello che si evidenzia nell’articolo su Santon è tutt&#8217;altro: su di lui il male <strong>non è più solo fisico e dovuto al normale deterioramento dettato dagli sforzi fisici durati anni, ma anche interiore</strong>, e lo costringe al ritiro perché è sempre a rischio infortunio e non si diverte più.</p>
<h2>
Le &#8220;urgenze&#8221; della salute sono le cose più importanti?</h2>
<p>Negli anni ho avuto la fortuna di lavorare con diversi campioni dello sport e mi son reso conto che<strong> i più longevi ed in salute</strong> hanno saputo accerchiarsi di uno <strong>staff che non lavorava solo ed esclusivamente sulle urgenze date dagli infortuni, ma che sapeva valutare e gestire nel complesso gli aspetti importanti della loro salute</strong>.</p>
<p>E allora torniamo alla domanda fatta sopra: Santon può dire di aver dato davvero tutto per il suo sport?</p>
<p>Azzardo, con il massimo rispetto: Santon non ha dato tutto per il suo sport, perché non ha potuto dare tutto, è stato costretto ad un ritiro anticipato perché i medici e i terapisti che nel corso degli anni si sono occupati di lui si forse sono concentrati esclusivamente sul problema ginocchia, dove si verificava l’infortunio e da dove scaturiva il sintomo. La metto in ipotetico, perchè ovviamente non posso sapere la realtà, ma in base alla mia esperienza e vedendo i risultati di un <a href="https://ilposturologico.com/2019/11/25/i-4-punti-cardinali-del-posturologo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">approccio posturologico</a> su persone date per “spacciate”&#8230;.</p>
<p>Avevamo già parlato in questo post di come mai <a href="https://ilposturologico.com/2019/07/18/perche-i-campioni-faticano-a-recuperare-pienamente-dopo-un-grave-infortunio/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">i campioni spesso faticano a tornare dopo un infortunio</a>.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1080" src="https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2022/09/download.jpeg" alt="" width="263" height="192" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Visione terapeutica Posturologica</h2>
<p>Credo che per poter seguire un atleta in maniera efficace e permettergli di avere una lunga carriera sportiva bisogna avere <strong>una <a href="https://ilposturologico.com/2019/05/20/chi-e-il-posturologo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">visione terapeutica</a> che prevede una lettura non ristretta</strong>, ma chiara e completa del paziente.</p>
<p>E spesso in Italia non è così, basti pensare che nel calcio la preparazione per un team di 25-30 persone è tutt’altro che personalizzata (come invece avviene nell’atletica leggera o in altre discipline dove il rapporto terapista-atleta è molto più intenso e l’azione su misura).</p>
<p>E a tal fine è utile che l’atleta abbia a<strong> disposizione uno staff di terapisti che si prenda cura di lui a 360°</strong>, senza fossilizzarsi necessariamente ed <strong>esclusivamente sul sintomo e sul tentativo di eliminarlo</strong>, rischiando in tal modo di tralasciare a monte aspetti ben più rilevanti (come ad esempio la postura o la propriocezione), determinanti in primis lo stato di malessere generale del paziente.</p>
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										</item>
		<item>
		<title>Tre consigli per terapisti che vogliono apprendere nuove metodologie di lavoro</title>
		<link>https://ilposturologico.com/2022/09/16/tre-consigli-per-terapisti/</link>
				<pubDate>Fri, 16 Sep 2022 15:28:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Meneguzzo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Corsi]]></category>
		<category><![CDATA[Metodologia]]></category>
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				<description><![CDATA[<p>Come docente, mi devo continuamente interrogare se io stia trasmettendo al meglio le informazioni che voglio passare. E cerco di impegnarmi più che posso, anno dopo anno, esperienza dopo esperienza. Continuo ad accorgermi come non sia sufficiente preparare gli allievi ad un upgrade della propria professione, costruendo solo una solida base teorica e pratica: bisogna[...]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ilposturologico.com/2022/09/16/tre-consigli-per-terapisti/">Tre consigli per terapisti che vogliono apprendere nuove metodologie di lavoro</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://ilposturologico.com">Andrea Meneguzzo</a>.</p>
]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>Come docente, mi devo continuamente interrogare se io stia trasmettendo al meglio le informazioni che voglio passare. E cerco di impegnarmi più che posso, anno dopo anno, esperienza dopo esperienza. Continuo ad accorgermi come <strong>non sia sufficiente preparare gli allievi ad un upgrade della propria professione</strong>, costruendo solo una solida base teorica e pratica: bisogna davvero scardinare alcuni <strong>preconcetti mentali limitati e limitanti</strong>.</p>
<p>In questo articolo volevo ragionare su un aspetto che riscontro spesso nel <strong>rapporto docente-tirocinante</strong>. Questo mio pensiero arriva dopo i tirocini degli ultimi tre mesi nel mio studio, e in questo caso parliamo di <a href="https://ilposturologico.com/2020/02/14/corso-di-posturologia-larte-del-testare/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Posturologia</strong></a>. Come tutti gli anni dal 2013 a questa parte, infatti, nei mesi di luglio, agosto e settembre mi dedico al tirocinio pratico di allievi provenienti dai vari master (Italiani e Stranieri, dell’<a href="https://ilposturologico.com/2019/09/25/perche-frequentare-il-master-in-posturologia/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Università di Bologna</a> o di <a href="https://ilposturologico.com/corso-respirazione-metodo-guillarme/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">corsi privati</a> che tengo in Italia e all’estero, quasi sempre a fianco del <a href="https://ilposturologico.com/2020/11/09/il-dott-alfredo-marino-linventore-della-posturologia-applicata-alla-bocca/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Dott. Alfredo Marino</a>).</p>
<p>La domanda interessante è questa:</p>
<h2><strong>Che cosa si aspetta un tirocinante dal ciclo di formazione o dal metodo che sta imparando?</strong></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Cercherò di esprimermi senza polemica, ma quello che vedo io è che<strong> la maggior parte dei tirocinanti</strong> vorrebbero la <strong>certezza matematica</strong> che quello che stanno facendo li porti ad un <strong>risultato sicuro e garantito</strong>. La sensazione che ho è che desiderano “ottenere una <strong>bacchetta magica</strong>” che permetta di ricevere il paziente, dargli la soluzione senza dover pensare a come strutturare la terapia e infine incassare il denaro.</p>
<p>Le domande che ricevo di continuo, durante il tirocinio, mentre lavoro sui pazienti, sono: è scientifico? Risolve sicuramente il problema? Funziona con tutti? Ed entrano sempre nei casi più specifici e peculiari che siano mai successi portandoli come esempio rappresentativo del tutto.</p>
<p>Questo <strong>modo di pensare,</strong> però, diventa il <strong>primo grande limite</strong> nel momento in cui ci si affaccia ad un nuovo piano di studi e, ancor di più, se l’intenzione del tirocinante è quella di “migliorare” (e quindi bisogna essere disposti a modificare) la <a href="https://ilposturologico.com/2019/11/25/i-4-punti-cardinali-del-posturologo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">propria routine professionale</a>.</p>
<p>Pur vedendo i risultati, evidenti, di altri professionisti, molti tirocinanti (non tutti, per carità) non si sentono in grado di provare una strada “nuova” e abbandonano la possibilità di integrare nuove conoscenze con la solita scusa, cioè, QUELLA METODOLOGIA FUNZIONA PERCHÉ LO FATE VOI.</p>
<p>Ed è proprio questo il punto sulla quale voglio riflettere…</p>
<p>È vero, la <strong>posturologia funziona perché la facciamo “noi” ma non perché più bravi o dotati</strong>. La verità è che decidiamo di avere una <a href="https://ilposturologico.com/2019/05/20/chi-e-il-posturologo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>visione terapeutica</strong></a> che prevede una lettura non ristretta, ma chiara e completa del paziente. Il discorso vale non per noi ma anche per colleghi che insegnano in altri campi, come ad esempio l’osteopatia.</p>
<p>Quindi, tornando al titolo del post, me ne sono uscito con:</p>
<h2 style="text-align: left;"><strong><br />
Alcuni consigli che darei a me stesso se fossi un tirocinante in Posturologia oggi:</strong></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="aligncenter wp-image-1053" src="https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2022/09/pexels-yan-krukov-5793914-683x1024.jpg" alt="" width="450" height="675" srcset="https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2022/09/pexels-yan-krukov-5793914-683x1024.jpg 683w, https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2022/09/pexels-yan-krukov-5793914-200x300.jpg 200w, https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2022/09/pexels-yan-krukov-5793914-768x1152.jpg 768w" sizes="(max-width: 450px) 100vw, 450px" /></p>
<p>1- Il consiglio più utile per un tirocinante: prova a <strong>comprendere davvero su quali basi si fonda la tecnica</strong> che stai apprendendo e inizia a vedere ogni paziente con quelle regole.</p>
<p>2- Impara a guardare il tuo paziente <strong>come se non avesse sintomi</strong>. Esempio: vedo per la prima volta un paziente con un dolore ad una caviglia. Per prima cosa dimenticare il dolore alla caviglia e vedere il paziente secondo le nuove regole.</p>
<p>3- Non cercare “la manipolazione specifica” o “l’esercizio specifico”, bensì ricordati del <strong>principio tecnico di ogni tipo di manipolazione</strong> del metodo (che poi va adattato al paziente).</p>
<p>4 &#8211; (Bonus) Non aver paura di sbagliare! Anche se non conosci ancora la tecnica, <strong>bisogna provare all&#8217;inizio, senza paura</strong>. Ricordati che hai a disposizione dei professionisti proprio per questo, ed io personalmente, desidero con tutto il mio ardore che tu possa apprendere e diffondere al meglio questo <a href="https://ilposturologico.com/2019/11/25/i-4-punti-cardinali-del-posturologo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">protocollo posturologico</a> in cui credo. L&#8217;errore più grande che puoi fare ad un tirocinio è <strong>non provare</strong> perché hai paura di sbagliare.</p>
<p>I prossimi punti sono di approccio &#8220;mentale&#8221;, saranno pubblicati in un prossimo post&#8230;. e ringraziandovi della lettura vi saluto dalla Spagna mentre concludo un ciclo di formazione ad alcuni corsisti.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ilposturologico.com/2022/09/16/tre-consigli-per-terapisti/">Tre consigli per terapisti che vogliono apprendere nuove metodologie di lavoro</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://ilposturologico.com">Andrea Meneguzzo</a>.</p>
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										</item>
		<item>
		<title>Marc Marquez, problema di diplopia, ovvero &#8220;vederci doppio&#8221;</title>
		<link>https://ilposturologico.com/2022/03/24/marc-marquez-problema-di-diplopia-ovvero-vederci-doppio/</link>
				<pubDate>Thu, 24 Mar 2022 10:44:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Meneguzzo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo sportivo]]></category>
		<category><![CDATA[Posturologia]]></category>
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[diplopia]]></category>
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				<description><![CDATA[<p>Marc Marquez, problema di diplopia, ovvero &#8220;vederci doppio&#8221; &#160; Domenica scorsa, durante alcune prove per il MotoGP d&#8217;Indonesia, Marc Marquez è caduto dalla moto in maniera plateale: in seguito a questo fatto è stato reso non idoneo per l&#8217;evento motoristico che si sarebbe svolto nel pomeriggio. In questo articolo vorrei sollevare un punto di vista[...]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ilposturologico.com/2022/03/24/marc-marquez-problema-di-diplopia-ovvero-vederci-doppio/">Marc Marquez, problema di diplopia, ovvero &#8220;vederci doppio&#8221;</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://ilposturologico.com">Andrea Meneguzzo</a>.</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<h2>Marc Marquez, problema di diplopia, ovvero &#8220;vederci doppio&#8221;</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-weight: 400;">Domenica scorsa, durante alcune prove per il MotoGP d&#8217;Indonesia, <a href="https://video.sky.it/sport/motogp/video/marquez-caduta-warm-up-motogp-gp-indonesia-video-736534" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Marc Marquez è caduto</a> dalla moto in maniera plateale: in seguito a questo fatto è stato reso <a href="https://www.gazzetta.it/Moto/moto-GP/20-03-2022/marquez-volo-terrificante-warm-up-indonesia-ospedale-controlli.shtml" target="_blank" rel="noopener noreferrer">non idoneo</a> per l&#8217;evento motoristico che si sarebbe svolto nel pomeriggio.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In questo articolo vorrei sollevare un punto di vista che non è ancora emerso nella stampa &#8220;ufficiale&#8221;: quello <a href="https://ilposturologico.com/2019/05/20/chi-e-il-posturologo/">Posturologico, in ambito di &#8220;percezione-azione&#8221;.</a></span></p>
<p><img class="aligncenter wp-image-1002 size-full" src="https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2022/03/6236a804dc83e.jpeg" alt="" width="618" height="349" srcset="https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2022/03/6236a804dc83e.jpeg 618w, https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2022/03/6236a804dc83e-300x169.jpeg 300w" sizes="(max-width: 618px) 100vw, 618px" /></p>
<h2>A cosa sono dovute le cadute di Marquez?</h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Partiamo dagli effetti della caduta: il referto dei medici parla di trauma cranico. Da qui si è aperto un acceso dibattito sul perché Marc Marquez sia caduto.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La prima ipotesi è di tipo meccanico: alcuni addetti ai lavori hanno parlato di un telaio nuovo su copertoni non adeguati al tipo di telaio costruito da Honda. La seconda ipotesi sentita e diffusa tra gli appassionati dello sport, è che Marc Marquez cerchi di superare, con il suo stile di guida, un limite troppo pericoloso, che lo ha portato troppe volte a contatto con l&#8217;asfalto.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;"> </span></p>
<h2>La mia ipotesi: un problema di percezione</h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Infine c&#8217;è il punto di vista di cui mi occupo io: è un pensiero un po&#8217; laterale rispetto a quelli che sono i normali spunti presi in considerazione e appena citati.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il riferimento è al fatto che dopo la caduta di Marquez, gli si è ripresentata una sintomatologia particolare classica dei disturbi percettivi che è la diplopia: in questo momento Marc ci vede doppio. Ed era proprio per questo stesso motivo che la sua precedente stagione si era interrotta. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Parto dalle parole di Valentino Rossi che diceva: &#8220;dopo una caduta importante tu non sei più quello di prima&#8221;; noi che studiamo propriocezione lo sappiamo bene, e sappiamo bene il perché tu non sia più quello di prima: tutti i tuoi riferimenti che fanno capo alla <strong>propriocezione</strong> vengono meno.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Bisogna saper riconoscere sintomatologie riconducibili a un <strong>deficit percettivo</strong>, e conoscendo quella che è la storia o meglio il curriculum di cadute di Marc Marquez, possiamo dire che la diplopia non può essere altro che un disturbo di tipo percettivo, quindi non una vera <strong>diplopia</strong> &#8220;meccanica&#8221;, ma una diplopia percettiva.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Mi spiego: il problema non sta negli occhi. Il problema è che il cervello non è più in grado di riconoscere la posizione degli occhi nello spazio, e quindi non riesce più a ricoprire la sua funzione fisiologica.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Chiacchierando con i colleghi, già dopo il primo gravissimo infortunio al braccio, eravamo arrivati alla conclusione che molto probabilmente questo poteva essere l&#8217;inizio della sua fine, non tanto perché <strong>Marc Marquez</strong> non sappia reagire a questi traumi o il talento sia venuto meno, ma semplicemente perché l&#8217;immagine predittiva che il cervello di Marc ha, non è più conforme a ciò che poi il suo corpo mette in opera. Questo conflitto, nel caso di Marquez, si è trasformato in un numero infinito di cadute, ricondotte dai più alla sua continua ricerca di superare il limite, ma in un contesto di percezione azione sono assolutamente prevedibili.</span></p>
<p><img class="aligncenter wp-image-1003 size-medium" src="https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2022/03/Marc-Marquez-Ansa-1-300x188.jpg" alt="" width="300" height="188" srcset="https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2022/03/Marc-Marquez-Ansa-1-300x188.jpg 300w, https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2022/03/Marc-Marquez-Ansa-1-768x480.jpg 768w, https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2022/03/Marc-Marquez-Ansa-1-1024x640.jpg 1024w, https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2022/03/Marc-Marquez-Ansa-1.jpg 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Le soluzioni per aiutare Marquez</h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Sarebbe sicuramente un caso stimolante.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Confesso che sarei veramente curioso di vedere quanti parametri legati alla propriocezione sarebbero da trattare e con quale stimolo, Marquez, tenderebbe a normalizzare la sua condizione decisamente perturbata.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Utilizzare entrata orale e visiva, per la diplopia, potrebbe essere la cosa più semplice ma non prima di aver risolto le disfunzioni sui riflessi posturali &#8211; vera base per la competenza motoria- create dai vari traumi e interventi chirurgici. Prima mossa: trattamento propriocettivo manuale!</span></p>
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		<title>Infortunio Spinazzola: da dove nasce una così grande predisposizione?</title>
		<link>https://ilposturologico.com/2021/07/05/infortunio-spinazzola-da-dove-nasce-una-cosi-grande-predisposizione/</link>
				<pubDate>Mon, 05 Jul 2021 16:41:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Meneguzzo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo sportivo]]></category>
		<category><![CDATA[Posturologia]]></category>
		<category><![CDATA[infortunio spinazzola]]></category>
		<category><![CDATA[tendine d'achille]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Da dove nasce una così grande predisposizione all&#8217;infortunio? Durante la partita dei quarti di finale tra Belgio e Italia, Leonardo Spinazzola si è nuovamente fermato per un problema. Stavolta, dopo tanti infortuni di tipo muscolare, pare ci sia la rottura del tendine d&#8217;Achille. Per chi non l&#8217;abbia visto, su un tentativo di recuperare palla, qualcosa[...]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ilposturologico.com/2021/07/05/infortunio-spinazzola-da-dove-nasce-una-cosi-grande-predisposizione/">Infortunio Spinazzola: da dove nasce una così grande predisposizione?</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://ilposturologico.com">Andrea Meneguzzo</a>.</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p>Da dove nasce una così grande <strong>predisposizione all&#8217;infortunio</strong>? Durante la partita dei quarti di finale tra Belgio e Italia, Leonardo <strong>Spinazzola</strong> si è nuovamente fermato per un problema. Stavolta, dopo tanti infortuni di tipo muscolare, pare ci sia la <strong>rottura del tendine d&#8217;Achille</strong>. Per chi non l&#8217;abbia visto, su un tentativo di recuperare palla, qualcosa non è andato a buon fine e Leonardo non ha potuto compiere l&#8217;azione prevista. Ciò che è accaduto dopo è quello che tutta Italia ha visto allo sullo schermo. Mani sul volto, addio Europeo e forse anche gran parte della prossima stagione.</p>
<p><iframe title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/0USnj02m47E" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>Ma da dove nasce un <strong>infortunio</strong> di questo tipo?</p>
<p>Dal <strong>punto di vista posturologico</strong> è interessante fare delle considerazioni: quando ci mettiamo in moto, qualsiasi azione sia, il nostro cervello ha già una copia dell&#8217;azione che stiamo andando a compiere. Nella norma, azione compiuta e azione predetta sono esattamente sovrapponibili e quindi il risultato ottenuto è corretto. Questo è un processo molto complesso ma il nostro cervello è &#8220;architetto&#8221; in modo tale da riuscire ad elaborare una miriade di dati in frazioni di secondo.</p>
<p>Gli sportivi sono un perfetto esempio di come il <strong>sistema predittivo</strong> funzioni anche in modalità molto complesse di esecuzione motoria. Ma ci sono dei casi in cui azione motoria eseguita e copia predittiva non sono perfettamente sovrapponibili, l&#8217;una non è conforme all&#8217;altra.</p>
<p>In questo caso siamo di fronte ad un<strong> disturbo della propriocezione</strong> e il motivo di questo disturbo può nascere da un conflitto sensoriale.</p>
<p>Ed è proprio a causa di questo conflitto sensoriale che la struttura muscolo-scheletrica si espone a rischio infortuni. La predisposizione di leonardo Spinazzola pare ben nota.</p>
<p>Qualche mese fa ho letto un articolo proprio su questo giocatore e su come sembrava aver trovato la soluzione.</p>
<p><a href="https://gianlucadimarzio.com/it/dentista-spinazzola-dottor-puzzilli-bite-denti" target="_blank" rel="noopener noreferrer">https://gianlucadimarzio.com/it/dentista-spinazzola-dottor-puzzilli-bite-denti</a></p>
<p>In questo caso il tentativo di porre rimedio è stato di tipo &#8220;meccanico&#8221;.  Con un <strong>byte</strong> si riesce a creare una buona simmetria muscolare ma con una <strong>tensione generale troppo alta</strong>.</p>
<p><strong>Il beneficio di una soluzione del genere è circoscritta nel tempo, in genere per 6-12 mesi.</strong></p>
<p>La bocca è un&#8217;ottima via per inviare messaggi sensoriali al cervello ma<strong> sensorialità e propriocezione amano ricevere stimoli di bassa intensità e molto precisi, al contrario di ciò che fa un byte</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-944" src="https://ilposturologico.com/wp-content/uploads/2021/07/1625322042-axpphgzcih-v5qklaiav-lapresse.jpg" alt="" width="300" height="200" /></p>
<p>A breve sapremo di più sulla gravità <strong>dell&#8217;infortunio</strong>.<br />
Questo è un caso ancora più delicato rispetto a quello di <a href="https://ilposturologico.com/2020/09/10/ancora-una-rottura-del-legamento-crociato-per-zaniolo-perche/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Zaniolo</a> sul quale ho scritto più <a href="https://ilposturologico.com/2020/01/22/infortunio-zaniolo-quali-sono-i-tempi-di-recupero/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">articoli</a>.</p>
<h2>L&#8217;infortunio di Spinazzola, come recuperare</h2>
<p>Nel caso di <strong>Spinazzola</strong> stiamo parlando di un soggetto con muscolatura &#8220;delicata e corta&#8221; sul quale non si può più pensare di utilizzare il rinforzo come unico metodo di recupero ma bisogna prevedere la riduzione del tono muscolare di base. E non parlo di allungamento perché allungare certi tipi di muscolatura è tutt&#8217;altro che semplice.</p>
<p>Incrociamo le dita per lui, per il suo futuro e per la Nazionale; e buon lavoro all&#8217;equipe che lo seguirà!</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://ilposturologico.com/2021/07/05/infortunio-spinazzola-da-dove-nasce-una-cosi-grande-predisposizione/">Infortunio Spinazzola: da dove nasce una così grande predisposizione?</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://ilposturologico.com">Andrea Meneguzzo</a>.</p>
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